10 ore fa:Traffico internazionale di rifiuti, sequestro azienda tra Tarsia e Santa Sofia d’Epiro: indaga la Procura di Bari
11 ore fa:L’IIS Majorana nella Premium List Ercole Olivario Future 2026: riconoscimento nazionale per l’olio Momena
10 ore fa:Successo per la terza edizione del San Benigno in Festival: gli anziani i grandi protagonisti
10 ore fa:Crosia, la Consigliera Gemma Cavallo incontra i cittadini al Palateteatro Carrisi
13 ore fa:Cariati, IMU e TARI recapitate a Ottaviano: scoppia il caos, ricorsi alla Corte Tributaria di Cosenza
12 ore fa:All’Unical la mostra “Falastin Hurra”: 60 opere sulla Palestina fino all’1 aprile 2026
12 ore fa:Al Metropol di Co-Ro torna Biagio Izzo con lo spettacolo "L'arte della truffa"
11 ore fa:L'effetto domino della Crisi nel Golfo: nella Sila Greca un pieno di carburante diventa un viaggio salatissimo
9 ore fa:Fidapa porta l’Intelligenza Artificiale al Majorana per un confronto tra Università e scuole
13 ore fa:Castrovillari, borse di studio in memoria di Edison Malaj: Fillea Cgil rilancia la battaglia per la sicurezza

Il solstizio d'inverno e quel momento in cui il sole si "ferma"

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - Quest'anno il solstizio d'inverno si è verificato ieri sera, mercoledì 21 dicembre, alle ore 22:47 italiane. Oltre ad essere un momento simbolico per molte culture, il solstizio d'inverno è un vero e proprio evento astronomico che segna l'inizio della stagione invernale. Viene chiamato il "giorno più corto dell'anno" perché è caratterizzato da meno ore di luce e, contrariamente a quanto si possa pensare, non cade in occasione della festa di Santa Lucia (il 13 dicembre). Vediamo cosa succede alla relazione tra Terra e Sole per capire come mai ogni anno questa ricorrenza cade (quasi) sempre nello stesso giorno.

Lo chiamano il giorno più corto dell’anno (o meglio, il dì più corto) per una ragione: il solstizio d’inverno è la giornata con il minor numero di ore di luce dell’emisfero boreale. Questa definizione deriva dal fatto che il sole percorre il percorso più breve attraverso il cielo: avremo quindi meno luce diurna e la notte più lunga. Da questo momento in poi le ore di luce tenderanno a crescere fino al solstizio d'estate, momento in cui queste cominceranno a scemare. Se scattassimo una fotografia dell'orizzonte ogni giorno, per un anno e nello stesso punto, noteremmo che il moto apparente del Sole si alza e si abbassa durante i mesi, scandendo dei percorsi stagionali.

Questo fatto era noto già nell'antichità con il termine latino solstitium che vuol dire "fermarsi del sole": il motivo dietro a questo nome sta nel fatto che il sole due volte l'anno raggiunge i punti di massima e minima declinazione nella volta celeste (cioè l'angolo dei raggi solari con il piano equatoriale), "fermandosi" apparentemente. In prossimità del solstizio e per alcuni giorni, infatti, il sole varia di poco la sua posizione nel cielo, tanto da sembrare fermo. In base al momento dell'anno in cui ci troviamo, questo percorso varia per noi osservatori: in estate il sole a mezzogiorno sarà più alto nel cielo, in inverno più basso, raggiungendo il picco massimo durante il solstizio d'estate e quello minimo durante il solstizio d'inverno. Non solo: se osserviamo la nostra ombra a mezzogiorno, sarà molto più corta in estate rispetto all'inverno proprio a causa della diversa inclinazione dei raggi solari.

(Fonte Geopop Nicole Pillepich)

Veronica Gradilone
Autore: Veronica Gradilone

26 anni. Laurea bis in Comunicazione e Tecnologie dell’Informazione. Mi piace raccontare le storie, non mi piace raccontare la mia