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Comunali 26, Castrovillari al ballottaggio con Mandatoriccio che... entra nella storia

6 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – Le urne delle comunali consegnano una mappa politica molto più movimentata di quanto i numeri, letti in superficie, potrebbero raccontare. Ci sono conferme nette, ribaltoni, vittorie storiche e due sfide che non si sono chiuse al primo turno: Castrovillari e Mandatoriccio torneranno infatti alle urne per il ballottaggio domenica 7 giugno 2026.

Ma il voto amministrativo nei sette comuni del Nord-Est Calabria chiamati alle urne racconta umori profondi, cicli politici che si chiudono, leadership personali che resistono, comunità che scelgono continuità e altre che decidono di cambiare pagina.

Castrovillari, De Gaio vola ma il caso politico è Bello

La partita più pesante, per dimensione e valore politico, resta naturalmente quella di Castrovillari. La città del Pollino andrà al ballottaggio con Anna De Gaio nettamente in testa. La candidata del centrodestra chiude il primo turno con 5.357 voti, pari al 43,6%, confermandosi protagonista assoluta della competizione.

Il dato è forte, netto, politicamente leggibile: il centrodestra arriva al primo turno, mette la propria candidata davanti a tutti e si presenta al secondo turno da posizione di evidente vantaggio. Ma il risultato castrovillarese non può essere raccontato soltanto come la corsa solitaria della pasionaria meloniana. Perché il vero nodo politico, quello che già agita il dopo-voto, è il secondo posto conquistato da Ernesto Bello, candidato del centrosinistra, che con 3.404 voti e il 27,7% supera di misura Luca Donadio, fermo a 3.298 voti e al 26,8%. Appena 106 voti separano i due.

È qui c'è un'analisi nell'analisi. Dentro il risultato di Bello, infatti, sembra emergere un dato significativo: un forte voto disgiunto, con una quota importante di consenso che dall’area del centrodestra sarebbe migrata sul candidato del centrosinistra. Un movimento non marginale, che avrebbe consentito a Bello di reggere l’urto della proposta civica di Donadio e di guadagnare quella seconda piazza che vale il ballottaggio.

In altre parole, mentre De Gaio capitalizza il voto di schieramento e si impone come candidata più votata, Bello riesce a intercettare un consenso più trasversale, anche oltre il perimetro tradizionale del centrosinistra. È questo il vero elemento politico del primo turno: Castrovillari non consegna soltanto un ballottaggio centrodestra-centrosinistra, ma una sfida in cui i confini degli schieramenti appaiono più porosi di quanto la campagna elettorale lasciasse immaginare.

Resta fuori dal secondo turno Donadio, che pure sfiora l’impresa e resta a un passo dal ballottaggio. Molto più distante Eugenio Salerno, con 231 voti e l’1,9%. Ora si apre una nuova campagna elettorale, probabilmente ancora più dura e più politica della prima: De Gaio parte avanti ma Bello proverà a trasformare il voto trasversale del primo turno in una coalizione elettorale capace di riaprire la partita. E queste elezioni ricordano tanto quelle di 5 anni fa. Quando il candidato del centrodestra arrivò avanti al ballottaggio su un Lo Polito quasi sfiancato che, però - alla fine - al secondo turno ebbe la meglio. Ribaltone!

Mandatoriccio, la parità perfetta che porta al ballottaggio

Se Castrovillari era il ballottaggio atteso, Mandatoriccio è invece il caso clamoroso di questa tornata amministrativa. Teresa Maria Villella e Cataldo Iozzi chiudono entrambi con 852 voti, pari al 50%. Una parità perfetta, senza un voto di differenza, che obbliga il comune a tornare alle urne domenica 7 giugno 2026.

È il caso più emblematico di questa tornata: Mandatoriccio diventa l’unico comune sotto i 15mila abitanti tra quelli del territorio a finire al ballottaggio. Una circostanza rara, che fotografa una comunità spaccata esattamente a metà e una competizione nella quale ogni singola scheda ha avuto un peso enorme.

Qui non c’è un vincitore morale evidente, non c’è una tendenza comoda da leggere, non c’è una maggioranza politica uscita dalle urne. C’è un paese diviso in due blocchi identici, chiamato ora a scegliere di nuovo. Il secondo turno non sarà una semplice replica del primo: sarà una nuova campagna elettorale, probabilmente ancora più intensa, nella quale conteranno mobilitazione, nervi saldi, capacità di parlare anche a chi al primo turno non ha votato o ha scelto in modo meno convinto.

Mandatoriccio, più di ogni altro comune, dimostra quanto nei centri piccoli la politica sia ancora relazione diretta, appartenenza, fiducia personale, storia familiare, territorio. E quanto, alla fine, anche un solo voto possa cambiare il corso di un’amministrazione.

San Lorenzo del Vallo, Rimoli riconfermato a furor di popolo

Tra le riconferme più nette c’è quella di Vincenzo Rimoli a San Lorenzo del Vallo. Il sindaco uscente viene confermato con 1.274 voti, pari al 60,44%, contro gli 834 voti dello sfidante Luciano Marranghello, fermo al 39,56%.

Non è una vittoria di misura, né una semplice conferma amministrativa. È una riconferma larga, costruita su uno scarto importante e su un rapporto evidentemente solido con la comunità. Rimoli supera il banco di prova del voto con un risultato che rafforza la sua legittimazione politica e gli consegna un nuovo mandato con un consenso ampio.

