A Saracena nasce la prima Casa del Moscato d’Italia: il vino identitario che punta ai mercati internazionali
Il nuovo spazio sarà dedicato a promozione, degustazioni e valorizzazione del vino simbolo del Pollino e della Calabria. Gallo: «La qualità, per generare futuro, deve essere riconosciuta anche nel suo giusto valore economico»
SARACENA – Un luogo simbolico dedicato a uno dei vini più identitari della Calabria. È stata inaugurata nel cuore del centro storico di Saracena, nell’ex Municipio di Piazza Senatore, la nuova Casa del Moscato di Saracena: l’unica struttura in Italia interamente dedicata a un Moscato.
L’apertura, inserita nella dodicesima edizione del Saracena Wine Festival, ha trasformato il borgo in un grande spazio di festa e partecipazione, con la presenza di cittadini, produttori, istituzioni, operatori del settore e visitatori arrivati da tutta la Calabria per celebrare uno dei Marcatori Identitari Distintivi più rappresentativi della regione.
A tagliare il nastro sono stati l’Assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo e il Sindaco Renzo Russo.
«Il Moscato di Saracena è uno di quei prodotti di nicchia che il mondo ci invidia – ha dichiarato l’Assessore Gallo – e dimostra quanto l’ambizione alla qualità possa diventare leva di sviluppo. Ma la qualità deve essere riconosciuta anche nel suo giusto valore economico. Identità, rarità produttiva, metodo unico e legame con il territorio devono accompagnarsi a una più matura evoluzione del mercato e dei prezzi. Solo così l’agricoltura calabrese può tornare a essere ascensore sociale per le nuove generazioni».
Secondo Gallo, la Casa del Moscato rappresenterà uno spazio condiviso per tutti i produttori di un vino unico e irripetibile, capace di raccontare la Calabria come destinazione esperienziale attraverso le sue eccellenze agroalimentari.
La Regione Calabria ha sostenuto il progetto nella convinzione che attorno alle produzioni di qualità sia possibile costruire economia, reputazione e futuro. «I prodotti di nicchia – ha aggiunto – hanno un valore differente e devono essere raccontati, posizionati e remunerati in maniera adeguata».
Nel corso dell’inaugurazione è stata richiamata anche l’esperienza di Tenuta del Travale, premiata al Vinitaly con il riconoscimento Angelo Betti e indicata dal Gambero Rosso tra le nuove eccellenze del vino calabrese. Un modello che, secondo l’Assessore, dimostra come anche piccole produzioni identitarie possano conquistare autorevolezza nel panorama enologico nazionale.
Per il Sindaco Renzo Russo, la nascita della Casa del Moscato rappresenta «un passaggio storico nella costruzione della Destinazione Saracena». L’ex municipio diventa oggi uno spazio dedicato all’accoglienza, alla narrazione, alla formazione, alla degustazione e alla cooperazione tra produttori.
«È un ulteriore tassello – ha spiegato il Primo cittadino – che si aggiunge alla Pinacoteca Andrea Alfano, agli Orti di Vincenzo Fioravanti, alla Chiesetta di Ara Coeli e all’intero patrimonio storico, artistico e naturalistico che Saracena sta mettendo a sistema».
Tra i momenti più significativi della serata, la presentazione del volume Il Moscato di Saracena – Storie di donne e di uomini di Saveria Sesto, edito da Rubbettino e già protagonista al Vinitaly di Verona.
Il libro racconta un vino raro nel panorama italiano attraverso le storie dei produttori, il metodo di lavorazione, le contaminazioni gastronomiche e il valore culturale di una tradizione che oggi trova nella Casa del Moscato il suo luogo simbolico di promozione e divulgazione.
All’evento hanno partecipato anche Peppone Calabrese, la Presidente della Commissione Agricoltura Elisabetta Santoianni, il Direttore Generale Arsac Fulvia Michela Caligiuri, il Presidente del Parco Nazionale del Pollino Luigi Lirangi e il Presidente del GAL Pollino Sviluppo Mimmo Pappaterra.
Particolarmente apprezzata la testimonianza di Luigi Viola, Presidente dell’associazione dei produttori del Moscato di Saracena, che ha ricordato l’unicità del processo produttivo: la bollitura del mosto ottenuto da Guarnaccia e Malvasia, arricchito con uve Moscatello di Saracena e Doraca lasciate appassire e selezionate manualmente chicco per chicco.
Una tecnica antica e domestica che rischiava di scomparire con l’emigrazione e che, dalla prima commercializzazione avviata nel 1999, è oggi diventata una filiera in crescita.
Per il Direttore Generale Arsac Fulvia Michela Caligiuri, la Casa del Moscato e il libro rappresentano «un doppio dono al territorio»: da una parte un luogo fisico di incontro tra produttori, dall’altra uno strumento culturale capace di raccontare una storia collettiva.
La giornata ha restituito l’immagine di una Saracena viva, partecipata e consapevole della propria identità. La Casa del Moscato nasce così non come semplice museo, ma come infrastruttura culturale permanente dove il vino diventa esperienza, accoglienza e racconto del territorio.
Il percorso di promozione proseguirà anche fuori dai confini regionali con una nuova presentazione del volume di Saveria Sesto al Salone Internazionale del Libro di Torino, in un evento promosso da Rubbettino Editore.
Un ulteriore passaggio che conferma la capacità del Moscato di Saracena di parlare a un pubblico sempre più ampio, trasformando identità, tradizione e memoria in strumenti concreti di sviluppo e futuro.