Period Poverty e dignità mestruale: dall’Alto Ionio una mobilitazione per i diritti e l’inclusione
Il collettivo Nuova Onda Ionica lancia una campagna di sensibilizzazione e una raccolta firme per l’installazione di distributori gratuiti di assorbenti nei bagni pubblici di Trebisacce
TREBISACCE - Ci sono battaglie di civiltà che non si combattono solo attraverso grandi riforme, ma che nascono dai gesti concreti della vita quotidiana e dalla capacità di rompere i silenzi. È questo lo spirito che anima la nuova mobilitazione promossa nell’Alto Ionio dal collettivo N.O.I. – Nuova Onda Ionica.
Al centro dell’iniziativa c’è un tema universale ma ancora oggi circondato da stigma: il ciclo mestruale e la difficoltà economica nell’affrontarlo, conosciuta come period poverty.
«Il ciclo non è un lusso, ma una questione di salute e dignità. Le mestruazioni non sono una scelta, ma un fatto fisiologico.» Un’affermazione che mira a scardinare un doppio standard ancora radicato: i prodotti per l’igiene mestruale non vengono tuttora riconosciuti, anche sul piano fiscale e culturale, come beni di prima necessità.
I dati confermano la dimensione del problema. In Italia, una donna spende mediamente circa 126 euro l’anno per assorbenti e dispositivi igienici. Una cifra che, seppur apparentemente contenuta, può rappresentare un peso significativo per giovani donne, famiglie numerose o persone in condizioni di fragilità economica.
Ma la questione non è soltanto economica. A questo si aggiunge la difficoltà di accesso ai prodotti nei luoghi pubblici: emergenze improvvise o la mancanza di disponibilità di assorbenti possono generare disagio, imbarazzo e persino auto-esclusione dalla vita sociale. Una limitazione concreta dell’autodeterminazione che il collettivo considera inaccettabile in una società realmente inclusiva.
Per trasformare la denuncia in azione, i giovani promotori hanno avviato una raccolta firme a sostegno di una mozione da presentare alle istituzioni locali. La richiesta è chiara: installare distributori o cassette di assorbenti gratuiti nei bagni pubblici del Comune di Trebisacce, con l’obiettivo di estendere successivamente il progetto all’intero comprensorio.
Accanto a questa proposta, viene avanzata anche l’idea di realizzare un primo distributore autoprodotto e autogestito in uno spazio pubblico e accessibile, come segnale culturale e politico. Un gesto che, secondo i promotori, rappresenta il riconoscimento del ciclo mestruale come realtà naturale e diritto collettivo.
«Tutto ciò non è solo un gesto simbolico o assistenziale, ma un atto politico e culturale che riconosce il ciclo mestruale come una realtà naturale. Garantire la presenza di questi prodotti negli spazi pubblici significa affermare che la comunità riconosce questo bisogno come un diritto e non come un favore.»
La campagna sarà al centro di un momento pubblico di confronto previsto per sabato 30 maggio alle ore 17:30, presso il Parco “Tutti Inclusi Nessuno Escluso”, di fronte all’anfiteatro sul lungomare di Trebisacce. L’iniziativa è resa possibile grazie alla collaborazione dell’Associazione Passaggi, che ha sostenuto fin da subito il progetto.
L’incontro, intitolato “Period Poverty è Tabù”, sarà un dialogo aperto alla cittadinanza sul tema dello stigma sociale e dell’accesso all’informazione. Un contributo significativo sarà offerto dalle operatrici del Consultorio di Trebisacce, che porteranno una prospettiva medica, sociale e di supporto.
L’invito del collettivo N.O.I. è rivolto a tutta la cittadinanza: partecipare, informarsi e firmare la mozione. Le adesioni potranno essere raccolte sia durante gli eventi sul territorio sia online sulla piattaforma Change.org, cercando la mozione dal titolo: «Il ciclo è di tutte. Basta farlo pagare.»
«Chiediamo di unirvi a questa lotta per l’uguaglianza. Con i nostri corpi, con la nostra voce, creiamo un cambiamento positivo. Insieme.» Un appello che sintetizza lo spirito dell’iniziativa: trasformare la consapevolezza in azione concreta.