1 ora fa:A Lungro riflettori sul “Mondo al femminile tra Oriente e Occidente"
17 ore fa:A Rocca Imperiale arriva The Circus of Angels: tre giorni di spettacolo, gusto ed emozioni
16 ore fa:Scorateddi, quel dolce che racconta la Magna Grecia
3 ore fa:Aperta l’inchiesta canonica sul miracolo di Madre Isabella De Rosis
1 ora fa:Rossano alla sete mentre in località Gelso si attendono i lavori fantasma di Sorical
4 minuti fa:Caro carburanti, Rosellina Madeo (Pd): «La Calabria tra le più penalizzate»
2 ore fa:Trebisacce apre la stagione teatrale tra applausi e risate: Teatro Gatto sold out per Uccio De Santis
3 ore fa:Orgoglio Cariati: il Liceo Scientifico sul podio nazionale degli astri
2 ore fa:Al via in Calabria i saldi invernali tra consumi, risparmio e diritti dei consumatori
34 minuti fa:Meditazione in Canto: nella parrocchia di Santa Teresa un concerto per riscoprire il senso del Natale

Una stagione teatrale bellissima e di grande valore ma… divisiva

2 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – Finalmente un po’ di normalità. A Corigliano-Rossano si ritorna a teatro con una nuova stagione artistica di altissimo pregio, messa in piedi per volontà dell’assessore alla Cultura Alessia Alboresi con il supporto delle Pro Loco di Rossano e Corigliano e sotto la direzione artistica di Antonio d’Amico. Quattro spettacoli di caratura nazionale che però sarebbero potuti essere 8. Anzi, otto in realtà lo sono per una scelta discutibile e divisiva.

Infatti, resta incomprensibile la decisione – credo politica – di proporre lo stesso spettacolo in due date differenti: una a Corigliano e l’altra a Rossano. Una linea di demarcazione netta tracciata ancora con più decisione attraverso la campagna abbonamenti. Infatti, è possibile acquistare il ticket unico per i 4 spettacoli per il teatro “Valente” oppure per il “Paolella”. Senza possibilità di interscambio. Proprio come se i cittadini dei due centri urbani non possano incontrarsi. Forse per paura di contaminazioni, dato che siamo in periodo di pandemia?

Ci auguriamo non siano queste le motivazioni. Anche se, a dire la verità, non ne troviamo delle altre. A meno che non si pensi per davvero, più o meno inconsciamente, di continuare a fare di tutto per abiurare la fusione, per boicottarla, continuando a tenerla solo come freddo atto amministrativo, subìto dalla classe politica di governo.

Non era forse più semplice e logisticamente conveniente organizzare due spettacoli al “Valente” e due al “Paolella”? magari prevedendo anche delle repliche, con un unico abbonamento in modo da mettere gli spettatori delle due comunità nelle condizioni di vivere a pieno sia l’uno che l’altro centro storico. Si sarebbe fatta una bellissima e utilissima azione di conoscenza e coscienza del territorio.

Ecco perché si è persa un’occasione d’oro, proprio in questo momento storico in cui la gente è alla ricerca spasmodica di normalità e socialità, di creare un’opportunità per mettere insieme i due popoli. In questo modo, con questa soluzione, ognuno rimane nel suo guscio. Si pensi ai bambini che parteciperanno agli eventi (e mi auguro siano in tanti); non sarebbe stato bello che in questa occasione avessero avuto la possibilità di incontrare, conoscere, confrontarsi con i loro coetanei d’oltre Cino?

A cosa serve, allora, l’indirizzo politico se l’intuizione e la volontà devono essere solo una prerogativa dei cittadini? Perché il Comune rimane così passivo ad iniziative che possano creare incontri tra le due comunità?

Il fatto è che potremmo anche derubricare questa circostanza nell’elenco delle “sviste” e di altre possibili e legittime scuse. Però la perplessità si fomenta e quando metti in fila più “circostanze”, più “eventi simili” che portano a pensare che qui si stiano amministrando ancora due città senza una visione unica, beh, allora quella perplessità diventa certezza.

Ma non è che si sta facendo ancora il gioco di chi vede Corigliano e Rossano come due realtà a sé stante?

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.