Bandiera blu e depurazione "home made": «Interventi su depuratori fatti tutti dal Comune» | VIDEO
Uno Stasi "ecumenico" auspica ad una maggiore collaborazione della Regione nel mantenere alta la qualità delle acque ma ricorda: «In questi anni abbiamo fatto tutto da soli». Il resto della Calabria, invece, è un'altra cosa

CORIGLIANO-ROSSANO – La terza città della Calabria, per la prima volta nella sua storia, avrà la possibilità di issare la Bandiera Blu sulle spiagge. Un riconoscimento che, seppur limitato al solo litorale di Sant’Angelo, è un simbolo di eccellenza per la qualità che in potenza può esprimere l’intero comprensorio comunale nella prospettiva turistica. Il sindaco Stasi è euforico, al settimo cielo, e continua a catechiazzare sul fatto che questo è «un traguardo, frutto di un impegno costante dell’Amministrazione comunale».
Sicuramente un fattore determinante, insieme alla raccolta differenziata che raggiunge oggi livelli entusiasmanti (oltre l’80% per una città di 70mila abitanti) è sicuramente la purezza delle acque. Un dato che è stato determinante per l'ottenimento della Bandiera Blu, soprattutto nel tratto rossanese. Un risultato non scontato, raggiunto grazie all'azione diretta del Comune. E questo lo tiene a sottolineare il primo cittadino che proprio sulla depurazione sta facendo battaglie – alcune delle quali con strade non universalmente condivise (come ad esempio la volontà di abbandonare il progetto del depuratore consortile) ma che per il momento gli stanno dando ragione. E sono strade che il Comune – sottolinea – sta percorrendo da sole.
«Gli interventi che sono stati realizzati – ricorda Stasi - sono stati realizzati tutti dal Comune». «L'amministrazione comunale -ribadisce - ha investito risorse proprie, utilizzando anche l’accesso ai mutui, per migliorare l'efficienza degli impianti di depurazione esistenti e per estendere i collegamenti fognari». Uno degli interventi da ricordare è sicuramente quello che ha portato alla riqualificazione della condotta sottomarina proprio del Depuratore Sant'Angelo, vera "croce e delizia" della grande questione della pulizia delle acque.
Una precisazione pacata per dire che la Regione Calabria, molto attiva nella lotta all’inquinamento delle acque, di fatto, a Corigliano-Rossano non si è vista. La situazione della depurazione a nella città della Sibaritide presenta una peculiarità significativa: l'assenza di finanziamenti regionali. A differenza di altre aree della Calabria, dove la Regione ha contribuito con risorse per affrontare questa problematica cruciale, Corigliano-Rossano ha dovuto agire in completa autonomia.
«In questi anni non abbiamo ricevuto finanziamenti per la depurazione», sottolinea Stasi. Nonostante questa difficoltà, il Comune non si è perso d’animo, dimostrando una forte volontà di tutelare il proprio territorio. Del resto una Bandiera Blu vale molto più della polemica e dello scontro politico. È chiaro, però, che un intervento risolutivo e su larga scala – che è necessario per rendere sempre più “blu” le coste coriglianorossanesi (che si estendono per oltre 30km) - richieda inevitabilmente il sostegno delle istituzioni sovracomunali. Quindi della Regione.
Stasi auspica che la conquista della Bandiera Blu possa finalmente sensibilizzare la Regione sulla necessità di investire nella depurazione di Corigliano-Rossano, sbloccando anche il lungo percorso del commissariamento e fornendo le risorse mancanti per realizzare lo studio di fattibilità già pronto. «Credo però che questa possa essere un'occasione per capire che per fare effettivamente qualità c'è bisogno di dare al Comune delle risorse», ha detto il sindaco, lanciando un chiaro appello.
La Bandiera Blu è un riconoscimento meritato, ma la sfida per una depurazione efficiente e sostenibile a Corigliano-Rossano continua, e necessita ora di un impegno congiunto.