4 ore fa:Da Mormanno ad Affari Tuoi: Serena rifiuta 50mila euro e ne vince 100mila
1 ora fa:Acquaformosa, Milione replica sui concorsi: «Quelle assunzioni erano previste anche dalla sua Giunta»
3 ore fa:Agguato a Rossano, perizia su Scorza: riconosciuta la seminfermità mentale per il tentato omicidio di Morfò
2 ore fa:Mormanno sale in sella: l’Appennino Bike Tour porta il turismo lento nel cuore del Pollino
3 ore fa:Oriolo, 200mila euro per riqualificare il vecchio Cimitero Martuccia: lavori già in corso
3 ore fa:Ferrovia Jonica, dal 13 settembre tre mesi di cantieri: bus tra Sibari e Crotone e Intercity deviati
4 ore fa:Trebisacce, otto settimane per imparare emozioni e relazioni: conclusi i laboratori estivi dell’Ambito Sociale
15 minuti fa:Da Vaccarizzo ai Balcani, l’Arbëria costruisce nuovi ponti: Vakarici apre il dialogo con Čair e Dibra
2 ore fa:Spezzano Albanese, attivato l’ufficio postale mobile: servizi garantiti durante i lavori in via Nazionale
45 minuti fa:Le musiche di Morricone risuonano nel cuore antico di Cassano Jonio

Il gruppo "Per la rinascita di Longobucco" chiede la tutela dei documenti del Fondo De Capua

1 minuti di lettura

LONGOBUCCO - I Consiglieri Comunali Celestino Eugenio, Grillo Lara, Forciniti Giuseppe, Perri Antonio chiedono alla Soprintendenza archivistica e bibliografica della Calabria di Reggio Calabria, la tutela del patrimonio dell’intero Fondo De Capua nel cui edificio verrà realizzata la Casa di Comunità.

«In data 7 marzo 2023 – si legge nella nota - l’Asp di Cosenza ha recepito la “Convenzione di concessione in comodato d’uso gratuito Comune di Longobucco” dell’intera struttura del Poliambulatorio di Via San Giuseppe, giusta Deliberazione GM n. 5/2023, per la realizzazione della prevista Casa di Comunità Pnrr M6C1I11.

Si ricorda, tuttavia, che all’ultimo piano dell’edificio sin dal marzo del 2008 è ospitato l’Archivio storico comunale intitolato, ad un anno dalla scomparsa, alla memoria del compianto Monsignor don Giuseppe De Capua, sacerdote e storico insigne (Deliberazione GM n. 74/2002). L’intera sezione fu allestita anche grazie a una cospicua donazione degli eredi.

In particolare – proseguono -, si tratta di 300 buste, oltreché 362 registri, da riferire all’attività dell’Ente con estremi cronologici dal 1825 al 1995. Nell’Archivio sono conservati anche la documentazione dell’ex Ufficio lavoro comunale (35 buste), estremi cronologici 1951-1981 e gli incartamenti del soppresso Ufficio pretura/conciliazione (22 buste), 1949-1995. Soprattutto è conservato presso la Sezione l’intero Fondo De Capua, ben 700 unità archivistiche, con documentazione che va dal 1673 al 2007 con particolare riguardo a Brigantaggio, Arte Tessile e Argentera. Da non trascurare la targa esterna in bronzo fuso, opera dell’indimenticabile Maestro Tommaso Pirillo.

Fra questi scaffali è il nostro passato e qui è anche il nostro futuro. Auspichiamo che, nell’imminenza dell’inizio lavori, l’intero patrimonio archivistico venga attentamente tutelato e trasferito con cura in locali adeguati a norma di legge, assicurando altresì la fruizione ai numerosi studiosi locali e non.

Già in passato numerosi archivi pubblici e privati del territorio sono andati colpevolmente dispersi e distrutti. Le nuove generazioni hanno il diritto di conoscere il loro passato e l’Ente pubblico ha il dovere di compiere ogni sforzo per non vedere la storia comune abbandonata fra la carta da macero».

fonte foro:sovraintendenzaroma.it

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.