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Proteste d'estate a Co-Ro, disoccupati arroccati sul tetto della scuola: chiedono lavoro

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CORIGLIANO-ROSSANO - La crisi, l'incertezza del futuro, le promesse non mantenute: la protesta torna nuovamente a vibrare a Corigliano-Rossano. Il cliché è lo stesso di sempre e tutto si consuma negli stessi modi e circostanze degli anni scorsi. Stamani due disoccupati sono saliti sul tetto della scuola media "Carlo Levi" nello scalo di Rossano per protestare contro chi gli avrebbe "scippato" il lavoro. Sono due operatori appartenenti all'ex bacino degli operai del verde pubblico che già in passato avevano fatto rimostranza delle loro insofferenze arrampicandosi e barricandosi su quel tetto. Sono lì perché a quanto pare il nuovo sistema di pulizia del verde pubblico scelto dal comune li avrebbe tagliati fuori dal piano assunzionale.

Fa tanto caldo, alle 9 di mattina c'erano già 36 gradi, i due scioperanti sono a cavallo del tetto in pantaloncini corti; a separarli dal sole cocente c'è solo un piccolo ombrellone. Sotto invece rimangono in stato di allerta le squadre dei vigili del fuoco del distaccamento di via dei Normanni che hanno già piazzato il gonfiabile, gli agenti del Commissariato di Polizia di Stato di Corigliano-Rossano e della Polizia locale e anche i volontari della Misericordia. Alla spicciolata arrivano un po' tutti. C'è il sindacalista del Sindacato generale di Base, Bruno Graziano, e poi anche i due consiglieri comunali di opposizione, Francesco Madeo e Raffaele Vulcano. Non c'è nessuno dell'Amministrazione comunale e a quanto pare il sindaco avrebbe già fatto sapere che la questione è definita. E quindi senza alcuna prospettiva.

«Chiederemo al sindaco - dice il consigliere comunale di Azione Francesco Madeo - di applicare la stessa logica che è stata applicata per i bagnini delle spiagge pubbliche». Per questo servizio, infatti, ricorda Madeo «è stata creata un'associazione sette giorni prima dell'affidamento diretto dell'incarico di 38mila euro, senza una manifestazione di interesse, senza una gara d'appalto». «Chiediamo quindi - spiega ancora il consigliere comunale di Opposizione - che per questi operatori venga adottato lo stesso criterio, facendo un affidamento diretto così che si creino le condizioni per dare un futuro a queste persone e alle loro famiglie». Non solo «così facendo - incalza il rappresentante di Azione - avremmo la possibilità di mettere mano al verde pubblico cittadino che in questo momento è in condizioni pietose. Non è possibile che dei lavoratori debbano continuare a salire sui tetti - conclude Madeo - per rivendicare un loro diritto».

Molto più dura la posizione del sindacalista Bruno Graziano che imputa a Stasi tutte le responsabilità di questa vertenza. «È un'azione che non condivido ma che va compresa - precisa il segretario provinciale del Sindacato generale di Base - perché difronte al malessere e alla disperazione della gente l'Amministrazione comunale non può rimanere silente. Il primo cittadino - scandisce - ha le sue grandi responsabilità in questa vicenda. Dopo tante battaglie fatte e dopo le promesse, non da ultimo in Consiglio comunale, rispetto al fatto che a gennaio scorso sarebbe stato appaltato il servizio del verde pubblico che avrebbe stabilizzato gli operai, di tutto questo il sindaco oggi non ha fatto nulla. Non esiste ancora nessun appalto, anzi - prosegue - vediamo che il verde pubblico è stato addirittura affidato ad altre aziende. Se questi due disoccupati oggi stanno su quel tetto la responsabilità - ribadisce Graziano - è esclusivamente del primo cittadino che non ha mantenuto fede alla sua parola. È curioso ricordare l'oppositore Stasi - conclude poi il sindacalista - che un tempo si trovava a patrocinare ogni protesta e che oggi, invece, non si veda più».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.