Cinque anni dall'avvio del Frecciargento Sibari-Bolzano «ma non c'è nulla da festeggiare»
Iapichino, portavoce di Possibile Calabria, si unisce alle altre voci di dissenso che si stanno pronunciando per segnalare le forti difficoltà che i residenti della Calabria jonica sono costretti a subire in merito alla situazione dei trasporti
CORIGLIANO-ROSSANO - «Il Comitato di Possibile Calabria si unisce alle altre voci di dissenso che si stanno pronunciando, in questi ultimi giorni, per segnalare le forti difficoltà che i residenti della Calabria jonica sono costretti a subire in merito alla situazione dei trasporti. L'ultima carenza, in ordine di tempo, è dettata dalla cancellazione della coincidenza del treno regionale, in partenza da Crotone, per il collegamento con il treno Frecciargento Sibari-Bolzano, a partire dallo scorso 16 settembre e fino al 19 gennaio 2025. Il provvedimento è stato causato dai lavori per l'elettrificazione della Ferrovia Jonica. Trattasi, indubbiamente, di un intervento necessario, tuttavia, si segnala la totale mancanza di mezzi alternativi in grado di accompagnare i pendolari tra la stazione di Sibari e le altre fermate regionali, senza che essi debbano provvedere con mezzi propri. In questo modo, si sta danneggiando tutti coloro che abitano tra Sibari e Crotone e che hanno l'esigenza di raggiungere importanti mete fuori regione. Si evidenzia, infatti, l'importanza della tratta Sibari-Bolzano, in quanto funge da collegamento con alcune delle principali città italiane, prima fra tutte Roma, ma anche Napoli, Firenze e Bologna».
Lo afferma Pierluigi Iapichino, portavoce di Possibile Calabria, che così continua: «Di recente sono stati festeggiati i cinque anni dall'avvio di questa tratta, tuttavia, ritengo che non ci sia nulla di cui gioire, trovando offensivo il fatto che si sia dovuto attendere il 2019, per avere nel nostro territorio un mezzo di trasporto cui le altre Regioni usufruiscono già da decenni. Al contrario, si dovrebbe reclamare il notevole ritardo che la Calabria, in particolare la fascia jonica, soffre rispetto allo sviluppo del resto d'Italia».
«A questo, si aggiunge anche la pessima condizione in cui vige la S.S. 106, ogni anno causa di numerosi incidenti mortali. L'imputazione principale è la mancata messa in sicurezza della strada statale che attraversa lo Jonio, attraverso continui rimandi da parte delle autorità di competenza. Gran parte dei problemi si risolverebbero, se venisse finalmente effettuata la realizzazione della strada a quattro corsie anche da Sibari a Crotone. Più il tempo passa, più aumenta il numero degli incidenti e delle vittime che avrebbero potuto essere evitati. Senza contare la difficoltà nel raggiungere altri centri nevralgici della nostra Regione. Gli abitanti dello Jonio cosentino, ad esempio, possono impiegare anche un'ora e mezza di viaggio in auto per raggiungere il proprio capoluogo di provincia, due ore per l'aeroporto di Lamezia Terme e oltre tre ore per Reggio Calabria. Nel 2024 risulta anacronistico e paradossale assistere ad una Calabria "a due velocità", ma di fatto è così. Le condizioni logistiche tra lo Jonio e il Tirreno comportano ancora oggi persistenti differenze nell'offerta dei servizi, penalizzando una sostanziale fetta della popolazione calabrese» conclude.