«Casa Serena ha bisogno di una svolta culturale»: l’appello di Francesco Garofalo
Il presidente del Centro Studi Giorgio La Pira: «Gli anziani sono memoria, esperienza e valore per la società. Basta logiche politiche, serve un nuovo paradigma gestionale»
CASSANO - «Casa Serena di Cassano Allo Ionio ha semplicemente bisogno di una svolta culturale, di un nuovo paradigma: rimettere al centro la persona e, nel caso specifico, gli anziani». È quanto afferma Francesco Garofalo, presidente del Centro Studi Giorgio La Pira della città delle terme, intervenendo sul futuro dell’istituto dedicato alla cura e all’assistenza degli anziani.
Garofalo richiama l’attenzione sul valore umano e sociale delle persone anziane, definite «non soltanto un punto di affetto per le altre generazioni, ma portatrici di esperienza, ricordi, storia e trasmissione di conoscenza di vita». Un patrimonio prezioso, secondo il presidente del Centro Studi, che rende fondamentale «la cura, l’attenzione e l’accoglienza» nei confronti di chi vive condizioni di crescente fragilità e perdita di autosufficienza.
Nel suo intervento, Garofalo esprime anche preoccupazione per il dibattito politico che da tempo ruota attorno a Casa Serena. «Oggi, come ieri, l’istituto diventa oggetto di confronto politico in cui si riversano appetiti estranei al principale obiettivo, che dovrebbe essere invece il rilancio della struttura», sottolinea.
Da qui l’auspicio per un cambio di rotta nella gestione futura dell’ente. «Mi auguro che il nuovo assetto gestionale esca dalla logica dei consigli di amministrazione nominati secondo la prassi del manuale Cencelli, una logica che cozza contro la storia e contro il buon senso», afferma Garofalo.
Infine, il presidente del Centro Studi Giorgio La Pira lancia un appello alla politica affinché sappia cogliere la sfida dell’invecchiamento della popolazione valorizzando competenze e nuove energie. «Servono professionalità e giovani capaci di offrire un contributo qualificato e disinteressato per il rilancio di una realtà così importante per il territorio», conclude.