5 ore fa:Memoria e diritti umani: a Saracena un docufilm su Filippo Di Benedetto
3 ore fa:Caduto dal balcone a Pasqua, è tornato a casa il piccolo Carlos in un quartiere in festa
5 ore fa:Autonomia differenziata, arriva l’affondo di Rosellina Madeo
6 ore fa:Eco Schools, la sostenibilità entra in scena al Teatro Metropol
4 ore fa:Al Metropol di Co-Ro va in scena la commedia Mi separo 2
7 ore fa:All’Unical due giornate dedicate alle relazioni internazionali
6 ore fa:Ad Oriolo l'evento ufficiale della Giornata Nazionale del Made in Italy
4 ore fa:Villapiana, il predissesto è realtà: l'ex sindaco Ventimiglia aveva visto lungo
8 ore fa: Sanità, Campana (Europa Verde/AVS): «Occhiuto vota sì all'autonomia differenziata e tradisce la Calabria»
8 ore fa:Compagna, i commercianti alzano la voce: “Così si uccide il centro storico di Corigliano”

Diritto della salute in Calabria: «È ora di dire basta e di lanciare una vera e propria vertenza»

1 minuti di lettura

LAMEZIA TERME - «È ora di dire basta e di lanciare una vera e propria vertenza legata al diritto alla salute, ad una sanità pubblica realmente universale, un vero welfare, un sistema sociosanitario che funzioni». Lo ha affermato la Segretaria nazionale Spi Cgil Claudia Carlino intervenuta a Lamezia Terme all'iniziativa "Il Welfare che non c'è. Confronto e riflessioni su uno stato sociale da costruire". Partendo dalla visione del social movie "Tutte a casa, memorie digitali da un mondo sospeso" del collettivo Tutte a Casa con la regia di Maria Antonia Fama, la categoria Cgil dei pensionati  ha affrontato il dramma del post Covid, a partire dal senso di solitudine e di fragilità lasciato soprattutto nelle donne, le sole deputate, spesso, alla "cura" senza alcuno strumento a sostenerle nel lavoro, nelle lacune sanitarie da colmare, in un sistema completamente scollato dalla necessità e dai bisogni.

«Il governo è assente e latitante con il sud. Non possiamo più accontentarci, attendere, sperare. La pandemia ha apertamente rivelato tutta l'inadeguatezza del sistema sanitario calabrese e come questo non sia assolutamente universale. Ma nonostante la sanità pubblica sia stata latitante in quei mesi terribili e in quello che ne è seguito, ancora oggi non sono stati adottati provvedimenti per invertire la rotta. Non ci sono risposte, non ci sono proposte», afferma Carlino.

«Ecco allora che l'aspettativa diminuisce e che vivere e curarsi in Calabria significa vivere una media di dieci anni in meno rispetto a chi vive a Pordenone.  Costantemente l'Europa ci chiede di affinare le diseguaglianze ma non si riesce ad andare oltre la progettazione. Non possiamo dimenticare quello che è stato, abbiamo bisogno di risorse sociosanitarie, di un sistema sociosanitario integrato. Invece, abbiamo un governo non attento alle persone fragili. Fare una legge sulla non autosufficienza e non prevedere delle risorse a suo sostegno significa, ancora una volta, non dare risposte».

La discussione è stata ad ampio spettro grazie alla sintesi di più voci. Da quella dell'autrice del film Maria Antonia Fama, a quella di Rubens Curia, presidente Comunità Competente, Celeste Logiacco, Segretaria Cgil Calabria, Rossella Napolano, Segretaria Spi Cgil Calabria, Michele Iannello, Segretario Generale Spi Area Vasta, Amalia Talarico, Segretaria FP Area Vasta, Antonella Bertuzzi, Segretaria Cgil Area Vasta, Bruno Tassone, presidente Auser Calabria, Rossella Napolano, Segretaria Spi Cgil Calabria.

Veronica Gradilone
Autore: Veronica Gradilone

26 anni. Laurea bis in Comunicazione e Tecnologie dell’Informazione. Mi piace raccontare le storie, non mi piace raccontare la mia