Mandatoriccio, il paese senza depuratore: l’opera mai finita che ora pesa su ambiente e casse comunali
In località Greche il cartello dei lavori, ancora in piedi, fissa l'ultimazione al 2022. Sono trascorsi 4 lunghi anni ma il nuovo impianto non è mai stato ultimato mentre tutta la fogna del paese rimane senza collettamento
MANDATORICCIO - La notizia è secca e senza troppi giri di parole: Mandatoriccio è, di fatto, un paese senza un depuratore. Mentre la campagna elettorale per le comunali (la terza in cinque anni), continua a consumarsi tra attacchi durissimi tra i due candidati a sindaco, Cataldo Iozzi e Teresa Maria Villella, e promesse mirabolanti, nessuno parla dell'ovvio, di quello che ha sotto al naso. E di quel depuratore che doveva risolvere i problemi del paese ma che è praticamente inattivo da più di un lustro. E non per un guasto improvviso e nemmeno per una criticità stagionale, ma per una vicenda che si trascina da anni tra finanziamenti ottenuti, lavori avviati e mai conclusi, revoche regionali, contenziosi e reflui che, secondo le segnalazioni ambientaliste, finirebbero nelle aste fluviali a valle.
Questo è quello che succede in località Greche, dove un cartello di cantiere ancora visibile racconta più di molte carte. L’intervento riguardava la realizzazione di un nuovo impianto di depurazione a fanghi attivi da 2.000 abitanti equivalenti per Mandatoriccio centro. Committente: Comune di Mandatoriccio. Consegna lavori: 19 luglio 2021. Ultimazione prevista: 17 agosto 2022. Importo contrattuale: 368.496 euro, oltre oneri per la sicurezza.
Ma quell’impianto, secondo quanto risulta e da quanto di può notare plasticamente anche dalle foto, non è mai stato ultimato. E non è ancora chiaro per quale ragione. L’allora Amministrazione comunale guidata da Dario Cornicello, dopo aver lamentato procedure burocratiche lentissime, era arrivata finalmente all’apertura del cantiere nell’estate 2021. Da quel momento, però, l’opera si sarebbe fermata senza arrivare alla conclusione.
Il paradosso è allucinante perché il Comune aveva ottenuto un finanziamento di circa 600 mila euro per riqualificare e potenziare il vecchio sistema depurativo e realizzare il nuovo impianto. L’opera, però, non è stata completata e la Regione - da quanto risulta - avrebbe poi revocato le risorse per inadempienze e oggi resterebbe aperto anche un contenzioso con il progettista, che chiede il pagamento delle proprie spettanze.
Nel frattempo il problema ambientale resta tutto sul tavolo. Già nell’agosto scorso il circolo Legambiente Nicà di Scala Coeli, con il presidente Nicola Abruzzese, aveva denunciato una situazione preoccupante, parlando di abitazioni non collettate alla rete fognaria e di possibili sversamenti provenienti dalle aree di Greche e Tormo Acquarella, con reflui diretti verso ruscelli e terreni agricoli.
Anche se la criticità non riguarderebbe solo una parte del paese. Il depuratore mai ultimato avrebbe dovuto servire una porzione del centro abitato, mentre un’altra area sarebbe collegata a un diverso impianto che, secondo quanto riferito, non funzionerebbe correttamente. Il risultato è una fotografia durissima: Mandatoriccio, tra vecchie carenze e opere incompiute, non avrebbe oggi un sistema depurativo realmente efficiente.