Riapre la ciclabile Morano-Campotenese: il Pollino ritrova la sua greenway
Il sindaco Donadio, l’assessore regionale Gallo e i vertici del Parco hanno percorso in bici il tratto dopo gli interventi di completamento e bonifica. In arrivo anche il bypass del punto critico Terrarossa-Ex Casello Carbonara
MORANO CALABRO - La pista ciclabile che collega Morano Calabro alla contrada Campotenese torna finalmente fruibile. Dopo un periodo di interventi, manutenzioni e interdizioni necessarie per consentire il completamento dei lavori, uno dei tracciati più suggestivi del Pollino viene restituito agli appassionati di bici, agli escursionisti e a quanti scelgono la mobilità dolce come modo per vivere il territorio.
Nella giornata di ieri il sindaco di Morano Mario Donadio, l’assessore regionale ai Trasporti Gianluca Gallo, il commissario straordinario del Parco Nazionale del Pollino Luigi Lirangi, il direttore facente funzioni Arturo Valicenti e i consiglieri comunali Geppino Feoli, Francesco Soave e Biagio Angelo Severino hanno effettuato un sopralluogo direttamente in bicicletta, verificando lo stato del segmento interessato dai recenti interventi di completamento e bonifica.
Un gesto simbolico, ma anche molto concreto: testare il percorso nel modo più naturale, pedalando lungo una infrastruttura pensata proprio per chi vuole attraversare il Pollino a passo lento, tra natura, paesaggio e turismo esperienziale.
Il tratto era stato interessato da ripetute interdizioni per ragioni legate ai lavori e alla sicurezza. Con la scadenza degli effetti delle ordinanze comunali che avevano limitato l’accesso fino alla conclusione degli interventi, la greenway torna oggi patrimonio collettivo e spazio aperto per il tempo libero, lo sport e il cicloturismo.
«L’intervento rappresenta un salto di qualità sul piano della sicurezza della pista e sulla tutela e valorizzazione del nostro enorme capitale ambientale e naturalistico», ha dichiarato il sindaco Mario Donadio al termine del sopralluogo.
Il primo cittadino ha espresso gratitudine al Parco Nazionale del Pollino per la conduzione dei cantieri, alla Regione Calabria e al Dipartimento Ambiente per il sostegno economico che sta rendendo possibile la sistemazione complessiva dell’infrastruttura.
Per Morano, la riapertura della ciclabile arriva in un momento in cui il cicloturismo è sempre più al centro delle strategie di sviluppo dei territori interni. Percorsi sicuri, continui e immersi nella natura rappresentano infatti una leva concreta per attrarre visitatori, allungare la stagione turistica e rafforzare il legame tra ambiente, mobilità e comunità locali.
Il lavoro, però, non si ferma alla riapertura del tratto Morano-Campotenese. Donadio ha annunciato infatti un ulteriore intervento destinato a migliorare la sicurezza complessiva del percorso.
Grazie allo stesso finanziamento regionale sarà realizzato a breve un percorso alternativo per superare l’attuale criticità nel tratto Terrarossa-Ex Casello Carbonara. Si tratta di un breve segmento, lungo circa un centinaio di metri, che oggi costringe gli utenti a immettersi sulla SP 241, con evidenti problemi di sicurezza.
La nuova soluzione consentirà di bypassare quel punto attraverso una sede ricavata nei campi adiacenti, garantendo così una continuità protetta e senza interruzioni per chi percorre la ciclovia.
Il sindaco ha inoltre anticipato che, al termine dei nuovi lavori, la Regione Calabria organizzerà un evento inaugurale dedicato alla promozione dell’intera ciclovia, considerata uno dei potenziali fiori all’occhiello del turismo sostenibile nelle aree interne.
Nel corso del sopralluogo è stato rivolto un ringraziamento anche all’hub La Catasta, attivo nella contrada Campotenese, per aver messo a disposizione le e-bike utilizzate durante il controllo del tracciato.
La riapertura della pista ciclabile Morano-Campotenese restituisce dunque al Pollino un’infrastruttura preziosa: un corridoio verde dove sport, natura, sicurezza e promozione turistica possono camminare, anzi pedalare, insieme.
Per Morano e per l’intero comprensorio, la sfida adesso è trasformare questa greenway in una vera esperienza territoriale: accessibile, sicura, riconoscibile e capace di intercettare quella domanda crescente di turismo lento che cerca luoghi autentici, paesaggi integri e comunità capaci di raccontarsi.