La Cardiologia di Rossano va in trasferta per oltre 100 screening contro la fibrillazione atriale
Grande partecipazione alla giornata di prevenzione promossa dall’Unità operativa complessa del presidio Giannettasio. De Bonis: «Forte bisogno di prevenzione»
CORIGLIANO-ROSSANO - La prevenzione cardiovascolare esce dagli ambulatori e raggiunge direttamente i cittadini. Grande partecipazione, a Bisignano, per la giornata di screening dedicata alla fibrillazione atriale, promossa grazie all’impegno dell’U.O.C. Cardiologia-UTIC di Rossano, guidata dalla dottoressa Silvana De Bonis, in collaborazione con il Comune e con il supporto dell’associazionismo territoriale.
Nel corso dell’iniziativa, che si è svolta il 31 maggio, sono stati effettuati oltre 100 screening gratuiti. I cittadini hanno potuto sottoporsi a controlli fondamentali per la valutazione del rischio cardiovascolare: registrazione di una traccia elettrocardiografica, misurazione della pressione arteriosa e controllo della glicemia.
All’attività hanno preso parte, insieme alla dottoressa De Bonis, il dottor Davide Cerbella, il dottor Leonardo Alosa, gli infermieri della Cardiologia, la dottoressa Maria Bernardi, direttore sanitario, i volontari dell’associazione Un Cuore per Co.Ro e il consigliere comunale Maria Rosaria Sita.
La fibrillazione atriale è una delle aritmie cardiache più diffuse e può presentarsi anche senza sintomi evidenti. Alcuni pazienti avvertono battiti irregolari, altri percepiscono soltanto affaticamento o malessere generale. In circa il 30% dei casi, però, l’aritmia può essere silente e venire scoperta casualmente durante una visita, un elettrocardiogramma o, nei casi peggiori, dopo eventi gravi come ictus cerebrale o scompenso cardiaco.
Il dato clinico è rilevante: chi soffre di fibrillazione atriale ha un rischio di ictus cerebrale aumentato di 5 volte, un rischio di scompenso cardiaco aumentato di 3 volte e una mortalità doppia rispetto alla popolazione generale. Per questo intercettare precocemente l’aritmia, anche quando non dà sintomi, può fare la differenza.
«La risposta della comunità è stata eccezionale e conferma quanto sia forte il bisogno di prevenzione sul territorio», ha sottolineato la dottoressa Silvana De Bonis, esprimendo soddisfazione per la partecipazione e per l’attenzione dimostrata dai cittadini verso la propria salute.
L’iniziativa di Bisignano conferma il valore di una sanità capace di costruire prossimità: professionisti, istituzioni locali, volontari e associazioni insieme per portare controlli, informazione e consapevolezza direttamente nelle comunità.
Il bilancio finale è positivo e racconta una direzione precisa: la prevenzione non può restare un principio astratto, ma deve diventare pratica concreta, accessibile e diffusa. Soprattutto quando si parla di patologie cardiovascolari, dove diagnosi precoce e controlli periodici possono salvare vite.