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Al Rendano una serata di beneficenza col giallo: «Raccolta fondi per acquistare armi?»

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COSENZA – Si potrebbe definire una serata di beneficenza col giallo quella in programma per il prossimo 10 dicembre al teatro di Rendano di Cosenza e destinata - almeno nelle premesse scritte in italiano - ad una raccolta fondi da destinare al popolo del Donetsk. Fin qui nulla di strano. Anzi, un'ottima iniziativa per riproporre solidarietà e vicinanza a quanti ormai da quasi due anni vivono l'orrore della guerra. Se non fosse, però, per il messaggio - questo scritto in caratteri cirillici, in lingua ucraina - che recita così: За інформацією організаторів концертів, частина зібраних коштів буде спрямована на підтримку 58 окремої мотопіхотної бригади, яка з вересня 2023 року веде бойові дії в Донецькій області. «In lingua ucraina questo si legge come un invito a contribuire all’acquisto di armi per l’esercito dell’Ucraina!». A dirlo, anzi, a denunciarlo è la presidente dell'associazione culturale "Italia-Russia Cultura e Lingua senza Frontiere", Olga Kisseleva. Che aggiunge: «Non vi è possibilità di equivoco per chi conosce le lingue russofone».

Ed infatti è proprio questo il messaggio che da qualche giorno gira sui social, annunciando l’evento di beneficenza "Ukrainian time in the World with MaryLu", che andrà in scena sulla prestigiosa ribalta bruzia. «Il cirillico - aggiunge Kisseleva - svela un retroscena pericoloso e imbarazzante, anzi, macabro. Perché, tradotto testualmente il messaggio in lingua ucraina, spiega che parte dei fondi raccolti verranno utilizzati per sostenere 58 brigate separate di fanteria motorizzata che combattono nella regione di Donetsk dal settembre 2023».

Una pericolosa contraddizione che la presidente della storica associazione culturale, operante da anni in provincia e anche a Corigliano-Rossano, nei giorni scorsi ha segnalato al Comune di Cosenza, inoltrando una missiva «con la stessa motivata denuncia» ai responsabili del Settore Cultura, Educazione, Istruzione, Turismo e Spettacoli del Comune di Cosenza, invitandoli a non sostenere questa iniziativa «che di fatto - scrive - alimenterebbe, ancora di più, una guerra, la cui narrazione – aggiunge – continua ad essere, alle nostre latitudini, parziale e a senso unico».

«Quella sedicente iniziativa di musica e moda – sottolinea la promotrice culturale da molti anni impegnata su tutto il territorio provinciale con eventi di qualità finalizzati all’integrazione e al confronto tra le comunità italiane e russe – non fa altro che alimentare il conflitto e, di riflesso, il genocidio che l’esercito ucraino sta compiendo da anni contro le comunità filorusse nella regione del Donbass».

Un appello, quello della Kisseleva, che finora non ha avuto alcun riscontro, tantomeno ha portato a verifiche che, pur prescindendo da ogni altra valutazione sul triste conflitto in atto nel cuore dell’Europa, dovrebbero essere di prassi per iniziative che hanno uno scopo benefico così importante.

«Purtroppo – è sempre la presidente dell’associazione Italia-Russia che parla – il mainstream pervasivo e politicamente corretto ha così catechizzato l’opinione pubblica anche italiana che oggi, qualsiasi discussione o evento venga proposto nel solco del conflitto Russia-Ucraina, ha già identificato semplicisticamente chi è il buono e chi il cattivo. Non è così – scandisce.  Soprattutto perché in questo clima di demonizzazione senza alcuna consapevolezza, si rischia di diventare complici di massacri. Se è vero che la storia è quello che ci raccontano – conclude Kisseleva – è altrettanto vero che ogni individuo deve contribuire a costruire un mondo migliore e per farlo ha bisogno di una conoscenza plurale diversa da quella mono-narrativa che, purtroppo, si continua a propinare in questi mesi e che sta producendo solo mostri».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.