18 ore fa:Pirro Malena, la bellezza sfregiata: spiaggia trasformata in discarica
49 minuti fa:Frascineto, Rosanna Viceconte riceve la Borsa di Studio "Luigi Angelo Bellusci"
17 ore fa:Frana a San Morello: avviati i lavori per un percorso alternativo
15 ore fa:Cantinella, la Tabaccheria dei Rumanò domani celebrerà 50 anni di attività
18 ore fa:Lingua, storia e identità: al Terrazzo Pellegrini la presentazione del Dizionario etimologico mandatoriccese di Carlino
16 ore fa:Allarme cinghiali ai Laghi di Sibari, Papasso scrive al sindaco: «Situazione potenzialmente pericolosa»
16 ore fa:Strade provinciali nel degrado, Garofalo: «Meglio le mulattiere di una volta»
15 ore fa:Educare alla solidarietà, il Magnolia dona giochi e libri al reparto di Pediatria di Co-Ro
17 ore fa:Schiavonea, via della Tramontana: dopo le segnalazioni arriva l’intervento
14 ore fa:Una lettera contro il degrado: a Trebisacce il vandalismo dura una notte, il senso civico molto di più

“Siamo ultras, non delinquenti”: i Boys Rossano denunciano una stretta repressiva

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - Nelle ultime ore il gruppo ultras Boys Rossano, storico sostegno della Rossanese, ha diffuso un comunicato con cui denuncia quella che definisce «una fortissima repressione» nei confronti della tifoseria organizzata. Il collettivo, nato ufficialmente il 21 aprile 2024, è frutto dell’impegno di un gruppo di appassionati che, nel tempo, ha voluto rilanciare la tradizione del tifo rossanese creando un punto di riferimento per molti giovani.

Il loro intento – si legge nel comunicato – era ed è quello di costruire un grande spazio di aggregazione, dove la passione sportiva diventa occasione di incontro e identità per la città. Oggi i Boys contano circa cinquanta membri attivi, impegnati non solo nel sostegno alla squadra ma anche in iniziative solidali: dalla partecipazione a eventi dedicati ai ragazzi con disabilità, alle collaborazioni con la Caritas per i più bisognosi. Un aspetto spesso poco raccontato, ma che fa parte della dimensione sociale che molti gruppi di tifosi, anche a livello locale, cercano di mantenere viva.

Nella parte centrale del comunicato, però, emerge la preoccupazione per una serie di provvedimenti giudicati eccessivi: «In sei mesi la tifoseria organizzata Boys Rossano è stata colpita da 18 Daspo e 6 denunce», scrivono i responsabili del gruppo, sostenendo che «tali numeri dimostrano quanto fastidio dia un movimento che si autofinanzia e si impegna quotidianamente per la città».

Tuttavia, se da un lato è sbagliato criminalizzare un intero gruppo per le azioni di pochi, dall’altro è altrettanto importante che lo stesso mondo ultras sappia prendere pubblicamente le distanze da comportamenti che nulla hanno a che vedere con la passione sportiva e con il rispetto delle regole. La credibilità e il valore di un movimento, infatti, si misurano anche nella capacità di isolare e condannare gli episodi che rischiano di danneggiare l’immagine collettiva.

Il comunicato si chiude con un messaggio di unità e orgoglio: «Oggi più che mai il gruppo Boys Rossano è più forte di prima, con tanta voglia di dimostrare che niente e nessuno può distruggere la nostra passione. Siamo ultras, non delinquenti». Un grido d’appartenenza che racconta, al di là delle tensioni, il bisogno di sentirsi parte di una comunità. Ma anche un richiamo alla responsabilità, perché la passione per i colori cittadini resti sempre un motivo di orgoglio e non di divisione.

Matteo Monte
Autore: Matteo Monte

Avvocato e giornalista. Da sempre appassionato di comunicazione, tra radio, televisione e carta stampata. La Provincia Cosentina, Il Piccolo, Calabria Ora, il Quotidiano del Sud, le esperienze sulla carta stampata. In tv conduttore ed ideatore per Telelibera Cassano di diverse trasmissioni sportive e non solo, Maracanà su tutte. Le passioni, la musica di Rino Gaetano, la Lazio, l'analisi tattica nel calcio ed i racconti di Jeffery Deaver.