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Sanità, la prima emergenza è la mancanza di programmazione. C'è un abisso tra il mondo reale e l'apparato organizzativo

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CORIGLIANO-ROSSANO - Sanità, la prima emergenza in Calabria e, di riflesso, sui territori è la programmazione. Ne è convinto il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, che stamattina ai microfoni de il Caffè dell’Eco (rivedi qui la puntata) ha messo altra carne sul fuoco del grande braciere – è proprio il caso di dire – dell’emergenza sanitaria che ormai da decenni imperversa nella nostra regione. E che la pandemia non ha fatto altro che amplificare.

«Ho già chiesto un incontro al nuovo commissario La Regina – ha preannunciato all’Eco il primo cittadino della terza città della Calabria - per proseguire un confronto che, con chi c’è stato prima di lui, non sempre è stato scontro».

Ed è proprio a questo proposito che Stasi fa leva sul chiavistello della disorganizzazione e della mancata programmazione che genererebbe la maggior parte delle disfunzioni del sistema sanità calabrese. Si veda, ad esempio, quello che è successo con i reagenti per processare i tamponi anti-covid che “di punto in bianco” sono venuti a mancare al laboratorio dello spoke cittadino e tutto il sistema è andato in tilt.

«Anche la situazione dei tamponi – spiega Stasi - ha dovuto pagare la discontinuità dei commissari che restavano in carica pochi mesi, con un tira e molla continuo. Personalmente preferisco avere a che fare con un commissario con cui litigare ogni giorno, ma che sia in sella per tre anni, quattro o cinque anni. Significherebbe avere continuità».

Stasi non lesina una tirata di orecchie: «C’è un po’ di disattenzione». E il richiamo è ad un’altra vicenda grottesca avvenuta di recente negli ospedali di Corigliano-Rossano: un topo nel distributore automatico di merendine al “Compagna”. «Da questo punto di vista – dice Stasi - c’è bisogno di maggiore attenzione della governance dell’azienda sanitaria e della direzione dello Spoke». Quella governance ospedaliera che – a dire la verità – ai più sembra un ologramma buio: qualcosa che c’è ma non si vede e nemmeno si percepisce.

Josef Platarota
Autore: Josef Platarota

Nasce nel 1988 a Cariati. Metà calovetese e metà rossanese, consegue la laurea in Storia e Scienze Storiche all’Università della Calabria. Entra nel mondo del giornalismo nel 2010 seguendo la Rossanese e ha un sogno: scrivere della sua promozione in Serie C. Malgrado tutto, ci crede ancora. Ha scritto per Calabria Ora, Il Garantista, Cronache delle Calabrie, Inter-News, Il Gazzettino della Calabria e Il Meridione si è occupato anche di Cronaca e Attualità. Insegna Lettere negli istituti della provincia di Cosenza. Le sue passioni sono la lettura, la storia, la filosofia, il calcio, gli animali e l’Inter. Ha tre idoli: Sankara, Riquelme e Michael Jordan.