Il dato racconta una continuità scelta dagli elettori senza tentennamenti. A San Lorenzo del Vallo, il corpo elettorale ha premiato l’amministrazione uscente e ha confermato fiducia al sindaco con numeri che non lasciano spazio a interpretazioni deboli.

Sant’Agata di Esaro, Nocito resta in sella

Riconferma netta anche a Sant’Agata di Esaro, dove Mario Nocito resta sindaco con 749 voti, pari al 57,97%. Lo sfidante Gian Carlo Raimondo si ferma a 543 voti, pari al 42,03%.

Anche qui il voto premia la continuità. Nocito conserva la guida del Comune con un margine significativo, confermando una leadership amministrativa ancora forte. Nonostante un’affluenza non altissima, il risultato finale restituisce un’indicazione chiara: Sant’Agata ha scelto di non cambiare, affidandosi nuovamente al sindaco uscente.

È una vittoria che pesa perché arriva in una fase in cui molti comuni piccoli vivono campagne elettorali molto personalizzate, spesso dominate più dal rapporto diretto tra candidati e cittadini che dai simboli o dagli schemi politici tradizionali. Nocito, in questo quadro, supera la prova e viene riconfermato con un consenso largo.

Villapiana, la svolta è donna: De Marco chiude l’era Montalti

A Villapiana il voto consegna una delle svolte simboliche più forti. Mariolina De Marco viene eletta sindaca con 1.737 voti, pari al 56,62%, superando Paolo Montalti, che si ferma a 1.331 voti e al 43,38%.

Il risultato ha un valore politico doppio. Da una parte segna la vittoria netta di De Marco; dall’altra chiude una stagione lunga, quella dell’“highlander” Montalti, figura centrale della politica villapianese. Per Villapiana si apre così una fase nuova, con la prima donna alla guida del Comune.

È una vittoria che parla di cambiamento, ma anche di maturazione di una domanda politica diversa. Il distacco tra i due candidati è ampio e rende il risultato difficilmente derubricabile a semplice alternanza. Villapiana ha scelto una nuova guida e ha scelto di farlo con una indicazione chiara.

Campana cambia pagina: Parrotta supera Chiarello

A Campana si consuma invece uno dei passaggi politicamente più amari per un sindaco uscente. Giacinto Parrotta, generale dell’Esercito in quiescenza, viene eletto sindaco con 529 voti, pari al 58,32%, battendo Agostino Chiarello, fermo a 378 voti e al 41,68%.

La sconfitta di Chiarello chiude una lunga stagione amministrativa. È stato lo stesso ex sindaco, con un messaggio pubblico dai toni personali e composti, a riconoscere la fine del proprio mandato e a rivolgere gli auguri al nuovo primo cittadino. Il voto di Campana racconta un desiderio evidente di cambiamento, probabilmente alimentato anche dalla fisiologia politica di un ciclo lungo e dalla difficoltà di affrontare una sfida che avrebbe avuto il sapore dell’eventuale terzo mandato.

Parrotta vince con un margine ampio e apre una pagina nuova per il comune della Sila Greca. Anche qui il dato è chiaro: non un sorpasso sul filo, ma una scelta netta.

Francavilla Marittima, Bonifacio Mauro vince con ampio margine

A Francavilla Marittima il nuovo sindaco è Bonifacio Mauro, eletto con 1.093 voti, pari al 62,31%. Lo sfidante Pino Lucente raccoglie 661 voti, fermandosi al 37,69%.

È una vittoria larga, tra le più nette della tornata. Francavilla sceglie Mauro con una maggioranza solida, consegnandogli un mandato forte e un margine politico importante. Anche in questo caso il risultato non lascia spazio a letture ambigue: la comunità ha espresso una preferenza chiara e ha indicato con decisione la nuova guida amministrativa.

Il territorio tra continuità, ribaltoni e sfide aperte

Il quadro complessivo restituisce un territorio tutt’altro che fermo. A San Lorenzo del Vallo e Sant’Agata di Esaro vincono le continuità forti, quelle dei sindaci uscenti riconfermati con percentuali larghe. A Campana e Villapiana si cambia pagina, con due risultati che chiudono stagioni amministrative e politiche importanti. A Francavilla Marittima arriva una vittoria netta. Mandatoriccio diventa il caso politico e statistico della tornata. Castrovillari, infine, resta il laboratorio più complesso: centrodestra avanti, centrosinistra al ballottaggio grazie anche a dinamiche trasversali, area civica fuori per appena 106 voti.

È una geografia elettorale fatta di comunità piccole e medie, ma politicamente molto dense. Dove il voto non risponde mai soltanto alle appartenenze nazionali, ma alle relazioni locali, ai giudizi sulle amministrazioni, alla forza dei candidati, alla credibilità personale, alle ferite aperte e alle aspettative di cambiamento.

Il primo turno, insomma, ha già detto molto. Ma non tutto. Perché ora gli occhi saranno puntati su Castrovillari e Mandatoriccio, dove il ballottaggio si disputerà domenica 7 giugno 2026: due sfide diversissime, una politicamente pesante e l’altra istituzionalmente rarissima. Due partite che, ciascuna a modo proprio, continueranno a raccontare molto più del semplice nome del prossimo sindaco.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.