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Arbëreshë ponte tra Italia e Albania, Pugliese: «Serve una voce unitaria nazionale»

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CALABRIA – Non è soltanto una protesta. Non è soltanto una mobilitazione ambientale e popolare. Per il mondo arbëreshë, quanto sta accadendo in Albania e nelle piazze della diaspora rappresenta anche un passaggio politico e culturale che interroga direttamente gli albanesi d’Italia, la loro storia e il loro possibile ruolo nel rapporto tra Italia, Albania, Balcani e Mediterraneo.

A sottolinearlo è Cataldo Pugliese, presidente UDA, intervenendo sulla mobilitazione che da giorni attraversa l’Albania e coinvolge anche le comunità albanesi nel mondo.

Secondo Pugliese, il richiamo in patria della diaspora ha prodotto un fatto straordinario: centinaia di migliaia di albanesi, dall’Italia e da altri Paesi, si sono ritrovati attorno a una richiesta comune, legata alla difesa di una riserva ambientale minacciata da un grande progetto immobiliare turistico, ma anche a una più ampia domanda di unità popolare.

«Quello che sta accadendo in Albania da 22 giorni consecutivi è qualcosa di straordinario e magico, probabilmente mai successo prima d’ora in Europa», afferma Pugliese.

Il presidente UDA legge nella mobilitazione un ritorno alla coesione di un popolo a lungo diviso dalla politica.

«La protesta di questi giorni – sostiene – rappresenta per la prima volta e dopo molti anni un evento di unità popolare. Il popolo albanese dalle vie di Tirana passando dalle piazze di Milano, Firenze, Genova e Roma ha ritrovato la propria unione sotto il vessillo della propria bandiera».

Ma il punto centrale, per Pugliese, riguarda proprio gli arbëreshë, gli albanesi d’Italia presenti da circa sei secoli nel Mezzogiorno e in Calabria. Una comunità che custodisce lingua, rito, memoria, identità e appartenenza, e che può diventare oggi un soggetto culturale e politico capace di rafforzare il dialogo tra Italia e Albania.

«Da cittadino italiano di origini arbëreshe, albanesi d’Italia da circa 600 anni, tutto questo mi rende fiero e orgoglioso», dichiara Pugliese. «La nostra è una testimonianza vivente, è la massima rappresentazione di integrazione culturale e sociale in Europa».

Per il presidente UDA, la comunità arbëreshe non deve limitarsi a custodire la memoria. Può invece diventare un ponte attivo, una voce capace di contribuire a una nuova stagione di relazioni culturali, economiche e turistiche tra i due Paesi.

«Siamo la minoranza storico linguistica più longeva d’Europa – aggiunge – e sono certo che con il supporto di una voce unitaria nazionale arbëreshe, e rafforzando il dialogo tra i due Paesi, si possa fare qualcosa di davvero importante, mai fatta prima, a vantaggio dell’economia, della cultura e del turismo di entrambi i Paesi».

La riflessione arriva in un momento in cui il rapporto tra Italia e Albania viene indicato come sempre più strategico. Pugliese richiama il rafforzamento della collaborazione tra i due governi e il ruolo di Tirana nello scenario balcanico e mediterraneo.

«L’Albania è un partner strategico, un alleato affidabile dell’Italia e un interlocutore fondamentale per la stabilità dei Balcani occidentali e di tutto il Mediterraneo», sottolinea.

Nel suo intervento viene richiamato anche il recente voto del Parlamento Europeo sulla relazione sull’Albania, con il riconoscimento dei progressi compiuti nel percorso di avvicinamento all’Unione Europea.

Per Pugliese, il messaggio politico è chiaro: l’Europa deve continuare a sostenere i Paesi che scelgono la strada delle riforme, della libertà e della cooperazione.

Dentro questo scenario, la diaspora albanese e la comunità arbëreshe possono assumere un ruolo nuovo. Non soltanto memoria storica, non soltanto identità locale, non soltanto folklore. Ma presenza viva, capace di accompagnare un processo di dialogo e di costruzione culturale tra le due sponde dell’Adriatico e dello Ionio.

Pugliese arriva a definire Tirana una possibile capitale europea della pace multiculturale, proprio per la forza simbolica della mobilitazione in corso e per la capacità della diaspora di ricomporsi attorno a una causa comune.

Il messaggio che arriva dal mondo arbëreshë è dunque netto: la storia degli albanesi d’Italia può diventare una risorsa strategica per il futuro. Una minoranza che da secoli vive integrazione, identità e appartenenza plurale può oggi contribuire a costruire una relazione più forte tra Italia e Albania, tra Calabria e Balcani, tra memoria e sviluppo.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.