TPL, Stasi attacca la Regione: «Finanziare subito il Piano e cambiare i criteri»
Il sindaco di Corigliano-Rossano chiede all’assessore regionale Gianluca Gallo il completamento del finanziamento del Trasporto pubblico locale e l’apertura di un tavolo tecnico sui servizi minimi
CORIGLIANO-ROSSANO - Il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, ha inviato una nota all’assessore regionale ai Trasporti, Gianluca Gallo, per chiedere il completamento del finanziamento del Trasporto Pubblico Locale previsto dalla programmazione regionale e una revisione dei criteri con cui la Regione Calabria determina i servizi minimi destinati ai Comuni.
Nella nota, il sindaco ricostruisce il percorso amministrativo della vicenda, evidenziando come l’attuale incremento delle percorrenze rappresenti un risultato positivo, ma anche «l’attuazione, seppur tardiva e ancora incompleta, di una programmazione avviata diversi anni fa».
Il precedente Piano Regionale dei Trasporti aveva riconosciuto alla città di Corigliano-Rossano un fabbisogno di circa 843.848 bus-km annui, superiore rispetto ai servizi allora eserciti. Su quella base, nel 2020, il Comune affidò all’Università della Calabria la progettazione del nuovo Piano del Trasporto Pubblico Locale, approvato con deliberazione della Giunta comunale n. 211 del 14 ottobre 2020 e trasmesso alla Regione per la sua attuazione.
Solo negli ultimi due anni, secondo quanto riportato nella nota, la Regione ha avviato il progressivo incremento delle percorrenze, passando dai 480.200 bus-km della precedente programmazione ai 676.388 bus-km attualmente assegnati.
Un incremento che il Comune considera positivo, ma ancora insufficiente, perché lascia scoperti oltre 167mila bus-km rispetto alla programmazione già prevista.
Nella comunicazione alla Regione, Stasi richiama anche il quadro generale del Trasporto Pubblico Locale in Calabria, evidenziando che «il livello di promozione regionale del Trasporto Pubblico Locale in Calabria è ancora enormemente al di sotto degli standard minimi di altre regioni».
Secondo il Comune, questa condizione determina «un significativo gap in termini di qualità della vita e possibilità di inclusione, sviluppo sociale ed economico per le comunità».
Corigliano-Rossano è oggi il Comune territorialmente più esteso della Calabria, con circa 350 chilometri quadrati di superficie e una realtà urbana policentrica.
Per il sindaco, questo contesto conferma la necessità di rivedere fondi e criteri utilizzati per pianificare il TPL.
«L’incremento ad 843.848 bus-km per Corigliano-Rossano, definito anni fa dal Piano Regionale dei Trasporti, deve oggi essere considerato insufficiente rispetto alle reali caratteristiche della città», si legge nella nota, con la richiesta di aprire una nuova fase di programmazione.
Il Comune chiede quindi alla Regione due impegni: il finanziamento integrale delle percorrenze già previste dal precedente Piano Regionale dei Trasporti e la revisione dei criteri regionali per la determinazione dei servizi minimi.
Per questo viene proposta l’istituzione di un tavolo tecnico tra Regione, Comune e soggetti gestori, con l’obiettivo di definire una programmazione più aderente alle esigenze del territorio.
«Non si comprende per quale ragione – sottolinea il sindaco – il percorso di finanziamento del TPL di Corigliano-Rossano, già sottodimensionato fin dalla programmazione regionale, si sia improvvisamente fermato».
Stasi aggiunge: «Non potendo credere che tale svista possa essere correlata a questioni di carattere politico, ritengo che la richiesta dell’Ente Comunale di completare il finanziamento programmato rappresenti una rivendicazione sacrosanta quanto banale».
Per il sindaco, il tema va oltre il caso specifico di Corigliano-Rossano.
«Il Trasporto Pubblico Locale in Calabria registra livelli di servizio drammatici, in cui parlare di sottodimensionamento risulta quasi ottimistico».
Da qui la richiesta di un intervento urgente sulle percorrenze e di una revisione più ampia dei criteri.
«Oltre al finanziamento urgente delle percorrenze programmate, è giunta l’ora di aprire una discussione sulla consistenza e sulle modalità di distribuzione di questo servizio, che potrebbe rappresentare uno strumento straordinario di inclusione sociale, di sviluppo economico e miglioramento della qualità della vita dei cittadini».
Stasi conclude: «Obiettivi che non si raggiungono con le iniziative spot ed i proclami, ma con il lavoro e la programmazione».