Una lettera contro il degrado: a Trebisacce il vandalismo dura una notte, il senso civico molto di più
Danneggiata e subito ripristinata la scritta I love Trebisacce: al gesto stupido si risponde con l’antivandalismo civico. E la presenza del grande cantiere della SS106 diventa cultura, responsabilità e rispetto del territorio... grazie a Webuild
TREBISACCE - All’alba, sul lungomare di Trebisacce, la scritta I love Trebisacce è tornata intera. La lettera “E”, danneggiata nei giorni scorsi, è di nuovo al suo posto. Nessuna inaugurazione, nessun nastro da tagliare. Solo un intervento rapido, deciso, discreto, risolutivo. Come se fosse la cosa più normale del mondo.
Ed è proprio qui che sta la notizia.
Perché Trebisacce, al vandalismo notturno, non ha risposto con l’indignazione rituale del giorno dopo. Ha risposto con un gesto. Con quello che potremmo chiamare, senza forzature, antivandalismo civico: la capacità di riparare subito, insieme, senza trasformare un atto stupido in un caso politico o mediatico.
L’Amministrazione comunale ha fatto la sua parte. Ma a rendere possibile il ripristino è stata anche la disponibilità immediata di Webuild – Sirjo S.c.p.A., la grande società impegnata nella realizzazione del terzo megalotto della Statale 106 Sibari-Roseto, guidata da un gigante: l’ingegnere Salvatore Lieto. Un dettaglio solo in apparenza marginale, che in realtà racconta molto più di quanto sembri.
Perché le grandi opere non incidono solo sull’economia o sulla mobilità. Incidono, quando funzionano davvero e quando sono realizzate da società che portano con loro un know-how etico prima che curriculare, anche sul tessuto sociale. Portano organizzazione, metodo, responsabilità. Portano una cultura del “prendersi cura” che si manifesta nei momenti piccoli, non solo in quelli epici.
Riparare una lettera può sembrare poco. In realtà è un gesto che trasforma un posto qualsiasi su una cartina geografica in un luogo che non è neutro, che non è terra di passaggio, che non è nemmeno solo un cantiere. È una comunità. E chi ci lavora, anche temporaneamente, può scegliere di sentirsi parte di essa.
Intanto le immagini delle telecamere sono al vaglio per individuare i responsabili del danneggiamento. È giusto che sia così. Ma il segnale più forte, oggi, non arriva da lì. Arriva da una “E” rimessa al suo posto senza clamore, come risposta concreta a chi, nella notte, aveva provato a lasciare un segno di incuria.
A Trebisacce, quel segno è durato poco. Il senso civico, invece, resta.