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Dialisi vacanza, l’Asp di Cosenza conferma il servizio: così la sanità calabrese fa anche accoglienza

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CORIGLIANO-ROSSANO - C’è una sanità che spesso costringe i calabresi a partire. E poi c’è una sanità che, almeno in alcuni casi, riesce a produrre il movimento opposto: fa arrivare persone, consente loro di restare, trasforma una terapia salvavita in possibilità di vacanza, normalità, dignità.

È il caso della dialisi vacanza, servizio che anche per l’estate 2026 sarà attivato negli ospedali e nei centri dialisi dell’Asp di Cosenza. Una buona notizia per cittadini e turisti con problemi nefrologici, che potranno trascorrere un periodo di ferie in Calabria senza rinunciare alla continuità della terapia dialitica.

Il progetto è stato approvato con deliberazione del commissario straordinario dell’Asp di Cosenza Vitaliano De Salazar e viene coordinato dal dottor Antonio Nicoletti, responsabile della rete emodialitica aziendale. Una conferma non scontata, soprattutto dentro una stagione segnata da carenze di personale e difficoltà organizzative.

Nicoletti, contattato da Eco dello Jonio, ha ribadito proprio questo punto: «nonostante il quadro complesso, il commissario De Salazar ha voluto confermare l’attività ritenendola un servizio essenziale». E lo è davvero. Perché per un paziente dializzato la vacanza non è mai una scelta semplice. Significa programmare, prenotare, verificare disponibilità, garantire sicurezza clinica e continuità assistenziale. Senza un posto dialisi, semplicemente, molti pazienti non partono.

E questa, ovviamente, non è soltanto sanità. È anche accoglienza.

Uno dei primi centri ad aver intuito il valore di questo servizio fu Rossano, già a metà degli anni Duemila, quando il centro dialisi era guidato dalla dottoressa Teresa Cicchetti. Da quella intuizione, nata in un presidio della costa ionica, il modello si è progressivamente allargato al territorio provinciale dell’Asp di Cosenza, fino a diventare oggi uno dei servizi estivi più significativi della sanità calabrese.

È uno di quei pochi casi in cui la Calabria non esporta soltanto pazienti, ma accoglie persone che scelgono il territorio anche perché sanno di poter continuare a curarsi.

I numeri dello scorso anno, limitati ai centri della Calabria del nord-est, raccontano bene il valore del progetto.

 

In totale, tra Trebisacce, Rossano, Cariati e Lungro, nell’estate 2025 sono stati accolti 83 pazienti, tra italiani e stranieri. Considerando il modello ordinario previsto dal progetto, cioè permanenze di 15 giorni con 7 trattamenti emodialitici, significa che questi soli quattro centri hanno potenzialmente generato centinaia di sedute e oltre mille giornate di presenza sanitaria programmata sul territorio.

 

La tariffazione delle prestazioni segue il nomenclatore vigente. Per una seduta di emodialisi bicarbonato la valorizzazione indicata è di 172,75 euro; per l’emodiafiltrazione e altre tecniche più complesse si arriva a 240 euro. La prima visita nefrologica è valorizzata a 25 euro, la visita di controllo a 17,90 euro.

Tradotto in termini pratici, un ciclo standard di 7 sedute può valere, a seconda della tecnica utilizzata, da circa 1.209 euro per emodialisi bicarbonato fino a 1.680 euro per emodiafiltrazione. Su 83 pazienti, il valore sanitario teorico delle sole sedute, se tutte fossero state bicarbonato, supererebbe i 100 mila euro; se tutte fossero state emodiafiltrazioni, arriverebbe a circa 139 mila euro. Si tratta naturalmente di una stima indicativa, perché ogni paziente può avere una tecnica diversa e perché il dato reale dipende dalle prestazioni effettivamente erogate.

 

Il punto, però, è che questa attività non va letta come un costo secco per il territorio. Le prestazioni sono infatti soggette a rimborso da parte delle aziende sanitarie di provenienza dei pazienti. L’Asp mette in campo organizzazione, personale, turni aggiuntivi, capacità gestionale e rete clinica; il sistema sanitario recupera le prestazioni attraverso i flussi di mobilità sanitaria.

 

E intanto il territorio beneficia di un effetto molto concreto: i pazienti dializzati non viaggiano quasi mai da soli. Si spostano spesso con familiari, accompagnatori, coniugi, figli. Restano per periodi programmati, prenotano strutture ricettive, frequentano ristoranti, stabilimenti balneari, servizi locali. Non sono turismo mordi e fuggi, ma presenze lunghe, pianificate, legate a un bisogno sanitario e a una scelta di fiducia nel territorio.

Per questo la dialisi vacanza è anche un servizio di immagine. Dice a un paziente fragile che può venire in Calabria senza paura; può fare il bagno a Trebisacce, soggiornare a Corigliano-Rossano, scegliere Cariati, raggiungere il Pollino e continuare a curarti. Può vivere, insomma, una vacanza senza sentirti escluso.

E questo è un valore assoluto che non si può non tenere in considerazione. Ecco perché le politiche sociali e del welfare della Regione Calabria dovrebbero lavorare di più per promuovere questa importante iniziativa.

Dentro una sanità regionale spesso raccontata solo per ritardi, carenze e mobilità passiva, la dialisi vacanza rappresenta una piccola ma significativa contro-narrazione. È sanità pubblica che funziona, accoglie e produce attrattività. È un presidio clinico che diventa anche leva turistica. È una risposta concreta a persone che non chiedono privilegi, ma semplicemente il diritto di vivere qualche giorno di normalità.

Per il 2026 le richieste vengono gestite tramite prenotazione via email ai centri aderenti. Il modello prevede ospitalità per 15 giorni, con 7 trattamenti nei diversi periodi tra luglio e agosto, mentre alcuni centri potranno garantire il servizio anche dal 1 giugno al 30 settembre previo contatto. In caso di richieste superiori ai posti tecnici disponibili, sarà seguito l’ordine cronologico di arrivo delle domande.

Il progetto conferma quindi una scelta importante: mantenere aperta una possibilità di cura e vacanza in una provincia che, per caratteristiche geografiche, può offrire mare, montagna, borghi, parchi naturali e costa attrezzata.

La sfida, ora, è non considerarlo un servizio accessorio. La dialisi vacanza non è un favore ai turisti. È un livello di civiltà sanitaria. È un modo per dire che anche chi dipende da una macchina tre volte a settimana ha diritto al mare, al riposo, alla famiglia, alla Calabria.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.