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Longobucco isolata, i lavori per la ricostruzione del viadotto Ortiano potrebbero iniziare nel 2024?

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LONGOBUCCO – Non si ferma la protesta permanente dei cittadini longobucchesi che, sempre più in preda a disagi e la costante paura di rimanere isolati e di vivere una definita stagione di spopolamento del borgo, stamattina sono scesi nuovamente in piazza. Per strada, per l’esattezza, ritrovandosi tutti lungo la Sila-Mare, nei pressi del Viadotto Ortiano, crollato durante la piena del 3 maggio scorso. Il crollo di quel ponte, inaugurato solo 9 anni fa, ha innescato – nemmeno a dirlo - un'ondata di preoccupazioni e frustrazioni all'interno della comunità locale. Sebbene il Ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, e ancora prima il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, abbiano promesso soluzioni immediate, i cittadini rimangono ancora in attesa di un cambiamento tangibile.

Dopo cinque mesi, i residenti si sono riuniti ancora una volta per chiedere trasparenza riguardo allo stato attuale dei lavori e ai tempi di completamento previsti. La manifestazione odierna, promossa dal Comitato Civico locale, ha dimostrato che la questione della Sila-Mare rimane attualissima e prioritaria all’interno della comunità silana.

Ma a che punto sono i lavori che oggi sono, di fatto, divisi in quattro macro blocchi (messa in sicurezza del tratto a monte; ricostruzione del Viadotto Ortiano, completamento del tratto Destro/Manco-Cropalati/Caloveto; progettazione dell’ultimo tratto fino alla Statale 106)?

A dare alcuni chiarimenti in merito è stato il consigliere regionale di Azione, Giuseppe Graziano, attraverso un post sui social. Secondo le dichiarazioni del rappresentante di Calenda, sembra che finalmente ci sia una chiara linea temporale per la ricostruzione del ponte: «Si sta lavorando duramente – spiega Graziano, sottolineando anche il lavoro degli uffici regionali e del presidente Occhiuto - nella fase progettuale per garantire una soluzione robusta che elimini definitivamente ogni rischio di dissesto. L'obiettivo è di completare il progetto entro i primi mesi del 2024, seguito immediatamente dalla messa in opera».

Tuttavia, il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Davide Tavernise, che stamattina era presente alla manifestazione, ha espresso la sua frustrazione riguardo alla tempistica prevista, considerandola inaccettabile per i residenti locali.

Mentre l'avanzamento dei lavori sul quarto lotto secondo stralcio (il tratto compreso tra tratto Destro/Manco e Cropalati/Caloveto) sembra procedere speditamente, l'attenzione si concentra ora sulla sorveglianza delle attività del quinto lotto, quello terminale che dovrebbe far scivolare lil tappeto d’asfalto lungo il Trionto e fino alla Statale 106. Un progetto tutto nella pancia di Anas.

Non solo. Il Consigliere regionale Graziano, ha inoltre annunciato nuovi sviluppi sulla mobilità dell’entroterra longobucchese, tra cui la proposta di una Legge Regionale per assegnare al Comune la gestione della Strada Macrocioli, con il potenziale di aprire nuove prospettive per il parco della Sila e garantire un migliore accesso a risorse regionali, statali e comunitarie per la riqualificazione del tratto viario.

Tuttavia, le preoccupazioni rimangono palpabili tra i cittadini, e la necessità di un'azione rapida e trasparente da parte delle autorità competenti è più evidente che mai. L'attuale situazione richiede una maggiore responsabilità e un impegno concreto per risolvere le problematiche infrastrutturali che affliggono Longobucco e la Valle del Trionto. Sicuramente non mancherà quello dei cittadini che ora hanno deciso di spostare la protesta da Longobucco alle sedi istituzionali. Stamani, infatti, si è deciso che il prossimo lunedì 23 ottobre una delegazione del Comitato civico organizzerà un sit-in davanti alla sede del Consiglio regionale a Reggio Calabria mentre il prossimo martedì 31 ottobre lo stesso sit-in si sposterà davanti alla sede di Anas Calabria a Catanzaro.

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.