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L'anomala stagione balneare di Corigliano-Rossano che non vuole più accontentarsi della sola clientela locale

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CORIGLIANO-ROSSANO – Anche a Corigliano-Rossano è partita ufficialmente la stagione balneare – ahinoi – con il consueto ritardo che ci contraddistingue (se si pensa che in altre località inizia già a maggio!) e con tutte e quattro le ruote a terra. Una situazione quasi statica, bloccata; e non per mancanza dell'ordinaria amministrazione (anche se nelle ultime settimane sta iniziando a mancare anche quella), ma per mancanza di una programmazione, di una strategia turistica, sia locale e sia regionale, per mancanza di servizi essenziali ed elementi attrattivi che facciano da supporto agli imprenditori del mare.

Sono proprio loro, gli esercenti balnerari, ad avvertire la necessità di migliorare e rafforzare l’immagine della prima Città della Calabria del nord-est sul mercato nazionale ed estero: perché non è possibile pensare ad un turismo balneare senza turisti stranieri e italiani! Certo, c'è da aggiungere un altro aspetto: il turismo si crea - sì - con l'investimento pubblico e con una programmazione che esula dai soli concerti, ma il turismo si crea anche con l'impresa privata; una mentalità che qui da noi manca, è assente. Sono pochissimi, infatti, gli imprenditori - e questo riguarda principalmente il fronte Rossano - che investono per offrire servizi appetibili ad utenti e famiglie. Sono pochissime, ad esempio, da queste parti, le smart-beach che, invece, sono diventate un must nelle zone come Tropea, Soverato e Caminia. Sono rari, inoltre, gli stabilimenti balneari che offrono servizi di intrattenimento per i più piccoli (ludoteche da spiaggia, animazione, etc.) e tra l'altro, dalle nostre parti, non esistono ancora ufficialmente le dog beach, le aree attrezzate per portare i cani in spiaggia. Ecco, anche così si crea turismo e si può sperare di portare nuova utenza.

Per non parlare dei prezzi per il noleggio di lettini e ombrelloni che in alcuni casi superano quelli delle spiagge di località rivieristiche più celebri e sicuramente più rinomate. 

La partenza in netto ritardo ci viene confermato dai diversi imprenditori sia del borgo marinaro di Schiavonea sia del litorale rossanese. Al ritardo segue poi un procedere a rilento.

«Per il mese di luglio e agosto – ci spiega Marilena Garasto del lido Il Gabbiano - abbiamo i clienti stagionali, la maggior parte del luogo, altri dei paesi limitrofi e qualcuno da fuori regione. Quest’anno il numero di presenze è più o meno uguale all’anno passato, sarà anche il fatto che, per quello che mi riguarda, non ho applicato un aumento dei prezzi, cercando di mantenermi sempre nella media. C’è da osservare che il potere d’acquisto del cittadino, a causa dell’incremento dei prezzi e dell’inflazione, è comunque diminuito. Quindi preferisco mantenermi moderata nei prezzi, offrendo un buon servizio sulla qualità e sul rapporto con il cliente, puntando molto sull’educazione, sul rispetto reciproco e sull’osservanza delle regole».

«Questa stagione balneare – riafferma Damiano collaboratore del lido Il Corallo - parte a rilento. Abbiamo più una presenza locale, soprattutto famiglie, ma si registrano anche forestieri e stranieri. Rispetto all’anno scorso nel mese di luglio abbiamo meno prenotazioni di gente di fuori mentre registriamo un incremento maggiore dal 2 al 20 agosto. Abbiamo dovuto aumentare i prezzi a causa dell’aumento delle materie prime».

«Il ritardo di quest’anno è anche colpa del tempo – ribadisce Isabella Manograsso titolare del lido Sabbia d’Oro -. Abbiamo prenotazioni sia per luglio sia per agosto ma i soliti locali, nella maggior parte dei casi famiglie, nessun turista straniero. Quando capita qualche forestiero, ma è sempre di passaggio». 

«Una stagione balneare partita come tutti gli anni – commenta Lorenzo Antonelli uno dei soci del lido Gypsy -, a rilento per poi avere dal 20/25 luglio, pian piano, più presenze anche oltre il 15 agosto. Le prenotazioni dei nostri ombrelloni sono a completo, ma si tratta di famiglie locali, con una presenza sporadica di turisti stranieri e forestieri».

C’è poi la questione della direttiva europea Bolkestein, i cui ritardi che ne sono derivati quest'anno hanno influito sulla programmazione estiva. «Ha rallentato tutti gli investimenti del comparto turistico – lamenta Marilena Garasto –. Ha creato in noi una forte incertezza lavorativa, di politica aziendale ed economica. Ha rallentato qualsiasi tipo di visione a lungo raggio degli stabilimenti balneari, accompagnandosi ad incertezza e vuoto normativo a livello governativo, Un Governo che ancora non ha la forza di stare vicino al comparto turistico». «Questa direttiva – aggiunge Damiano - ci ha bloccati anche negli investimenti da fare nelle nostre strutture balneari, oltre a non avere un piano spiaggia definitivo».

Scarseggia anche una strategia politica efficace per il turismo, sia a livello locale sia a livello regionale. Ripensare ad un metodo efficace indirizzato alla promozione, alla qualità, agli investimenti, all'inclusione, alla formazione e alla sostenibilità. «Non ci sentiamo agevolati in nessun modo dalle Istituzioni» confessa la titolare del Sabbia d’oro. «Noi siamo una Città a vocazione turistica, quello che servirebbe – conclude Lorenzo Antonelli - è fare un tavolo tecnico con tutti gli imprenditori, le associazioni di categoria, le istituzioni e anche la Chiesa, perché si può fare anche un turismo culturale-religioso. Se si inizia un buon lavoro, certo ci vorranno degli anni, alla fine però ne trarremo benefici sia noi imprenditori sia la gente».

Luigia Marra
Autore: Luigia Marra

Mi sono diplomata al Liceo Classico San Nilo di Rossano, conseguo la laurea in Lettere e Beni Culturali e successivamente la magistrale in Filologia Moderna presso Università della Calabria. Amo ascoltare ed osservare attentamente la realtà di tutti i giorni. Molto caotica e confusionaria, ma ricca di storie, avvenimenti e notizie che meritano di essere raccontate.