1 ora fa:Cibo trasportato fuori temperatura sulla SS 106: merce distrutta e multe per 3mila euro
4 ore fa:Corigliano-Rossano sogna il Mondiale: Natalino Scorza chiude primo il girone e vola tra i 32
1 ora fa:Trebisacce, minore con disabilità minacciato vicino alla stazione: la famiglia denuncia
3 ore fa:Provincia, nominati tre dirigenti per sette settori: Faragalli ridisegna la macchina dell’Ente
4 ore fa:Da Rossano al Bixiga, cento anni dopo: l’Achiropita apre il ponte istituzionale con San Paolo
5 ore fa:A Corigliano-Rossano il Festival del gioco e della fantasia: il 5 e 6 settembre arriva Giocorò
3 ore fa:Emodinamica a Castrovillari, gli Amici del Cuore precisano: «Nessuna inerzia, mancano gli specialisti»
2 ore fa:Maria Santandrea ancora dispersa, ricerche estese con cani molecolari e droni
33 minuti fa:Dopo l’omicidio Scorza, Libera scuote Cassano: «Basta, non vogliamo morire di ’ndrangheta»
2 ore fa:Come vestirebbe oggi una donna arbëreshe? A Vaccarizzo la risposta sfila in passerella

Covid, numeri sottostimati nei piccoli centri della Calabria: La psicologa: «Ecco perché»

1 minuti di lettura

La psicologa Francesca Cartolano dell’organizzazione datoriale Unsic analizza le motivazioni che spingono coloro che hanno contratto il coronavirus a non rendere noto il loro contagio e lo spiega in un comunicato precisando: «In psicologia si definisce "stigma sociale". Si tratta di una sorta di "marchio negativo" associato alla condizione specifica di una persona, compresa una malattia. A ciò è conseguente l'atteggiamento di nascondere agli altri il proprio status. È un fenomeno che investe soprattutto i piccoli centri: se un tempo riguardava principalmente i cittadini disabili, oggi si sta riproponendo con il Covid-19, soprattutto nei paesi meno popolati anche in Calabria».

«In conseguenza di ciò, molte famiglie contagiate asintomatiche o paucisintomatiche preferiscono non rendere pubblica la propria condizione, isolandosi in casa. Troncano per un periodo ogni relazione sociale, evitano di contattare medici ed Asl, non si sottopongono ai tamponi. L'esito è la sottrazione alla contabilità ufficiale del numero dei contagiati».

«Sono atteggiamenti figli di vecchi stereotipi sociali, della diffidenza e della paura di ciò che non si conosce – spiega ancora la psicologa Francesca Cartolano che sta approfondendo il fenomeno - stigma e vergogna costituiscono un binomio presente e studiato in molte epidemie ed oggi si ripresenta con il Covid-19. All'origine c'è anche un fattore che investe il mondo della comunicazione: l'adozione di un linguaggio non consono e colpevolizzante, caratterizzato da termini negativi – si pensi a 'untore', 'caso sospetto', 'infermo' o 'isolamento' - e che finisce per perpetuare gli stereotipi esistenti. L'esito, in alcune circostanze, è la preoccupazione per la disumanizzazione del contagiato, per cui molte persone finiscono per isolarsi totalmente, evitando anche di farsi visitare da un medico».

«Ovviamente non è facile quantizzare la portata del fenomeno, presente principalmente nel Mezzogiorno. Di certo anche questa tessera del mosaico, insieme ai tanti asintomatici e alle omesse comunicazione dei casi di positività da parte di laboratori privati (come accertato nei giorni scorsi dai Nas), tende ad abbassare il conteggio ufficiale dei contagiati, a cui andrebbero aggiunte qualche migliaio di unità».

«Se ne parla poco, ma esiste una corposa letteratura in materia – continua la dottoressa Cartolano -  ad esempio le indagini del professor Antonio Lasalvia dell'Università di Verona, che partendo dai confronti con le epidemie precedenti, si sofferma sul fenomeno associato al Covid-19 evidenziando tra i motivi dell'accentuazione, tra l'altro, la mancanza di informazioni certe sulla malattia. Oppure, a livello internazionale, gli studi di Sidney Levin e Leon Wurmser. La dottoressa Cartolano conclude - Affrontare il tema è importante perché stigma e vergogna investono i diritti civili al pari di altre piaghe sociali ed ostacolano l'implementazione di corrette risposte di sanità pubblica». 

 

Carmine Milieni
Autore: Carmine Milieni