2 ore fa:Castrovillari, sottrasse oltre 160mila euro all’Ordine dei Commercialisti: arrestato l’ex presidente
33 minuti fa:Sanità, la segnalazione polemica di Stasi: «Ci sono zecche in uno o più reparti dell’ospedale»
53 minuti fa:Cassano, topi nel plesso “Dalla Chiesa”: scuola chiusa due giorni, l’opposizione attacca
4 ore fa:Auto abbandonate e spazi occupati: a Doria scattano le rimozioni
13 minuti fa:Cariati si ferma per Luigi Britti: domani lutto cittadino durante i funerali
1 ora fa:Mormanno celebra il Bocconotto: due giorni di gusto e promozione del territorio
2 ore fa:Co-Ro celebra San Nilo: il Liceo Classico festeggia 40 anni dalla sua intitolazione
1 ora fa:Dal Pollino allo Ionio, Terrae Magna Grecia prova a diventare una sola destinazione turistica
3 ore fa:La Calabria produce energia, la sfida è trattenerne il valore. D’Agostino: «Può diventare il nostro punto di forza»
3 ore fa:Corigliano Scalo pronta per la Festa della Stazione: due sere tra danza e musica

Il solstizio d'inverno e quel momento in cui il sole si "ferma"

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - Quest'anno il solstizio d'inverno si è verificato ieri sera, mercoledì 21 dicembre, alle ore 22:47 italiane. Oltre ad essere un momento simbolico per molte culture, il solstizio d'inverno è un vero e proprio evento astronomico che segna l'inizio della stagione invernale. Viene chiamato il "giorno più corto dell'anno" perché è caratterizzato da meno ore di luce e, contrariamente a quanto si possa pensare, non cade in occasione della festa di Santa Lucia (il 13 dicembre). Vediamo cosa succede alla relazione tra Terra e Sole per capire come mai ogni anno questa ricorrenza cade (quasi) sempre nello stesso giorno.

Lo chiamano il giorno più corto dell’anno (o meglio, il dì più corto) per una ragione: il solstizio d’inverno è la giornata con il minor numero di ore di luce dell’emisfero boreale. Questa definizione deriva dal fatto che il sole percorre il percorso più breve attraverso il cielo: avremo quindi meno luce diurna e la notte più lunga. Da questo momento in poi le ore di luce tenderanno a crescere fino al solstizio d'estate, momento in cui queste cominceranno a scemare. Se scattassimo una fotografia dell'orizzonte ogni giorno, per un anno e nello stesso punto, noteremmo che il moto apparente del Sole si alza e si abbassa durante i mesi, scandendo dei percorsi stagionali.

Questo fatto era noto già nell'antichità con il termine latino solstitium che vuol dire "fermarsi del sole": il motivo dietro a questo nome sta nel fatto che il sole due volte l'anno raggiunge i punti di massima e minima declinazione nella volta celeste (cioè l'angolo dei raggi solari con il piano equatoriale), "fermandosi" apparentemente. In prossimità del solstizio e per alcuni giorni, infatti, il sole varia di poco la sua posizione nel cielo, tanto da sembrare fermo. In base al momento dell'anno in cui ci troviamo, questo percorso varia per noi osservatori: in estate il sole a mezzogiorno sarà più alto nel cielo, in inverno più basso, raggiungendo il picco massimo durante il solstizio d'estate e quello minimo durante il solstizio d'inverno. Non solo: se osserviamo la nostra ombra a mezzogiorno, sarà molto più corta in estate rispetto all'inverno proprio a causa della diversa inclinazione dei raggi solari.

(Fonte Geopop Nicole Pillepich)

Veronica Gradilone
Autore: Veronica Gradilone

26 anni. Laurea bis in Comunicazione e Tecnologie dell’Informazione. Mi piace raccontare le storie, non mi piace raccontare la mia