Dipendenze patologiche, nasce l’Osservatorio regionale. Straface: «Ogni euro diventi servizio»
Prima riunione operativa alla Cittadella per l’organismo istituito con DCA n.8/2025. In campo oltre 11,3 milioni tra fondi sbloccati e nuovo Piano triennale 2025-2027
CATANZARO - La Calabria prova a cambiare passo sulle dipendenze patologiche. Non più interventi frammentati o risposte emergenziali, ma un sistema stabile di analisi, monitoraggio, prevenzione e programmazione. Si è tenuta alla Cittadella regionale di Germaneto la prima riunione operativa dell’Osservatorio regionale sulle dipendenze patologiche, istituito con DCA n.8 del 22 gennaio 2025.
L’organismo avrà il compito di mappare i bisogni, raccogliere dati, leggere l’evoluzione dei fenomeni e coordinare interventi capaci di raggiungere i territori. I servizi di assistenza tecnica saranno in capo ad Azienda Zero.
Nel suo intervento introduttivo, l’assessore regionale al Welfare Pasqualina Straface ha ricostruito il percorso politico e amministrativo che ha portato alla nascita dell’Osservatorio, partendo dalla delega esclusiva sulle dipendenze conferitale dal presidente Roberto Occhiuto e dalla mozione n.55 del 2023, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale.
«Oggi diamo avvio ad un’attività fondamentale di analisi, monitoraggio e studio delle evoluzioni di un fenomeno profondo», ha dichiarato Straface, sottolineando come le dipendenze oggi non riguardino più soltanto sostanze stupefacenti e alcol, ma anche fenomeni comportamentali complessi come ludopatia e iperconnessione digitale.
Il punto centrale è la prossimità. «Il nostro obiettivo – ha aggiunto – è dare risposte concrete a chi ha una dipendenza e alle tantissime famiglie che soffrono, garantendo servizi di prossimità».
La Regione mette sul tavolo una dotazione complessiva di oltre 11,3 milioni di euro: poco più di 3,3 milioni di fondi fermi dal 2013 destinati alla lotta alle droghe, sbloccati per il piano triennale regionale, e oltre 8 milioni per il nuovo Piano triennale sulle dipendenze 2025-2027, approvato e finanziato dal Ministero della Salute.
Straface ha posto il tema dell’efficienza della spesa come condizione decisiva: «Lavoreremo su una programmazione rigidissima, basata su un cronoprogramma dettagliato con obiettivi chiari e misurabili. Non possiamo permetterci e non dobbiamo perdere un solo centesimo di queste risorse: ogni euro deve tradursi in servizi e supporto sul territorio».
I pilastri del piano saranno prevenzione selettiva e generalista, percorsi di reinserimento socio-lavorativo, formazione continua degli operatori e potenziamento del personale qualificato nei SerD delle cinque Aziende sanitarie provinciali calabresi.
L’Osservatorio sarà coordinato da Francesco Lucia, dirigente del settore Assistenza territoriale, Salute nelle carceri e Sistema emergenze-urgenze, delegato del dirigente generale Ernesto Esposito. Al tavolo siedono rappresentanti delle cinque Asp, dell’Ufficio scolastico regionale, delle Università della Calabria e Magna Graecia, dei dipartimenti regionali competenti, del Forum del Terzo settore e del Crea Calabria.
Tra gli esperti anche Mario Spagnuolo, già procuratore della Repubblica di Cosenza, che ha evidenziato il salto qualitativo dell’iniziativa e la necessità di superare una logica fondata solo sulla repressione, costruendo invece un coordinamento stabile con scuole e uffici giudiziari.
Dal confronto è emerso un orientamento preciso: ogni dipendenza va trattata in modo specifico, rifiutando approcci standardizzati. Prevenzione, formazione, ricerca scientifica, coinvolgimento delle scuole, del sistema giudiziario, dei servizi territoriali e del privato sociale saranno gli assi di una strategia che punta a intervenire prima che il disagio diventi emergenza.
L’Osservatorio dovrà ora costruire un sistema standardizzato di raccolta dati, coinvolgendo servizi pubblici, privati, forze dell’ordine, scuole, prefetture, uffici giudiziari e servizi sociali dei Comuni. L’obiettivo è partire dai fabbisogni reali per tradurli in interventi omogenei e capillari.
«Il nostro sarà un grande lavoro di squadra», ha concluso Straface. «Continueremo a investire affinché la programmazione si trasformi in servizi socio-sanitari efficienti e supporti concreti, convinti che la vera cura parta dalla prossimità e dalla capacità di incidere realmente sulla qualità della vita dei cittadini calabresi».