2 ore fa:Corigliano-Rossano, contro Pendino e palazzo Taverna: l’opposizione denuncia rischio ghettizzazione
1 ora fa:DIARI DI STORIA - Gli antichi tesoretti monetari nel territorio di Corigliano-Rossano
30 minuti fa:Triplice fischio: tutto sul calcio da Corigliano-Rossano e dalla Sibaritide-Pollino
Adesso:Giornata contro il Bullismo e il Cyberbullismo, Pesce: «Una responsabilità che riguarda tutti»
3 ore fa:Il Serratore inaugura il 2026 con "Corigliano-Rossano. Pagine di storia condivise"
4 ore fa:Sprovieri Corigliano Volley in trasferta a Santa Teresa di Riva: trasferta chiave per il primato
2 ore fa:Nuova Statale 106, stanno per partire i cantieri. Il commissario Mupo traccia la time-line
3 ore fa:Stop ai ghetti, la Regione mette sul tavolo 1,2 milioni di euro per la Piana di Sibari
4 ore fa:Maxi sequestro di droga a Trebisacce: 21enne trovato con un 1,5 kg di droga
3 ore fa:Vaccarizzo Albanese, firmato il protocollo con l’IIS Palma: il costume arbëresh diventa progetto formativo

Covid, numeri sottostimati nei piccoli centri della Calabria: La psicologa: «Ecco perché»

1 minuti di lettura

La psicologa Francesca Cartolano dell’organizzazione datoriale Unsic analizza le motivazioni che spingono coloro che hanno contratto il coronavirus a non rendere noto il loro contagio e lo spiega in un comunicato precisando: «In psicologia si definisce "stigma sociale". Si tratta di una sorta di "marchio negativo" associato alla condizione specifica di una persona, compresa una malattia. A ciò è conseguente l'atteggiamento di nascondere agli altri il proprio status. È un fenomeno che investe soprattutto i piccoli centri: se un tempo riguardava principalmente i cittadini disabili, oggi si sta riproponendo con il Covid-19, soprattutto nei paesi meno popolati anche in Calabria».

«In conseguenza di ciò, molte famiglie contagiate asintomatiche o paucisintomatiche preferiscono non rendere pubblica la propria condizione, isolandosi in casa. Troncano per un periodo ogni relazione sociale, evitano di contattare medici ed Asl, non si sottopongono ai tamponi. L'esito è la sottrazione alla contabilità ufficiale del numero dei contagiati».

«Sono atteggiamenti figli di vecchi stereotipi sociali, della diffidenza e della paura di ciò che non si conosce – spiega ancora la psicologa Francesca Cartolano che sta approfondendo il fenomeno - stigma e vergogna costituiscono un binomio presente e studiato in molte epidemie ed oggi si ripresenta con il Covid-19. All'origine c'è anche un fattore che investe il mondo della comunicazione: l'adozione di un linguaggio non consono e colpevolizzante, caratterizzato da termini negativi – si pensi a 'untore', 'caso sospetto', 'infermo' o 'isolamento' - e che finisce per perpetuare gli stereotipi esistenti. L'esito, in alcune circostanze, è la preoccupazione per la disumanizzazione del contagiato, per cui molte persone finiscono per isolarsi totalmente, evitando anche di farsi visitare da un medico».

«Ovviamente non è facile quantizzare la portata del fenomeno, presente principalmente nel Mezzogiorno. Di certo anche questa tessera del mosaico, insieme ai tanti asintomatici e alle omesse comunicazione dei casi di positività da parte di laboratori privati (come accertato nei giorni scorsi dai Nas), tende ad abbassare il conteggio ufficiale dei contagiati, a cui andrebbero aggiunte qualche migliaio di unità».

«Se ne parla poco, ma esiste una corposa letteratura in materia – continua la dottoressa Cartolano -  ad esempio le indagini del professor Antonio Lasalvia dell'Università di Verona, che partendo dai confronti con le epidemie precedenti, si sofferma sul fenomeno associato al Covid-19 evidenziando tra i motivi dell'accentuazione, tra l'altro, la mancanza di informazioni certe sulla malattia. Oppure, a livello internazionale, gli studi di Sidney Levin e Leon Wurmser. La dottoressa Cartolano conclude - Affrontare il tema è importante perché stigma e vergogna investono i diritti civili al pari di altre piaghe sociali ed ostacolano l'implementazione di corrette risposte di sanità pubblica». 

 

Carmine Milieni
Autore: Carmine Milieni