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Da Caronno Pertusella un minuto di silenzio per i quattro braccianti uccisi ad Amendolara

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CARONNO PERTUSELLA / AMENDOLARA – Un minuto di silenzio in Consiglio comunale per ricordare i quattro braccianti agricoli uccisi ad Amendolara il 1° giugno 2026 e per richiamare l’attenzione pubblica sul tema dello sfruttamento lavorativo e della dignità del lavoro. È l’iniziativa promossa dal Gruppo Misto del Comune di Caronno Pertusella, in provincia di Varese, che ha chiesto e ottenuto un momento di raccoglimento istituzionale durante la seduta consiliare in memoria delle vittime della tragedia consumatasi nel centro dell’Alto Jonio cosentino.

A darne notizia è Francesca Rossetti, avvocato del Foro di Milano e presidente del Gruppo Misto, originaria di Amendolara, composto insieme al consigliere Anthony Sunil, che ha affidato a un intervento letto in aula il senso politico e civile dell’iniziativa.

Nel suo intervento, Rossetti ha ricostruito il dramma del 1° giugno, ricordando come i quattro lavoratori agricoli siano stati uccisi in un’aggressione brutale e bruciati vivi all’interno del van su cui viaggiavano, mentre un quinto bracciante è riuscito a salvarsi riportando però gravi ustioni. Una vicenda che, secondo quanto evidenziato nel comunicato, si inserisce nel solco di una realtà di sfruttamento e assenza di tutele che continua a segnare il lavoro agricolo in alcune aree del Paese.

«La loro morte non è un fatto isolato, ma il segno più crudele di un sistema che, in alcune aree del Paese, continua a produrre sfruttamento e assenza di tutele», ha affermato Rossetti, sottolineando anche il proprio legame personale con Amendolara, paese d’origine della madre e luogo conosciuto direttamente «per storia, caratteristiche e valore umano e culturale».

Nel passaggio centrale del suo intervento, la presidente del Gruppo Misto ha richiamato i principi della Costituzione italiana, ricordando che la Repubblica è fondata sul lavoro e che il lavoro, per essere tale, deve essere tutelato, sicuro, dignitoso e adeguatamente retribuito. «Quando queste garanzie vengono meno – ha detto – ciò che resta non è più lavoro: è sfruttamento».

Un richiamo netto anche al ruolo dello Stato e delle istituzioni nel garantire controlli, diritti e condizioni minime di sicurezza, soprattutto nei confronti dei lavoratori migranti più esposti alla vulnerabilità. «Questa tragedia ci ricorda che, dove lo Stato non è presente con controlli efficaci, i diritti restano parole e lo sfruttamento attecchisce», ha aggiunto.

Il minuto di silenzio richiesto dal Gruppo Misto è stato pensato come un gesto di rispetto e di responsabilità civile, non solo per onorare la memoria dei quattro braccianti, ma anche per ribadire che la dignità umana non può restare un principio astratto e che il lavoro deve tornare ad essere uno spazio di diritti, non di ricatto o violenza.

«Oggi intendiamo onorare la memoria di quei braccianti – ha concluso Rossetti –. La loro morte richiama tutti al valore del lavoro come fondamento della Repubblica e alla dignità umana come limite invalicabile».

Da Caronno Pertusella arriva così un segnale di solidarietà e attenzione che supera i confini territoriali e tiene accesi i riflettori su una tragedia che continua a interrogare il Paese sul rapporto tra lavoro agricolo, legalità, diritti e tutela della persona.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.