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Cassano Jonio intitola il Parco giochi di San Nicola a Lea Garofalo, una donna che disse no alla 'ndrangheta

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CASSANO JONIO – Lunedì 29 maggio alle ore 11.00 si terrà l’intitolazione del Parco giochi di San Nicola a Lauropoli a Lea Garofalo, la ribelle immortale vittima di mafia.

Durante l’evento interverranno il sindaco di Cassano Jonio, Giovanni Papasso, Marisa Garofalo, sorella di Lea Garofalo ed il vescovo di Cassano, Monsignor Francesco Savino.

Nota biografica

Lea Garofalo nasce il 24 aprile 1974 a Petilia Policastro ed è stata una testimone di giustizia. Decide di testimoniare sulle faide interne tra la sua famiglia e quella del suo ex compagno Carlo Cosco e per questo sottoposta a protezione dal 2002. Lea, interrogata dal Pubblico Ministero Antimafa Salvatore Dolce, riferisce dell’attività di spaccio di stupefacenti condotta dai fratelli Cosco grazie al benestare del boss Tommaso Ceraudo. Inoltre, Lea attribuisce la colpa dell’omicidio di Floriano Garofalo al cognato, Giuseppe, e all’ex convivente, Carlo Cosco, fornendone anche il movente. Nel 2006 viene estromessa dal programma di protezione perché l’apporto dato non era stato signifcativo in quanto ritenuta collaboratrice non attendibile.

La donna si rivolge allora prima al TAR e poi al Consiglio di Stato: nel dicembre del 2007 viene riammessa al programma (sempre come collaboratrice di giustizia e mai come testimone), ma nell’aprile del 2009 decide all’improvviso di rinunciare a ogni tutela e di ritornare a Petilia Policastro, dove riallaccerà i rapporti con l’ex compagno Carlo Cosco. Il 5 maggio 2009 si presenta a casa sua Massimo Sabatino sotto mentite spoglie, recatosi sul posto per rapire e uccidere Lea Garofalo. La donna riesce a sfuggire all’agguato grazie all’intervento della fglia Denise e informa i carabinieri dell’accaduto ipotizzando il coinvolgimento dell’ex compagno. Il 20 novembre del 2009 Cosco chiama Lea a Milano, con la scusa di parlare del futuro della loro fglia Denise.

La sera del 24 novembre, approfttando di un momento in cui Lea rimane da sola, Carlo la conduce in un appartamento che si era fatto prestare per quello scopo. Ad attenderli in casa c’è Vito Cosco detto “Sergio”. In quel luogo Lea viene uccisa, il suo cadavere sarà portato a San Fruttuoso, un quartiere di Monza, da Carmine Venturino, Rosario Curcio e Massimo Sabatino. Lì verrà poi carbonizzato.

(Fonte sangiulianoonline.it, foto ministyero dellinterno)

Veronica Gradilone
Autore: Veronica Gradilone

26 anni. Laurea bis in Comunicazione e Tecnologie dell’Informazione. Mi piace raccontare le storie, non mi piace raccontare la mia