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Sila-Mare, Campana attacca: «Quattro anni di cantiere, cinquant’anni di incompiuta»

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CORIGLIANO-ROSSANO- «Un insulto alla dignità dei cittadini calabresi». È durissimo l’affondo di Giuseppe Campana sulla vicenda della Sila-Mare e, in particolare, sul ponte Ortiano II, simbolo – secondo il portavoce regionale di Europa Verde/AVS – di «cattiva amministrazione, promesse tradite e propaganda istituzionale».

Campana ricorda come, a quattro anni dall’avvio del nuovo cantiere e a quasi dieci anni dalla consegna dell’opera originaria nel 2016, il viadotto sia ancora in fase di ricostruzione, mentre il tratto a valle della Sila-Mare continua a non avere copertura finanziaria. Una situazione che, denuncia, costringe ancora la comunità di Longobucco a percorsi alternativi tortuosi e a tempi di percorrenza «da terzo mondo».

Nel mirino dell’esponente ambientalista finiscono anche le vicende giudiziarie legate al crollo del ponte. Campana richiama infatti l’inchiesta della Procura di Castrovillari, che nel maggio 2025 ha chiuso le indagini con dodici indagati tra dirigenti Anas, progettisti, collaudatori e componenti della commissione di gara. Al centro dell’inchiesta, la modifica del progetto originario che avrebbe ridotto i micropali di fondazione da 32 a 15, aumentando – secondo l’accusa – il rischio di scalzamento in alveo. A questo si aggiunge la contestazione della Corte dei Conti per un presunto danno erariale superiore ai quattro milioni di euro.

«Soldi pubblici bruciati due volte: una per costruire male, una per ricostruire», attacca Campana, che punta il dito anche contro i continui slittamenti del cronoprogramma. Dopo la promessa di conclusione dei lavori nei primi mesi del 2026, l’obiettivo è stato spostato a luglio dello stesso anno. «Terza scadenza, terzo cronoprogramma. Chi scommette sulla quarta?», ironizza.

Secondo il portavoce di Europa Verde, il problema non riguarda soltanto il ponte Ortiano II ma l’intero progetto della Sila-Mare, avviato nel 1990 e costato finora oltre cento milioni di euro. Dopo trentacinque anni, mancherebbero ancora i dieci chilometri del tratto a valle destinato a collegare l’asse viario alla Statale 106 e quindi alla costa ionica.

Campana sottolinea come il V Lotto sia diviso in due stralci: il primo, relativo al Ponte di Cropalati, risulta finanziato e approvato; il secondo, riguardante la riqualificazione della SS531 e il collegamento verso il mare, sarebbe invece fermo per mancanza di copertura finanziaria. «Senza quei soldi, la Sila-Mare resta un’incompiuta», afferma.

Non manca poi una stoccata politica alla Regione Calabria e al governatore Roberto Occhiuto.

Campana critica la cerimonia inaugurale del marzo 2025 relativa ai 5,5 chilometri di asfalto tra Bivio del Destro e Cropalati, definendola «becera propaganda». Un giudizio condiviso, ricorda, anche dall’ex presidente della Regione Mario Oliverio, che aveva parlato di «falsificazione storica».

Da qui le richieste rivolte direttamente alla Regione: un impegno formale sul rispetto della scadenza di luglio per il completamento del viadotto Ortiano II, il finanziamento immediato del secondo stralcio del V Lotto sulla SS531 e un’audizione pubblica in Consiglio regionale con Anas e sindaci del territorio.

«Longobucco ha bisogno di una strada, non di nastri», conclude Campana. «E mentre si continua a parlare di Ponte sullo Stretto, alta velocità e aeroporti, qualcuno dovrebbe ricordare che governare significa anche portare a termine ciò che si è iniziato. Se non riescono a concludere quest’opera, proviamo a immaginare cosa potrà accadere tra Reggio Calabria e Messina».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.