Altomonte, il nuovo cimitero resta chiuso tra ordinanze, orari e transenne
Francesco Pacienza denuncia il paradosso dell’accesso alla struttura: lavori in corso, tabella degli orari e area transennata renderebbero quasi impossibile la visita ai defunti. «L’eterno riposo può attendere, fuori dal cancello»
ALTOMONTE - Il nuovo cimitero di Altomonte finisce al centro di una dura denuncia pubblica di Francesco Pacienza, che punta il dito contro quello che definisce un cortocircuito burocratico tra ordinanze, orari di apertura e condizioni reali dell’accesso alla struttura.
«Altomonte, terra di storia, d’arte e di cortocircuiti burocratici di altissimo livello. Se pensavate che morire fosse l’ultimo dei vostri problemi, non avete fatto i conti con la formidabile accoppiata tra un’ordinanza commissariale, una tabella degli orari fantasiosa e una selva di transenne arancioni».
Al centro della questione c’è l’accesso al nuovo cimitero comunale. Secondo quanto ricostruisce Pacienza, a fine aprile il Comune di Altomonte avrebbe disciplinato l’ingresso alla struttura con l’ordinanza n. 34/26. Il provvedimento, in ragione dei lavori in corso, consentirebbe l’accesso al nuovo cimitero soltanto il sabato pomeriggio, dalle 14 in poi, e la domenica per l’intera giornata.
Una regolamentazione che, almeno sulla carta, dovrebbe garantire ai familiari la possibilità di recarsi sulle tombe dei propri cari durante il fine settimana. Ma qui, secondo la denuncia, nascerebbe il paradosso.
«Siccome la mano destra della burocrazia ignora sistematicamente ciò che fa la sinistra, ecco spuntare dal cilindro municipale la tabella ufficiale degli orari di apertura e chiusura del nuovo cimitero. Un capolavoro di surrealismo amministrativo che, senza fornire la minima spiegazione logica, stabilisce un dogma incontrovertibile: la domenica e tutti i giorni festivi il cancello rimane sbarrato. Blindato».
Il risultato, per Pacienza, sarebbe una situazione ai limiti dell’assurdo: non si accederebbe da lunedì a sabato mattina per la presenza dei lavori; non si accederebbe la domenica perché la tabella stabilirebbe la chiusura; l’unico spazio utile resterebbe il sabato pomeriggio, salvo che non coincida con un giorno festivo.
«I loculi del nuovo settore, in pratica, godono di un isolamento che persino il regime carcerario del 41-bis faticherebbe a eguagliare».
A complicare ulteriormente il quadro, secondo Pacienza, ci sarebbe poi la condizione materiale dell’ingresso da via San Martino, dove l’accesso alla zona nuova risulterebbe sbarrato da transenne e recinzioni di cantiere.
«Come ben evidente nella foto dell’ingresso di via San Martino, l’accesso alla zona nuova è materialmente impossibile. Anche qualora il cittadino decidesse di presentarsi nel fatidico e unico sabato pomeriggio utile, si scontrerebbe contro la dura realtà di un’area di cantiere sbarrata, transennata e recintata».
Per Pacienza, dunque, il problema non sarebbe soltanto formale, ma anche sostanziale: la regolamentazione degli orari non terrebbe conto della reale accessibilità dei luoghi.
«Il blocco è totale, dal lunedì alla domenica, senza sconti per i vivi né per i morti. Ci troviamo davanti a loculi che sono letteralmente ostaggio della burocrazia; una burocrazia cieca che, ignorando la realtà empirica dei luoghi, cade in una flagrante e ridicola contraddizione con se stessa».
La critica si allarga poi alla gestione commissariale dell’Ente. L’ordinanza, infatti, porta la firma dei Commissari straordinari, chiamati a guidare il Comune e a riorganizzare la macchina amministrativa.
«Parliamo di figure inviate con il nobile e prioritario mandato di ripristinare la legalità, risanare i conti dell’ente, garantire i servizi essenziali e, soprattutto, riorganizzare la macchina amministrativa. Viene allora spontaneo domandarsi: riorganizzare la macchina amministrativa significa forse cambiare tutto per non cambiare niente?».
Secondo Pacienza, la vicenda del nuovo cimitero mostrerebbe una continuità negativa con il passato amministrativo, con una differenza: oggi mancherebbe anche un riferimento politico diretto a cui rivolgersi.
«A guardare questo capolavoro di inefficienza, si ha la netta sensazione che gli uffici continuino a funzionare, o a non funzionare, esattamente nello stesso identico modo di prima. L’unica vera differenza tangibile rispetto al passato è che oggi, di fronte al medesimo caos, non c’è nemmeno più un assessore a cui andare a chiedere conto».
Pacienza precisa di non voler idealizzare la precedente stagione amministrativa, ma sottolinea come, almeno in passato, esistesse un interlocutore politico immediatamente riconoscibile.
«Non che prima dell’avvento della gestione commissariale le cose ad Altomonte funzionassero con la precisione di un cronografo svizzero. Tutt’altro. Ma almeno, nella vecchia, bistrattata e ruspante politica locale, c’era un assessore in carne e ossa, un consigliere di riferimento a cui andare a rompere le scatole sul marciapiede o sotto il municipio per cercare di risolvere simili problemi fantozziani. Oggi il cittadino si trova davanti a un muro di gomma».
Da qui le domande rivolte agli uffici e alla gestione commissariale.
«L’Ufficio Tecnico che ha provveduto a stilare la tabella degli orari di accesso si è preso la briga di leggere l’ordinanza dei superiori Commissari? E, cosa ancora più importante, qualcuno ha mai aperto la finestra del proprio ufficio per accorgersi che l’accesso da via San Martino è fisicamente impedito da reti e transenne di cantiere?».
La chiusura resta affidata all’amara ironia della denuncia.
«Nell’attesa che qualcuno si desti dal sonno burocratico, ad Altomonte l’eterno riposo è diventato a tempo determinato: un paio d’ore il sabato, transenne permettendo».