10 ore fa:Aggressione a dipendenti comunali a Crosia, Russo e Guido: «Solidarietà ai lavoratori colpiti»
8 ore fa:Aggressione davanti al Comune di Crosia, Casa Riformista: «Violenza inaccettabile contro chi serve la comunità»
9 ore fa:Castrovillari accoglie il Giro d’Italia Next Gen: il Pollino sotto i riflettori del ciclismo internazionale
10 ore fa:Majorana, lo sport che educa: successi ai giochi della gioventù e della pace
11 ore fa:Vakarici celebra il vino arbëreshë: il concorso cresce e guarda alla qualità certificata
9 ore fa:Maria Ida ricevuta da Occhiuto: la sua storia entrerà nelle scuole calabresi per educare al rispetto
11 ore fa:Sanità calabrese, storico riconoscimento a Giovanni Bisignani: è il primo Primario Emerito Ospedaliero della Calabria
12 ore fa:Estate 2026, Trenitalia potenzia i collegamenti in Calabria: torna la tratta Sibari-Crotone
9 ore fa:Azione, al via i congressi: Stefania Postorivo eletta segretaria provinciale, De Bartolo presidente
7 ore fa:San Giorgio Albanese alla Farnesina, il borgo arbëresh scommette sul Turismo delle Radici

Il solstizio d'inverno e quel momento in cui il sole si "ferma"

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - Quest'anno il solstizio d'inverno si è verificato ieri sera, mercoledì 21 dicembre, alle ore 22:47 italiane. Oltre ad essere un momento simbolico per molte culture, il solstizio d'inverno è un vero e proprio evento astronomico che segna l'inizio della stagione invernale. Viene chiamato il "giorno più corto dell'anno" perché è caratterizzato da meno ore di luce e, contrariamente a quanto si possa pensare, non cade in occasione della festa di Santa Lucia (il 13 dicembre). Vediamo cosa succede alla relazione tra Terra e Sole per capire come mai ogni anno questa ricorrenza cade (quasi) sempre nello stesso giorno.

Lo chiamano il giorno più corto dell’anno (o meglio, il dì più corto) per una ragione: il solstizio d’inverno è la giornata con il minor numero di ore di luce dell’emisfero boreale. Questa definizione deriva dal fatto che il sole percorre il percorso più breve attraverso il cielo: avremo quindi meno luce diurna e la notte più lunga. Da questo momento in poi le ore di luce tenderanno a crescere fino al solstizio d'estate, momento in cui queste cominceranno a scemare. Se scattassimo una fotografia dell'orizzonte ogni giorno, per un anno e nello stesso punto, noteremmo che il moto apparente del Sole si alza e si abbassa durante i mesi, scandendo dei percorsi stagionali.

Questo fatto era noto già nell'antichità con il termine latino solstitium che vuol dire "fermarsi del sole": il motivo dietro a questo nome sta nel fatto che il sole due volte l'anno raggiunge i punti di massima e minima declinazione nella volta celeste (cioè l'angolo dei raggi solari con il piano equatoriale), "fermandosi" apparentemente. In prossimità del solstizio e per alcuni giorni, infatti, il sole varia di poco la sua posizione nel cielo, tanto da sembrare fermo. In base al momento dell'anno in cui ci troviamo, questo percorso varia per noi osservatori: in estate il sole a mezzogiorno sarà più alto nel cielo, in inverno più basso, raggiungendo il picco massimo durante il solstizio d'estate e quello minimo durante il solstizio d'inverno. Non solo: se osserviamo la nostra ombra a mezzogiorno, sarà molto più corta in estate rispetto all'inverno proprio a causa della diversa inclinazione dei raggi solari.

(Fonte Geopop Nicole Pillepich)

Veronica Gradilone
Autore: Veronica Gradilone

26 anni. Laurea bis in Comunicazione e Tecnologie dell’Informazione. Mi piace raccontare le storie, non mi piace raccontare la mia