Fondi per la montagna, parte la verifica Uncem: sotto controllo 500 milioni destinati ai territori
L’Uncem, insieme alle delegazioni regionali, avvia una verifica sull’utilizzo delle risorse del Fondo nazionale per la montagna assegnate tra il 2022 e il 2024. Il monitoraggio riguarda quasi 500 milioni destinati ai territori montani
CATANZARO - Il Fondo nazionale per la montagna torna al centro dell’attenzione con l’avvio di un monitoraggio sulla spesa delle risorse assegnate alle Regioni negli ultimi anni. L’Uncem, insieme alle delegazioni regionali, ha infatti avviato una verifica sull’utilizzo dei fondi arrivati sui territori montani tra il 2022 e il 2024, quasi 500 milioni di euro complessivi, con l’obiettivo di evitare ritardi e comprendere come le Regioni abbiano impiegato queste risorse.
La nuova fase dei finanziamenti dipenderà dalla definizione dei Comuni montani, passaggio necessario affinché il Ministero degli Affari regionali e delle Autonomie possa procedere al riparto dei fondi destinati alla montagna per il 2025 e il 2026. Per queste due annualità il Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (Fosmit) destinato alle Regioni, secondo l’auspicio dell’Uncem, potrebbe arrivare complessivamente a 180 milioni di euro. A questa cifra si aggiungono altri 220 milioni di euro che lo Stato terrà per gli interventi di incentivazione previsti dalla nuova legge nazionale sulla montagna approvata a settembre.
Secondo l’Uncem si tratta di un risultato significativo, perché mai prima d’ora le aree montane italiane avevano ricevuto una cifra così consistente in un triennio. Il tema centrale, tuttavia, resta il modo in cui le risorse vengono utilizzate. Il presidente nazionale dell’Uncem, Marco Bussone, ha ribadito la contrarietà alla distribuzione “a pioggia” dei fondi da parte di alcune Regioni tra i Comuni montani e ha espresso anche un netto dissenso rispetto all’assegnazione diretta delle risorse ad agenzie regionali per la forestazione o ai consorzi di bonifica. Suddividere i finanziamenti in piccole quote da poche migliaia di euro per ogni Comune, sottolinea l’Uncem, rischia infatti di risultare inutile e persino dannoso.
L’indicazione dell’associazione è invece quella di destinare i fondi a progetti e strategie condivise tra più Comuni, favorendo una programmazione territoriale più ampia. L’Uncem sottolinea positivamente l’operato delle Regioni che hanno investito le risorse in iniziative legate alle Green Community, alla prevenzione del dissesto idrogeologico, alla valorizzazione dei muretti a secco, allo sviluppo delle associazioni fondiarie e delle filiere bosco-legno-energia, oltre che in innovazione, digitalizzazione e infrastrutture di comunità.
Percorsi considerati virtuosi che, secondo l’Uncem, dovrebbero proseguire anche dopo la nuova assegnazione del Fosmit per il biennio 2025-2026, che l’associazione auspica possa essere biennale. Allo stesso tempo l’organizzazione ha chiesto alle Regioni di attivare politiche territoriali efficaci e non limitarsi all’utilizzo dei fondi statali. Attualmente, infatti, sono ancora poche le Regioni che dispongono di un fondo regionale specifico per la montagna, una situazione che l’Uncem definisce grave e che dovrebbe essere corretta con maggiori investimenti diretti nei bilanci regionali.
L’appello è quindi a un impegno più deciso delle amministrazioni regionali a favore delle aree montane, non soltanto attraverso il Fosmit ma anche con risorse proprie, seguendo l’esempio delle Regioni che già oggi stanno dimostrando maggiore efficacia in questo ambito.