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Tre borghi pieni per il tiro con l’arco ma... il nord-est non sa ancora raccontarsi

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ALESSANDRIA DEL CARRETTO - Per un fine settimana all'anno l'entroterra pollinare dela Calabria del nord-est diventa capitale nazionale ed europea del tiro con l'arco. Non lo sapevi? Già. Perché, in realtà, non lo sa nessuno. Sta accadendo proprio in queste ore tra Alessandria del Carretto, Oriolo e Albidona, dove il Trofeo Nazionale Tre Borghi di tiro con l’arco ha portato circa cento atleti provenienti da tutta Italia, insieme a famiglie, tecnici, accompagnatori e preparatori.

Numeri che, per una grande località turistica, potrebbero sembrare ordinari. Ma che nei piccoli comuni della Sibaritide-Pollino assumono tutt’altro peso. Perché in territori che combattono ogni giorno con spopolamento, servizi ridotti e scarsa visibilità, l’arrivo di un centinaio di persone da fuori rappresenta molto più di una semplice presenza: significa economia locale, strutture occupate, attività che lavorano e un’occasione concreta per far conoscere luoghi spesso esclusi dai circuiti turistici tradizionali.

Il caso più curioso, e forse più significativo, è quello di Alessandria del Carretto, uno dei comuni più piccoli della Calabria. In questo periodo dell’anno il borgo apre di fatto molte delle sue case chiuse e accoglie l’entourage dell’evento attraverso la formula dell’albergo diffuso, con circa 50 posti letto disponibili nel centro abitato.

Un piccolo modello di ospitalità interna, fragile ma concreto. E che potrebbe rafforzarsi ulteriormente: il sindaco Domenico Vuodo spiega che, grazie al bando Borghi della Regione Calabria, è stato recuperato un vecchio edificio di proprietà comunale da destinare a B&B, con la possibilità di attivare altri 12 posti letto già dal prossimo anno.

Il punto, però, è proprio qui. L’evento funziona. I borghi si riempiono. Gli atleti arrivano. Le famiglie dormono, mangiano, si muovono, scoprono paesi che spesso non avrebbero mai inserito in un itinerario turistico tradizionale. Ma tutto questo rischia di restare invisibile, confinato nei giorni della gara, senza trasformarsi in racconto, reputazione e promozione stabile del territorio.

È il grande paradosso di questo territorio che attanaglia i grandi centri e che si riverbera per forza di cose anche alle latitudini più piccole. Si riescono a costruire eventi capaci di richiamare persone da fuori regione, ma spesso manca il passaggio successivo: comunicare l’esperienza, vendere il territorio, organizzare l’accoglienza come prodotto, mettere insieme borghi, natura, cammini, tradizioni, gastronomia, identità e servizi.

Il Trofeo Tre Borghi non dovrebbe essere soltanto una bella competizione sportiva. Dovrebbe diventare, al contrario, una piattaforma di promozione territoriale. Una vetrina per raccontare che nell'entroterra esiste una Calabria più lenta, più interna, più faticosa da raggiungere, ma capace di offrire autenticità, paesaggio, silenzio, comunità e accoglienza vera.

Il precedente dello scorso anno lo dimostra ancora di più. Alessandria del Carretto ha ospitato una manifestazione internazionale di tiro con l’arco, con atleti provenienti da diversi Paesi e la presenza di campioni olimpici. Un evento di livello altissimo per un piccolo borgo montano. Eppure anche quell’esperienza non sembra aver generato una strategia permanente di narrazione e posizionamento turistico.

È questo il punto politico e territoriale della vicenda. Non basta organizzare eventi. Bisogna farli diventare patrimonio. Bisogna costruire contenuti, immagini, video, pacchetti, itinerari, relazioni con operatori turistici, pagine dedicate, campagne social, comunicazione prima, durante e dopo. Altrimenti il rischio è sempre lo stesso: il borgo si riempie per un fine settimana e poi torna nel silenzio.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.