Rotonda di Calopezzati, il sindaco replica a “Basta Vittime”: «La verità non è soggettiva, è nei protocolli»
Giudiceandrea risponde all’associazione sulla vicenda del cantiere della SS106: «Le criticità idrauliche erano state segnalate già il 21 gennaio. I ritardi? Legati allo spostamento della linea Enel»
CALOPEZZATI – «La verità non è soggettiva, è protocollata». È con questa premessa che l’amministrazione comunale di Calopezzati, guidata dal sindaco Antonio Giudiceandrea, interviene per replicare alla nota diffusa il 23 giugno dall’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime sulla Strada Statale 106” in merito alla realizzazione della rotatoria sulla Statale 106.
Secondo il primo cittadino, la ricostruzione rilanciata dall’associazione avrebbe trascurato un atto ritenuto centrale dal Comune: il protocollo n. 366 del 21 gennaio 2026, con il quale il sindaco segnalava ad Anas, in piena emergenza maltempo, che i lavori della rotatoria stavano impedendo il corretto deflusso delle acque del torrente Cuppo, con infiltrazioni già in atto verso abitazioni private e verso il sedime della SS106.
Giudiceandrea contesta quindi la successiva lettura fornita da Anas, secondo cui proprio le opere eseguite avrebbero invece favorito il deflusso delle acque. Per il Comune, quanto accaduto il 17 marzo, quando una piena del torrente ha interessato il cantiere e riversato acqua sulla statale e nell’area circostante, confermerebbe invece i timori già messi nero su bianco a gennaio. «Non abbiamo mai parlato di fantomatici argini artificiali – chiarisce il sindaco – ma di una piena reale, su un torrente reale, in un punto in cui il cantiere ha modificato il regime delle acque».
Sul fronte dei ritardi, l’amministrazione respinge inoltre il collegamento tra lo stallo dei lavori e il dissesto finanziario dell’Ente. La causa, sostiene il Comune, sarebbe stata il ritardo nello spostamento della linea elettrica Enel a 20 kV, interferenza che avrebbe impedito materialmente la prosecuzione dell’opera. Diversa, invece, la situazione per i sottoservizi comunali, che – viene precisato – sarebbero stati risolti tempestivamente.
Nella nota si affronta anche il capitolo relativo alla rottura della condotta idrica, che il Comune attribuisce a un urto accidentale di un escavatore in un punto già interessato in passato da una vecchia riparazione, poi ceduta nel tempo. Per l’amministrazione, attribuire l’episodio a responsabilità comunali sarebbe quindi «privo di fondamento».
Pur ribadendo il rispetto per la battaglia dell’associazione Basta Vittime, il sindaco sottolinea che una vertenza così importante merita una ricostruzione fondata su tutti gli atti disponibili e non soltanto sulla versione di una delle parti in causa. «Calopezzati vuole la rotatoria – conclude Giudiceandrea – ma la pretende realizzata bene, anche sul piano idraulico. Continueremo a collaborare con Anas nelle sedi tecniche, mettendo a disposizione tutta la documentazione necessaria».