Pina Amarelli al Quirinale con ANDE: «Giovani e democrazia, patrimonio da difendere»
La vicepresidente nazionale dell’Associazione Nazionale Donne Elettrici ricevuta da Mattarella per gli ottant’anni del sodalizio nato nel 1946, anno del primo voto delle donne italiane
CORIGLIANO-ROSSANO - C’è un filo sottile ma tenace che unisce il primo voto delle donne italiane, la nascita della Repubblica e la responsabilità di educare oggi le nuove generazioni alla partecipazione democratica. È il filo della democrazia vissuta, non soltanto celebrata; della cittadinanza esercitata, non delegata; della presenza femminile come forza civile capace di custodire memoria e futuro.
È questo il messaggio che l’Associazione Nazionale Donne Elettrici ha portato al Quirinale negli ottant’anni dalla sua fondazione.
A sottolinearlo è Pina Mengano Amarelli, Cavaliere del Lavoro e vicepresidente nazionale di ANDE, dopo l’incontro con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Una delegazione di dodici donne dell’Associazione, guidata dalla presidente nazionale, la calabrese Marisa Fagà, è stata ricevuta dal Capo dello Stato in un momento di alto valore istituzionale.
L’intera delegazione ha espresso profonda gratitudine al Presidente Mattarella per l’accoglienza e per le parole di incoraggiamento rivolte a un ente sociale nato nel 1946, proprio nell’anno in cui le donne italiane furono chiamate per la prima volta al voto.
L’ANDE nasce insieme alla nuova stagione democratica del Paese e da ottant’anni promuove partecipazione, responsabilità elettorale, coscienza politica e presenza femminile nella vita pubblica.
Il voto delle donne – ricorda la vicepresidente Amarelli – non fu soltanto una conquista giuridica, ma l’inizio di una trasformazione culturale che ancora oggi chiede di essere alimentata. Per questo l’anniversario dell’associazione non è una ricorrenza formale, ma una verifica sul rapporto tra cittadinanza, istituzioni e futuro.
Nel corso dell’incontro, Pina Amarelli ha posto l’accento soprattutto sui giovani, indicandoli come patrimonio civile da difendere e accompagnare.
La recente partecipazione referendaria ha dimostrato – ha evidenziato – che le nuove generazioni possiedono coscienza civica e capacità di incidere sugli esiti democratici quando vengono coinvolte, ascoltate e responsabilizzate.
In questa visione rientra anche il richiamo ai bambini ricoverati nelle strutture ospedaliere, che ogni giorno affrontano fragilità e sofferenza e per i quali l’istruzione resta un diritto essenziale, una forma di cura e una promessa di normalità.
Un pensiero collegato anche alla visita del Presidente Mattarella all’ospedale pediatrico Santobono Pausilipon di Napoli, segno di un’attenzione istituzionale verso l’infanzia più vulnerabile.
Dopo l’incontro con il Capo dello Stato, nei saloni dell’Archivio storico della Presidenza della Repubblica, le donne di ANDE hanno celebrato l’anniversario nel convegno “La partecipazione civile e politica delle donne italiane: ieri, oggi e domani”, inserito nel ciclo di seminari Scenari italiani 1946-1948.
I lavori sono stati aperti da Marina Giannetto, sovrintendente dell’Archivio storico della Presidenza della Repubblica, con l’intervento introduttivo della presidente nazionale e la proiezione del documentario “L’ANDE: ottant’anni di partecipazione civile e politica”, a cura del giornalista Pino Nano e del regista Vittore Ferrara.
Il confronto è stato arricchito dagli indirizzi di saluto di Pier Ferdinando Casini, presidente del Gruppo italiano dell’Unione interparlamentare; Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento Europeo; Anna Rossomando, vicepresidente del Senato; Wanda Ferro, sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, intervenuta con un videomessaggio; Silvia Costa, già europarlamentare; Mara Carfagna, deputata e già ministra per le Pari Opportunità, anche lei con un videomessaggio; e Svetlana Celli, presidente dell’Assemblea Capitolina.
Una cornice istituzionale ampia, a conferma del ruolo del sodalizio femminile come presidio democratico autonomo, radicato nella storia repubblicana e proiettato nel futuro europeo.
Tra gli interventi centrali quello di Maria Rosaria San Giorgio, giudice della Corte Costituzionale, che ha ricostruito il contributo della giurisprudenza costituzionale nel percorso di adeguamento delle norme e di affermazione dei diritti.
A seguire, Eliana Di Caro, giornalista della Domenica del Sole 24 Ore e saggista, ha portato lo sguardo sulle prime otto donne magistrate, restituendo il valore di percorsi femminili che hanno aperto strade dentro istituzioni per lungo tempo impermeabili alla presenza delle donne.
Tra i momenti più significativi della giornata la presentazione della biografia di Carlotta Orlando, fatta da Pina Amarelli e racchiusa in un’opera edita da Rubbettino e firmata da Elvira Valleri, storica della famiglia Ferragamo ed esperta di biografie femminili.
Carlotta Orlando, fondatrice dell’ANDE, continua a rappresentare la radice ideale di un’associazione nata per accompagnare le donne italiane dentro la cittadinanza democratica, trasformando il diritto di voto in consapevolezza, partecipazione e responsabilità pubblica.
Al termine della cerimonia, Marisa Fagà e l’ex caporedattore della TGR Calabria Pino Nano hanno consegnato il Premio alla Carriera ANDE 2026 a Luigi Contu, direttore dell’ANSA e promotore anche di una mostra fotografica dedicata alle donne che hanno fatto la storia della Repubblica.
Le conclusioni sono state affidate a Patrizia Ferro, segretaria nazionale dell’ANDE.
Ottant’anni dopo la sua nascita, l’Associazione Nazionale Donne Elettrici conferma così la propria missione: custodire la memoria democratica non come esercizio del passato, ma come responsabilità del presente. Perché ogni generazione va educata alla libertà, alla partecipazione e alla cura delle istituzioni.