Crisi nel golfo, si rischia lockdown energetico anche in Calabria
Le soluzioni indicate da D'Agostino Omnia Energia: «Puntare ora su rinnovabili, conto termico 3.0 e agrisolare». Il gas supera i 60 €/MWh e spinge le bollette fino a 2.600 euro l’anno anche nella nostra Regione
ZUMPANO - «Con il gas tornato sopra i 60 euro/MWh e aumenti fino al 40% in poche settimane, le famiglie italiane rischiano bollette fino a 2.600 euro l’anno. È la dimostrazione che il nostro sistema energetico resta esposto a shock esterni: prima la guerra in Ucraina, oggi la crisi nel Golfo. Se non possiamo controllare questi scenari, dobbiamo cambiare strategia: produrre energia nei nostri territori, a partire inevitabilmente dal sole che rimane la nostra risorsa principale, gratuita e da cui attingere in quantità illimitata».
È quanto torna a ribadire l’Amministratore delegato di Omnia Energia, Vincenzo D’Agostino, commentando le recenti dichiarazioni del commissario UE all’energia Dan Jørgensen che, a seguito dell’ennesima crisi energetica determinata dalla Guerra nel Golfo e dalla chiusura dello stretto di Hormuz, proiettano l’Italia e l’Europa in un nuovo periodo di austerity.
«Il rischio concreto è che possiamo ripiombare in un nuovo lockdown, questa volta energetico, come lo si ebbe nel 1973. Da allora – dice – è trascorso più di mezzo secolo e la tecnologia ha fatto passi da gigante soprattutto sul fronte della produzione da rinnovabili. Farsi trovare impreparati, in questo contesto di vantaggio per l’Italia e per il Meridiom potrebbe essere un peccato imperdonabile».
Dai dati degli analisti energetici emerge un quadro netto: +166 euro medi annui tra luce e gas, benzina in aumento fino a 15-18 centesimi al litro, prezzi destinati a riflettersi su trasporti e filiera alimentare. E il problema non è la mancanza di energia, ma il suo costo sempre più instabile. «Ecco perché – sottolinea il manager dell’azienda leader nella produzione energetica - quando l’Europa parla di ridurre i consumi significa che il sistema produttivo è ingestibile, è esposto a condizioni imprevedibili. Ma la soluzione non è consumare meno, bensì è produrre meglio. Le rinnovabili sono oggi l’unica fonte stabile nei costi e che può renderci totalmente indipendente dalle crisi».
«Abbiamo una delle più alte disponibilità di sole in Europa. In un contesto in cui l’energia fossile diventa sempre più cara e imprevedibile, la Calabria può trasformare questa crisi in opportunità concreta di sviluppo. Dal conto termico 3.0, al quale si può aderire fino al prossimo lunedì 13 aprile, per finire all’Agrisolare, la cui scadenza imminente è fissata invece a giovedì 9 aprile prossime, le opportunità sono straordinarie. Ma – aggiunge l’imprenditore – bisogna saperne approfittare adesso, intuendo la grande potenzialità dell’energia solare che è a costo zero ed è inesauribile».
«Del resto il principio che guida la nuova stagione energetica – sottolinea ancora D’Agostino – è lo stesso che persegue da tempo la visione di sviluppo regionale: trasformare le risorse identitarie in leve economiche. Il Presidente Roberto Occhiuto sta spingendo una Calabria più consapevole del proprio potenziale e capace di tradurlo in competitività reale. L’energia rinnovabile è esattamente questo: identità che diventa sviluppo. Continuare a dipendere dal gas significa accettare aumenti continui. Investire, invece, nelle rinnovabili – conclude - significa mettere un tetto ai costi e trarre profitto dalla produzione. E quale migliore occasione, allora, di approfittare di un momento storico così delicato?»