5 ore fa:Saracena, altri 150 mila euro per le strade rurali: finanziato il collegamento Salina–Piano di Praino
2 ore fa:Stasi lascia i domiciliari, Ferrone (Cgil): «Un sospiro di sollievo per la città, resta la fiducia nella magistratura»
3 ore fa:Bocchigliero, la prevenzione avvicina le donne alla sanità: il bilancio di Susy Urso
22 minuti fa:Dall’Andalusia a Buenos Aires: il SatorDuo porta a Corigliano-Rossano il dialogo tra violino e chitarra
1 ora fa:Caregiver, in Calabria circa 2,3 milioni: approvato lo schema di convenzione per gli Ambiti sociali
52 minuti fa:Frank Julian, dai Pink Floyd ai videogiochi: la musica diventa un universo da riscrivere
4 ore fa:Fisioterapisti idonei ASP Cosenza, l’appello: «Graduatoria a rischio scadenza, ora le assunzioni»
2 ore fa:Borghi da cartolina, servizi da incubo: la Calabria del nord-est che resta lontana da tutto
3 ore fa:Antonio Sanzi premiato in Campidoglio: il valore di restare e curare in Calabria
1 ora fa:Umanamente ingiusto

Otto milioni di euro bloccati: Thurio e Ministalla ancora in pericolo. Il caso Crati

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – I rincuoranti comunicati stampa non bastano più. L'ombra di un ennesimo disastro continua ad incombere sulle contrada di Thurio e Ministalla. A oltre un anno dal via libera al finanziamento di 7.880.000 euro da parte del Commissario di Governo per il contrasto del dissesto idrogeologico in Calabria (era 26 Ottobre 2023), il progetto di messa in sicurezza degli argini del fiume Crati tra i comuni di Corigliano-Rossano e Cassano Jonio continua giacere inerte chissà dove. I lavori non sono iniziati, e non c'è nemmeno alcun segnale che possano iniziare a breve.

Quello che accadde il 28 Novembre 2018 e nel Dicembre 2019 è ancora un ricordo vivido: la furia del Crati, incontrando la debolezza degli argini, tracimò, allagando le contrade Thurio e Ministalla, causando danni per decine di milioni di euro. Questi eventi non dovrebbero ripetersi. E proprio per questo, dopo i lavori di somma urgenza, costati qualche milione di euro, destinati a ripristinare l’argine crollato, la Regione Calabria, attraverso il Dipartimento dei Lavori Pubblici – unità operativa dei Sistemi Infrastrutturali Complessi, aveva assunto l'obbligo morale e istituzionale di dare priorità assoluta a questo progetto. E così è stato, almeno fino alle fasi progettuali. Poi il nulla.

Cosa si sia inceppato, nel frattempo, nessuno lo sa e in tanti che vivono all’ombra delle alte sponde del Crati continuano a chiedersi se prima o poi i cantieri apriranno per restituire sicurezza a quel territorio, dove – ricordiamo – si produce la clementina più pregiata di Calabria.

Il progetto, peraltro ben definito – prevedendo il rinforzo degli argini con materassi Reno, geotessili e altri materiali anti-erosione – è stato finanziato per mitigare il rischio idrogeologico e garantire la stabilità a lungo termine. Oggi, però, ci troviamo di fronte ad un impasse colossale e inspiegabile. I soldi ci sono (o quantomeno sono stati stanziati), la necessità è lampante ma tutto rimane fermo.

È tempo, dunque, che il Commissario di Governo dia una risposta immediata. Anche perché viviamo in un periodo caratterizzato dai cosiddetti cambiamenti climatici e dove la repentinità e la drammaticità degli eventi alluvionali sono ormai all’ordine del giorno. Ecco perché servono azioni concrete anche per portare alla luce situazioni di abusivismo che continuano a perpetrarsi, in modo silente, lungo gli argini del Crati.

Il silenzio di questi mesi è assordante, il rischio è reale, e il tempo – come sempre - stringe.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.