Sport e inclusione: a Crosia il confronto sulle disabilità in vista della Giornata Nazionale
Al centro, il valore dello sport secondo il punto di vista del presidente di Unici Diversi Uguali: uno strumento di inclusione sociale con un focus sulle criticità che escludono atleti con disabilità cognitive dalle competizioni paralimpiche
CROSIA - In vista della Giornata Nazionale dello Sport del 7 giugno, la comunità di Crosia si prepara con un momento di confronto che ha riunito rappresentanti istituzionali, sportivi e associazioni del territorio. All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, il presidente del CONI Calabria Scopelliti, la vicepresidente Francesca Stancati e il sindaco della città.
Tra gli interventi, significativo quello del presidente dell’associazione Unici Diversi Uguali, che ha portato una prospettiva personale e concreta: dall’esperienza da danzatore nelle competizioni agonistiche del CONI, fino al ruolo dirigenziale nel calcio e nel futsal femminile, per arrivare oggi all’impegno come padre di una bambina con disabilità.
Al centro del suo intervento, il valore dello sport come strumento di inclusione sociale reale, soprattutto per le persone con disabilità. Un’occasione per ribadire quanto l’attività sportiva non sia solo competizione, ma anche crescita personale, autostima e benessere psicofisico.
Nel corso dell’incontro è stato rivolto un appello diretto al presidente Scopelliti: rivedere i criteri che regolano l’accesso alle discipline paralimpiche, in particolare per quanto riguarda gli atleti con disabilità cognitive. Una richiesta che prende spunto anche dal caso di Luca Venturelli, campione europeo nei 10.000 metri classe II3, escluso dalle Paralimpiadi a causa di un quoziente intellettivo superiore ai parametri stabiliti.
Una situazione definita “paradossale”, soprattutto considerando che nello spettro autistico molte persone presentano un Q.I. più alto rispetto alle soglie previste, in un contesto in cui il numero di diagnosi è in costante աճ.
«Troppo disabili per essere normali e troppo intelligenti per essere disabili»: una frase forte che sintetizza il senso di ingiustizia percepito.
Infine, l’invito rivolto alle associazioni sportive presenti: aprire sempre di più le porte a persone con disabilità. Pur riconoscendo il valore dell’agonismo, l’inclusione rappresenta un passo fondamentale per costruire una società più equa, dove lo sport diventa davvero patrimonio di tutti.