2 ore fa:«Scutellà smentita dai fatti, Ponte Longobucco prossimo al completamento»
4 ore fa:Sport e inclusione, finanziati 52 progetti SuperAbilities. Straface: «Poniamo al centro la persona nella sua integralità»
4 ore fa:Mobilità sostenibile, svolta storica per Co-Ro: in arrivo 6 milioni per ridisegnare le due aree urbane
10 ore fa:Viabilità Longobucco, Scutellà (M5S): «Due anni di isolamento, ecco le promesse tradite di Occhiuto»
5 ore fa:A Pietrapaola bilancio approvato nei termini, Labonia: «Traguardo epocale»
10 ore fa:La Chiesa che osa: a Cassano Jonio nasce l’Osservatorio contro le mafie
3 ore fa:A Corigliano-Rossano un trio d'eccezione per la serata del 25 dicembre
5 ore fa:Truffe agli anziani a Saracena: Russo plaude ai militari dell’Arma
9 ore fa:Pesca, nessun taglio nel 2026: la soddisfazione di Rapani
9 ore fa:Un'invasione di poesie e racconti: partito nel centro storico di Rossano il progetto “Parole per strada"

“Siamo ultras, non delinquenti”: i Boys Rossano denunciano una stretta repressiva

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - Nelle ultime ore il gruppo ultras Boys Rossano, storico sostegno della Rossanese, ha diffuso un comunicato con cui denuncia quella che definisce «una fortissima repressione» nei confronti della tifoseria organizzata. Il collettivo, nato ufficialmente il 21 aprile 2024, è frutto dell’impegno di un gruppo di appassionati che, nel tempo, ha voluto rilanciare la tradizione del tifo rossanese creando un punto di riferimento per molti giovani.

Il loro intento – si legge nel comunicato – era ed è quello di costruire un grande spazio di aggregazione, dove la passione sportiva diventa occasione di incontro e identità per la città. Oggi i Boys contano circa cinquanta membri attivi, impegnati non solo nel sostegno alla squadra ma anche in iniziative solidali: dalla partecipazione a eventi dedicati ai ragazzi con disabilità, alle collaborazioni con la Caritas per i più bisognosi. Un aspetto spesso poco raccontato, ma che fa parte della dimensione sociale che molti gruppi di tifosi, anche a livello locale, cercano di mantenere viva.

Nella parte centrale del comunicato, però, emerge la preoccupazione per una serie di provvedimenti giudicati eccessivi: «In sei mesi la tifoseria organizzata Boys Rossano è stata colpita da 18 Daspo e 6 denunce», scrivono i responsabili del gruppo, sostenendo che «tali numeri dimostrano quanto fastidio dia un movimento che si autofinanzia e si impegna quotidianamente per la città».

Tuttavia, se da un lato è sbagliato criminalizzare un intero gruppo per le azioni di pochi, dall’altro è altrettanto importante che lo stesso mondo ultras sappia prendere pubblicamente le distanze da comportamenti che nulla hanno a che vedere con la passione sportiva e con il rispetto delle regole. La credibilità e il valore di un movimento, infatti, si misurano anche nella capacità di isolare e condannare gli episodi che rischiano di danneggiare l’immagine collettiva.

Il comunicato si chiude con un messaggio di unità e orgoglio: «Oggi più che mai il gruppo Boys Rossano è più forte di prima, con tanta voglia di dimostrare che niente e nessuno può distruggere la nostra passione. Siamo ultras, non delinquenti». Un grido d’appartenenza che racconta, al di là delle tensioni, il bisogno di sentirsi parte di una comunità. Ma anche un richiamo alla responsabilità, perché la passione per i colori cittadini resti sempre un motivo di orgoglio e non di divisione.

Matteo Monte
Autore: Matteo Monte

Avvocato e giornalista. Da sempre appassionato di comunicazione, tra radio, televisione e carta stampata. La Provincia Cosentina, Il Piccolo, Calabria Ora, il Quotidiano del Sud, le esperienze sulla carta stampata. In tv conduttore ed ideatore per Telelibera Cassano di diverse trasmissioni sportive e non solo, Maracanà su tutte. Le passioni, la musica di Rino Gaetano, la Lazio, l'analisi tattica nel calcio ed i racconti di Jeffery Deaver.