2 ore fa:Villapiana, Mariolina De Marco è sindaco: prima donna alla guida del Comune
13 ore fa:Tragico incidente sulla Statale 106: muore un motociclista di 33 anni
1 ora fa:Tragedia sulla Statale 106, mercoledì i funerali di Pietro Aloisio
14 ore fa:Il messaggio del Segretario generale Michele Sapia ai neo eletti sindaci della provincia
44 minuti fa:Il genetista Giuseppe Novelli a Corigliano-Rossano per raccontare le meraviglie del DNA
15 ore fa:Sicurezza, Campolo (FdI): «Deve diventare una grande battaglia economica nazionale»
16 ore fa:Frascineto, riapre il Municipio dopo i lavori: inaugurazione il 2 giugno per la Festa della Repubblica
24 minuti fa:Fosso Frascone, Uva rilancia l’allarme: «Degrado, cattivi odori e rischio esondazione»
1 ora fa:Laino Borgo porta a Roma la sua vocazione agricola: qualità e identità ambasciatrici del territorio
15 ore fa:Festa della Repubblica: a Cosenza otto nuove onorificenze OMRI

Vittorio Sgarbi benedice la fusione: «Ora potenziale culturale incredibile»

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - In occasione dei venti anni dal restauro del Castello Ducale di Corigliano-Rossano l’Amministrazione Comunale ha deciso di dedicare una serie di appuntamenti per rivivere il Castello e riflettere su uno dei beni artistico-culturali più importanti della città. Ad introdurre gli eventi, un convegno alla presenza, da remoto, del sottosegretario alla cultura Vittorio Sgarbi.

In un passaggio del suo intervento, Sgarbi ha voluto soffermarsi su un tema che in questi giorni sta infiammando il dibattito cittadino: la fusione. Il sottosegretario ha manifestato un certo interesse per ciò che è avvenuto tra i due comuni, un punto di forza per due città che detengono un patrimonio importante .

Tralasciando gli aspetti amministrativi e gestionali, che possono essere dibattuti e contestati, ciò che a noi interessa è il potenziale artistico e culturale che la città unita può vantare.

L’unione di due storie e di due patrimoni culturali e artistici non può che essere un ulteriore punto a favore. Ripartire e puntare su questi elementi potrebbe fare la differenza e potrebbe permettere ai cittadini di conoscere il proprio passato e la propria storia.

Spesso il rifiuto dell’altro si manifesta perché si ignorano le origini e la storia. Conoscersi e mescolarsi, avviare una fusione identitaria, pur valorizzando ed esaltando le singole differenze, potrebbe essere la chiave per rilanciare la fusione e la fiducia che si riponeva in essa.

Un po’ di impegno, un passo in più verso l’altro e l’abbandono di convinzioni aprioristiche che non danno spazio al confronto e non lasciano margini di miglioramento (in termini di qualità) al dibattito pubblico.

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.