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Il Pronto Soccorso del “Giannettasio” è uno dei tre più disastrati d’Italia

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ROMA – Da anni, ormai, si parla della “disorganizzazione violenta” che colpisce i presidi ospedalieri spoke di Corigliano-Rossano. Una situazione di disagio che, nonostante il cambio dei vertici manageriali e politici alla guida della sanità, continua a rimanere tale. E oggi viene anche certificata da un corposo report fatto dal Nursing Up, uno dei più importanti sindacati italiani degli infermieri, che ha condotto un’inchiesta sulla situazione di perenne sovraffollamento e inefficienza sui Pronto Soccorso italiani, evidenziando tutte le fragilità del Servizio Sanitario Nazionale. E nemmeno molto a sorpresa, sul podio dell’inefficienza, c’è anche l’Ospedale “Giannettasio” di Rossano, insieme al “San Leonardo” di Castellammare in Campania e al Policlinico di Messina in Sicilia.

Secondo il report, questi tre ospedali sono tra i più critici del Paese, con tempi di attesa che possono superare le otto ore. Tra le cause principali vengono citate la «cronica carenza di personale, i turni estenuanti, l'emigrazione professionale e le frequenti aggressioni al personale».

 

Il Caso di Rossano: Un paradosso di (dis)organizzazione

Il Pronto Soccorso dell'Ospedale di Rossano rappresenta un esempio emblematico delle problematiche attuali. Il punto di primo intervento del “Giannettasio” continua a vivere il paradosso di essere un presidio al servizio dell'ospedale spoke di Corigliano-Rossano, suddiviso in due stabilimenti: il Giannettasio a Rossano e il Compagna a Corigliano, distanti 12 km l'uno dall'altro. Nonostante sarebbe logico e funzionale un unico Pronto Soccorso per l'intera area, le dinamiche campanilistiche locali hanno frammentato il servizio, creando ulteriori inefficienze e problemi operativi. Questo lo diciamo e scriviamo da sempre. Oggi, però, quella che è sempre stata una constatazione di fatti, storie e circostante raccontate nelle corsie, viene confermata dai numeri e dai dati raccolti dal NursingUp

«Qui – si legge nella nota del NursingUp – gli organici sono ridotti all'osso. Senza i sacrifici degli  infermieri del Pronto Soccorso, chiamati a garantire ore ed ore di lavoro straordinario, non sarebbe possibile  coprire l'assenza dei colleghi. La situazione critica, però, oltre ai turni massacranti, ai  tempi biblici di attesa dei pazienti, e naturalmente della cronica carenza di infermieri ed Oss, oltre alle aggressioni sempre più frequenti, si infarcisce anche di ulteriori problematiche. È stato, da tempo, chiuso un accordo, nell'ambito della contrattazione regionale, per portare una già risibile indennità mensile, oggi del valore di 40 euro, sino a 72 euro lordi. Fin ora, però incredibilmente, tale cifra non è mai stata erogata. Decine e decine, da mesi, sono le inevitabili richieste di trasferimento in altri reparti. È in atto – prosegue il report del Sindacato - una vera e propria fuga da parte dei professionisti dal pronto soccorso». 

 

Una Fuga di Professionisti

Le condizioni intollerabili di lavoro hanno portato a un aumento delle richieste di trasferimento da parte del personale sanitario. Le aggressioni sono ormai all'ordine del giorno e, nel pieno dell'estate, quando il numero di accessi ai Pronto Soccorso aumenta fisiologicamente del 20/30%, la situazione diventa ancora più insostenibile. Le richieste di trasferimento sono diventate numerosissime, evidenziando una vera e propria fuga dei professionisti dal Pronto Soccorso. Questo trend non fa altro che aggravare ulteriormente la già precaria situazione degli organici.

 

Un problema strutturale e sistemico

La frammentazione del Pronto Soccorso di Rossano e Corigliano rappresenta solo un tassello nel più ampio mosaico delle inefficienze della sanità italiana. Nursing Up, infatti, denuncia una preoccupante inefficienza della sanità di prossimità, che dovrebbe servire a snellire i casi meno gravi e ridurre così l'afflusso nei Pronto Soccorso. Nel 2023, i Pronto Soccorsi italiani hanno registrato 18,27 milioni di accessi, di cui il 22% considerabile impropri ed evitabili. Questa inefficienza destabilizza ulteriormente un sistema già al collasso.

Insomma, il quadro delineato dal sindacato Nursing Up è desolante: i Pronto Soccorso di Corigliano-Rossano continuano ad essere il punto nevralgico di un Servizio Sanitario che nel territorio della Calabria del nord-est è totalmente in affanno. In particolare, il caso del “Giannettasio”, qualora ci fosse ancora necessità di ribadirlo, evidenzia quanto sia urgente e necessaria una riorganizzazione basata su criteri di efficienza e non su logiche campanilistiche. Senza un intervento deciso e strutturale, i due presidi del “Giannettasio” e del “Compagna” continueranno a essere il simbolo delle difficoltà e delle inefficienze di un sistema sanitario che, così com'è, non riesce più a rispondere adeguatamente alle necessità dei cittadini e dei professionisti che vi lavorano.

 

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.