A Corigliano-Rossano disagi per i bagnanti disabili: «Servizio assistenza ridotto»
La denuncia di un bagnante: sulle spiagge cittadine, l’assistenza non sarebbe garantita per l’intera fascia oraria indicata sui cartelli. Problemi anche sulla copertura delle postazioni con sedia Job
CORIGLIANO-ROSSANO – Un servizio che sulla carta dovrebbe garantire accessibilità, inclusione e pari dignità ai bagnanti con disabilità, ma che nella realtà – secondo la denuncia di un cittadino – risulterebbe insufficiente, discontinuo e ben lontano da quanto promesso. Accade qui, a Corigliano-Rossano, Comune che da due anni può fregiarsi del riconoscimento di Bandiera Blu, simbolo di qualità ambientale e dei servizi, ma che oggi finisce al centro di una segnalazione che pone interrogativi pesanti proprio sul fronte dell’accessibilità balneare.
A sollevare il caso è Giuseppe Frezzetti, persona con disabilità, che denuncia l’inadeguatezza del servizio di assistenza ai bagnanti disabili lungo il litorale cittadino. Il nodo principale riguarda gli orari. Secondo quanto riportato dalla cartellonistica installata lungo la costa, il servizio dovrebbe essere garantito da giugno a settembre, dalle ore 9 alle ore 19, con la dicitura di “orario minimo garantito”. Una informazione che lascerebbe intendere una copertura ampia e continuativa nell’arco della giornata.
La realtà denunciata, però, sarebbe diversa. Secondo Frezzetti, chi gestisce il servizio avrebbe infatti stabilito fasce orarie molto più ristrette, limitando l’assistenza ai soli intervalli 10-13 e 16-19. Una riduzione significativa rispetto a quanto indicato pubblicamente, che finirebbe per imporre alle persone con disabilità tempi e modalità rigide di fruizione del mare. «Siamo bagnanti di serie B?», si chiede provocatoriamente Frezzetti, sintetizzando in una frase il senso di frustrazione e discriminazione percepito da chi si vede costretto ad adeguarsi a finestre orarie prestabilite per poter accedere a un servizio che dovrebbe invece essere garantito in modo pieno e dignitoso.
A rendere ancora più problematico il quadro, sempre secondo la denuncia, ci sarebbe anche l’obbligo di prenotare il servizio con almeno un giorno di anticipo. Un vincolo che, invece di favorire l’accessibilità, finirebbe per complicare ulteriormente la fruizione del mare, subordinando un diritto essenziale a una programmazione preventiva che non sempre è compatibile con le esigenze personali, familiari o con le condizioni della giornata. Ma non solo. Anche dopo la prenotazione, non vi sarebbe comunque la certezza di trovare sul posto l’addetto all’assistenza all’orario concordato. Un aspetto che, se confermato, aggraverebbe ulteriormente il disservizio, lasciando l’utente nella condizione di dover attendere o, peggio, rinunciare all’accesso in acqua nonostante la richiesta sia stata inoltrata per tempo.
Ma non è l’unica criticità segnalata. Il servizio, inoltre, non risulterebbe assicurato in maniera uniforme su tutte e sei le postazioni attrezzate lungo la costa e dotate di sedia Job, presidio fondamentale per consentire l’accesso al mare alle persone con disabilità motorie. A fare eccezione, viene riferito, sarebbe soltanto il Lido delle Sirene, dove il servizio risulterebbe effettivamente disponibile. Nelle altre postazioni, invece, la copertura sarebbe a singhiozzo, con il rischio di trasformare un diritto in una possibilità incerta, subordinata a disponibilità variabili e non sempre chiare.
La denuncia di Frezzetti apre dunque un caso che merita risposte puntuali da parte dell’amministrazione comunale e dei soggetti incaricati della gestione del servizio. Servono chiarimenti su orari, copertura reale delle postazioni, modalità organizzative e rispetto degli standard annunciati ai cittadini e ai turisti. La fruizione a 360 gradi della spiaggia per le persone con disabilità è un diritto che non può essere ignorato.