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Trebisacce: Parco di Broglio, dopo il fuoco si ricostruisce

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Una cosa è certa: un sito archeologico non può rimanere senza sorveglianza, né essere privato di sistemi di sicurezza. Quando questo accade, ed è accaduto lo scorso anno nel sito protostorico di Broglio di Trebisacce, tra i più importanti siti archeologici d’Europa, un incendio di probabile natura dolosa ne devasta quanto faticosamente ricostruito, come la capanna enotria che in questi giorni sta per essere ricostruita. Fuoco e vandali, lo scorso anno, avevano messo in ginocchio il Parco archeologico di Broglio che torna a nascere dalle sue ceneri non appena terminati i lavori, che sono in avanzata fase di esecuzione. Dunque, mancano ormai pochi giorni perché tutto il Parco possa tornare fruibile e, soprattutto, aperto ai visitatori quale preziosa risorsa per il turismo culturale. Un patrimonio di inestimabile valore archeologico che viene restituito alla collettività grazie ad un finanziamento di oltre 500 mila euro, erogato dal Ministero per i Beni Culturali. I lavori che oggi interessano Broglio sono in avanzata fase di realizzazione e prevedono il completamento di tutta l’area museale, che sorge su un pianoro dove, tra i secoli VII e VIII a.C. (età del bronzo medio) sorgeva un villaggio abitato dagli Enotri. Insieme ai Brutii, uno dei popoli più antichi primigeni da cui nacque il popolo italico, dedito all’agricoltura – già allora coltivava l’ulivo e la vite – che intratteneva rapporti culturali, commerciali e religiosi (politeista) con gli antichi greci, con cui scambiava i prodotti dell’agricoltura e gli oggetti in ceramica e in bronzo (vasi, dolii, figuli…) e la cui estinzione viene messa in relazione con la nascita di Sibari che distrusse e assoggettò tutti i popoli pre-esistenti alla sua fondazione. Tornando ai lavori, sono serviti a risanare i locali che erano stati devastati dai teppisti e dai ladri che ne hanno scoperchiato il tetto per asportare il rame della copertura e che, non soddisfatti del bottino, si sono introdotti al loro interno sfasciando porte e finestre. A causa di quanto accaduto, una parte del finanziamento ottenuto, è stato speso per realizzare un moderno impianto di video-sorveglianza che dovrebbe evitare il perpetrarsi di altri atti vandalici. Ora, il lavoro dell’equipe di archeologi è concentrato sulla riproduzione dell’antico villaggio enotrio, con la realizzazione di antichi forni usati per cuocere, in mille diverse forme, oggetti in argilla e, soprattutto, con la riedificazione dell’antica capanna enotria. Ricostruzione, quest’ultima, curata da un’impresa specializzata di Perugia che per la copertura, impermeabile e termica, dello spessore di circa 50 centimetri, sta utilizzando una quantità industriale di cannucce palustri (phragmites australis) di cui era ricca la piana di Sibari prima della bonifica. A lavori completati il Parco Archeologico ospiterà anche i famosi vasi di imitazione micenea, caratterizzati da motivi vegetali stilizzati, oltre ai colossali doli, i “figuli” in bronzo e tutti i reperti di importazione fenicia che da anni sono sepolti sotto la polvere dei magazzini. f. m. 
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

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