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Strage di Amendolara, la Fai Cisl porta in Commissione un piano contro caporalato e sfruttamento

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COSENZA / AMENDOLARA – Un documento articolato, con proposte concrete per contrastare il caporalato, rafforzare la legalità in agricoltura e costruire condizioni di lavoro più sicure, dignitose e trasparenti per i braccianti. È il contributo presentato dalla FAI CISL Cosenza nel corso dell’audizione che si è tenuta ieri ad Amendolara, convocata dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, a seguito della tragedia costata la vita a quattro lavoratori agricoli immigrati.

A partecipare ai lavori, presieduti dalla presidente della Commissione Chiara Gribaudo, è stato il segretario della FAI CISL Cosenza, Antonio Pisani, che ha consegnato alla Commissione un documento sindacale contenente una serie di proposte operative pensate per affrontare in modo strutturale il fenomeno dello sfruttamento lavorativo nel comparto agricolo.

Nel testo, il sindacato ribadisce con forza un principio: la lotta al caporalato non può essere affidata soltanto alla repressione, ma deve poggiare su una strategia complessiva fondata su prevenzione, legalità, formazione, organizzazione trasparente del lavoro e servizi adeguati.

Tra i punti ritenuti prioritari vi è innanzitutto il rafforzamento della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità e della bilateralità agricola, strumenti che, secondo la FAI CISL, possono sostenere le imprese sane che rispettano i contratti e la dignità dei lavoratori, sottraendo terreno all’intermediazione illegale e favorendo canali regolari di reclutamento della manodopera.

Un’attenzione particolare è stata dedicata al tema del trasporto dei lavoratori, considerato uno dei nodi più delicati e uno dei fattori che più facilmente alimentano il caporalato. Per questo il sindacato propone l’istituzione di un Biglietto Unico Agricolo, con tariffe agevolate o gratuite e con servizi dedicati nelle fasce orarie legate alle attività nei campi, così da garantire spostamenti regolari e sicuri verso i luoghi di lavoro.

Altro fronte indicato come decisivo è quello dell’accoglienza abitativa. La proposta della FAI CISL punta al superamento definitivo dei ghetti attraverso un modello di ospitalità diffusa, fondato sul recupero di immobili pubblici inutilizzati e di beni confiscati alla criminalità organizzata, oltre che sulla creazione di strumenti di garanzia che possano facilitare l’accesso regolare alle locazioni da parte dei lavoratori stagionali.

Sul piano dei controlli, il sindacato chiede una piena e concreta applicazione della Legge 199 del 2016, con il rafforzamento degli organici ispettivi e una maggiore capacità di vigilanza soprattutto nei periodi di raccolta più intensi. L’obiettivo è fare in modo che la prevenzione diventi efficace quanto la repressione, intercettando prima i fenomeni di sfruttamento e rendendo più capillare la presenza dello Stato.

Tra le proposte avanzate anche l’istituzione di un Tavolo Permanente Provinciale, che coinvolga Prefettura, Regione, Ispettorato del Lavoro, INPS, INAIL, organizzazioni sindacali, associazioni datoriali ed enti del Terzo Settore, con il compito di monitorare in modo costante il fenomeno, programmare interventi mirati e costruire risposte condivise nei momenti di maggiore fabbisogno occupazionale.

A sottolineare il senso dell’intervento sono stati, in una nota congiunta, il segretario generale della UST CISL Cosenza Michele Sapia e il segretario generale della FAI CISL Cosenza Antonio Pisani, che hanno richiamato la necessità di un approccio fondato sulla responsabilità condivisa e sulla capacità di fare rete tra tutti i soggetti coinvolti.

Per il sindacato, infatti, il contrasto al caporalato non può trasformarsi in una generalizzazione che colpisca indiscriminatamente l’intero comparto agricolo cosentino, dove operano numerose aziende sane, rispettose della legge, dei contratti e della dignità delle persone, ma costrette a subire una concorrenza sleale da parte di chi agisce nell’illegalità.

La CISL collega quanto accaduto ad Amendolara e gli altri episodi recenti avvenuti nel territorio, compresi gli incendi registrati a Schiavonea di Corigliano-Rossano, a un malessere sociale più ampio che impone una riflessione profonda sul lavoro povero, sulla carenza di manodopera e sulla necessità di costruire risposte strutturali sui servizi essenziali e sul monitoraggio dei fenomeni di sfruttamento in tutti i settori produttivi.

«La lotta al caporalato deve essere una priorità – sottolineano i segretari –. Servono strumenti concreti, maggiore confronto, prevenzione, controlli efficaci e una rete di servizi che metta al centro la persona, il lavoro dignitoso e la sicurezza».

Una linea che, alla luce della tragedia di Amendolara, punta a trasformare il dolore in responsabilità pubblica e a fare del lavoro agricolo un terreno di legalità, diritti e tutela della dignità umana.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.