16 ore fa:«Nessun legame col caldo, l'unica difesa è la prevenzione edilizia»
13 ore fa:Crotone fa convivere pesca, industria e turismo: cade il tabù delle incompatibilità portuali
14 ore fa:Da Thurii a Castiglione di Paludi, nuove ricerche sulle mura che raccontano la Calabria del nord-est
17 ore fa:Adesso viene il bello: l’autunno delle promesse a processo
16 ore fa:Europa Verde/AVS Calabria si organizza sui territori calabresi
13 ore fa:Corigliano-Rossano, il Pd riparte dalle Consulte e rilancia la Città Unica: «Servono progetti concreti»
12 ore fa:Corigliano-Rossano, domenica tornano le mitiche Fiat 500: raduno tra Sant’Angelo e Schiavonea
14 ore fa:Frascineto, Maria Santandrea ancora dispersa: ricerche senza sosta e stop alla caccia nelle aree battute
15 ore fa:L'asilo nido comunale ancora un sogno
15 ore fa:Fine vita, straordinaria adesione in Calabria per la proposta "Liberi Subito"

Il solstizio d'inverno e quel momento in cui il sole si "ferma"

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - Quest'anno il solstizio d'inverno si è verificato ieri sera, mercoledì 21 dicembre, alle ore 22:47 italiane. Oltre ad essere un momento simbolico per molte culture, il solstizio d'inverno è un vero e proprio evento astronomico che segna l'inizio della stagione invernale. Viene chiamato il "giorno più corto dell'anno" perché è caratterizzato da meno ore di luce e, contrariamente a quanto si possa pensare, non cade in occasione della festa di Santa Lucia (il 13 dicembre). Vediamo cosa succede alla relazione tra Terra e Sole per capire come mai ogni anno questa ricorrenza cade (quasi) sempre nello stesso giorno.

Lo chiamano il giorno più corto dell’anno (o meglio, il dì più corto) per una ragione: il solstizio d’inverno è la giornata con il minor numero di ore di luce dell’emisfero boreale. Questa definizione deriva dal fatto che il sole percorre il percorso più breve attraverso il cielo: avremo quindi meno luce diurna e la notte più lunga. Da questo momento in poi le ore di luce tenderanno a crescere fino al solstizio d'estate, momento in cui queste cominceranno a scemare. Se scattassimo una fotografia dell'orizzonte ogni giorno, per un anno e nello stesso punto, noteremmo che il moto apparente del Sole si alza e si abbassa durante i mesi, scandendo dei percorsi stagionali.

Questo fatto era noto già nell'antichità con il termine latino solstitium che vuol dire "fermarsi del sole": il motivo dietro a questo nome sta nel fatto che il sole due volte l'anno raggiunge i punti di massima e minima declinazione nella volta celeste (cioè l'angolo dei raggi solari con il piano equatoriale), "fermandosi" apparentemente. In prossimità del solstizio e per alcuni giorni, infatti, il sole varia di poco la sua posizione nel cielo, tanto da sembrare fermo. In base al momento dell'anno in cui ci troviamo, questo percorso varia per noi osservatori: in estate il sole a mezzogiorno sarà più alto nel cielo, in inverno più basso, raggiungendo il picco massimo durante il solstizio d'estate e quello minimo durante il solstizio d'inverno. Non solo: se osserviamo la nostra ombra a mezzogiorno, sarà molto più corta in estate rispetto all'inverno proprio a causa della diversa inclinazione dei raggi solari.

(Fonte Geopop Nicole Pillepich)

Veronica Gradilone
Autore: Veronica Gradilone

26 anni. Laurea bis in Comunicazione e Tecnologie dell’Informazione. Mi piace raccontare le storie, non mi piace raccontare la mia