Laino Borgo, a Santa Gada riemergono un altare votivo e depositi di armi
Conclusa la settima campagna di scavi sul colle: nell’abitato lucano individuati nuovi reperti, strumenti di lavoro e muri perimetrali di altri isolati. Il sindaco Russo: «Una realtà archeologica ormai importantissima per tutta la Calabria»
LAINO BORGO - Un altare votivo con offerte al suo interno, depositi di armi, strumenti di lavoro legati alle attività agricole e boschive, nuovi muri perimetrali e la definizione di un incrocio tra due assi viari. La settima campagna di scavi archeologici sul colle di Santa Gada, nel territorio di Laino Borgo, restituisce nuovi elementi fondamentali per comprendere la storia dell’antico abitato lucano venuto alla luce negli ultimi anni.
Le ricerche si sono concluse nell’area di quasi 50 ettari dove, campagna dopo campagna, sta emergendo una delle realtà archeologiche più importanti della valle del Mercure-Lao. Quest’anno il lavoro si è concentrato nella parte centrale del pianoro, immediatamente a ovest del luogo di culto già individuato nelle precedenti indagini.
A operare sul campo sono stati circa 40 ricercatori, tra dottorandi, specializzandi, laureati e laureandi in discipline archeologiche, provenienti da Messina e da altri atenei italiani e stranieri, tra cui Danimarca, Portogallo e Inghilterra. La direzione scientifica è del professor Fabrizio Mollo, con il coordinamento sul campo del professor Marco Sfacteria e della dottoressa Valentina Casella.
Nel corso della campagna sono stati evidenziati un altare votivo con all’interno le offerte e una serie di depositi di armi e strumenti da lavoro, connessi alle attività agricole e boschive della comunità antica.
Il lavoro degli archeologi ha consentito anche di definire un incrocio e di rinvenire i muri perimetrali di altri tre isolati, collocati agli angoli delle due strade principali con orientamento nord-sud ed est-ovest.
Si tratta di elementi che rafforzano l’immagine di un impianto urbano articolato e complesso, già emerso nelle precedenti campagne di scavo.
L’indagine, avviata in regime di concessione ministeriale dal 2019, è resa possibile grazie alla collaborazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Cosenza, con la dottoressa Mariangela Barbato e la soprintendente Paola Aurino, e con il sostegno del Comune di Laino Borgo.
A supportare le attività è anche il Parco Nazionale del Pollino, con il commissario Luigi Lirangi e la collaborazione del Rup Bloise.
«È sempre emozionante poter vedere come dai terreni del colle di Santa Gada affiorino ogni anno nuovi pezzi di realtà antiche che si collegano in maniera pregnante con la nostra storia e ci regalano un arricchimento della nostra identità antica», commenta il sindaco di Laino Borgo, Mariangelina Russo.
Per il primo cittadino, la presenza dell’équipe universitaria rappresenta anche un’occasione di crescita culturale per la comunità.
«Poter accogliere il professor Mollo e la sua équipe è sempre una grande esperienza di condivisione e coinvolgimento, che ci apre, come comunità, alla ricerca e all’ampliamento del bagaglio culturale che ci appartiene e ci interessa approfondire».
Negli anni lo scavo ha interessato la parte più meridionale dell’ampio pianoro di Santa Gada. Finora è stata indagata una vasta porzione di un abitato lucano, in vita dalla fine del V secolo fino alla fine del III secolo a.C.
Tra le scoperte più significative figurano un intero isolato con annessa area di produzione artigianale e un luogo di culto. In particolare, è stato individuato un oikos quadrangolare dedicato ad Artemide e una via processionale, rinvenuti lo scorso anno e inseriti in un impianto urbano di cui era già stato individuato l’incrocio di due strade.
Le dimensioni del colle, pari a quasi 50 ettari, la presenza di materiali e strutture in tutti i pianori e i dati emersi dalle indagini di superficie fanno di Santa Gada il più importante insediamento abitativo della valle del Mercure-Lao.
Le stratigrafie hanno restituito anche la presenza sporadica di materiale di fine VIII-inizi VII secolo a.C. e importanti elementi di epoca arcaica, tra VI e V secolo a.C., riferibili a forme insediative ancora da definire nel dettaglio.
La campagna appena conclusa si inserisce in un percorso più ampio di ricerca, tutela e valorizzazione. Il Comune di Laino Borgo guarda infatti alla realizzazione del Museo archeologico, destinato a custodire i reperti rinvenuti nel corso degli anni, e alla prospettiva del parco archeologico.
«Tutto questo – conclude il sindaco Russo – ci permette di definire una grande e articolata realtà archeologica a Santa Gada, ormai importantissima non soltanto per la valle del Lao-Mercure, ma per tutta la Calabria».
Il primo cittadino richiama anche il sostegno della Regione Calabria, grazie al quale è stato avviato il percorso per la realizzazione del museo.
«Abbiamo avviato la realizzazione del Museo archeologico che custodirà tutti i reperti trovati nel corso di questi anni di ricerche e ci proietta nella volontà di realizzare il parco archeologico, come tappa fondamentale del percorso di valorizzazione del turismo culturale che vogliamo sviluppare in sinergia con tutti gli attori che fanno parte di questa grande e importante missione di ricerca sul nostro territorio».
Santa Gada si conferma così non soltanto un sito di rilevanza scientifica, ma un luogo capace di costruire identità, conoscenza e futuro. Un patrimonio che, anno dopo anno, continua a restituire alla Calabria nuovi frammenti della sua storia antica.