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Sanità a Corigliano-Rossano, Mazza (CMG): «Anatomia di un fallimento programmato»

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CORIGLIANO-ROSSANO – Domenico Mazza, presidente del Comitato Magna Graecia, è intervenuto nel dibattito sulla riorganizzazione dello Spoke ospedaliero jonico, definendolo «un caso emblematico di distorsione sistemica» tra programmazione sanitaria e dinamiche politico-territoriali.

Secondo Mazza, l’attuale assetto della rete ospedaliera di Corigliano-Rossano non deriva dalla fusione amministrativa del 2018, ma da una pianificazione avviata già nel 2008. Il modello previsto è quello del doppio presidio integrato: attività chirurgico-emergenziali concentrate nello stabilimento di Rossano e branche mediche allocate nel presidio di Corigliano. Una configurazione, sottolinea, coerente con criteri di efficienza clinica, sicurezza del paziente e ottimizzazione delle risorse.

In questa prospettiva, il presidio “Giannettasio” di Rossano risulterebbe logisticamente più idoneo a ospitare i servizi tempo-dipendenti rispetto al “Compagna” di Corigliano, anche per la presenza di strutture fondamentali come terapia intensiva, blocchi operatori e supporti trasfusionali.

Investimenti pubblici congelati e paralisi decisionale: il mito del nuovo ospedale come retorica alla procrastinazione funzionale

«Ancora più grave - osserva Mazza - appare il paradosso amministrativo legato agli investimenti già realizzati. La ristrutturazione del blocco materno-infantile nello stabilimento rossanese, finanziata con risorse pubbliche ingenti e completata nei tempi previsti, giace oggi in una condizione di sostanziale inutilizzo. Tale immobilismo configura non solo una disfunzione organizzativa, ma un potenziale vulnus erariale. Danno aggravato, altresì, dall’assenza di trasparenza decisionale e dalla paralisi indotta da veti incrociati. È la rappresentazione plastica di una Governance sanitaria incapace di tradurre la spesa in servizio. In questo contesto, il richiamo reiterato alla futura realizzazione del nuovo ospedale della Sibaritide assume i contorni di un dispositivo retorico funzionale alla procrastinazione. L’infrastruttura futura, per quanto necessaria, non può assolvere alla funzione di alibi per l’inazione presente. I tempi di realizzazione, fisiologicamente lunghi, impongono una gestione efficiente dell’esistente come imperativo categorico, non come opzione subordinata. Il nodo centrale, pertanto, risiede nella tensione irrisolta tra razionalità tecnico-sanitaria e logiche di consenso territoriale. La sanità, per sua natura, non può essere oggetto di negoziazione campanilistica. La distribuzione dei servizi deve rispondere a criteri epidemiologici, logistici e clinici, non a equilibri elettorali o a rivendicazioni identitarie. Quando ciò non avviene, il sistema degenera in una forma di localismo patologico che compromette l’universalità e l’equità dell’assistenza».

Crisi della Governance sanitaria e resa della Politica al consenso locale

«Non si tratta di negare il valore della partecipazione civica o delle istanze territoriali, ma di ricondurle entro un perimetro di compatibilità con i principi fondamentali della sicurezza e dell’efficacia delle cure. In assenza di tale ricomposizione, ogni tentativo di riforma è destinato a infrangersi contro resistenze che nulla hanno a che vedere con l’interesse pubblico. La vicenda dello Spoke jonico, dunque, non è un’anomalia isolata, ma il sintomo di una più ampia crisi di Governance. Uno spettacolo squallido in cui la Politica abdica alla funzione di indirizzo strategico per piegarsi alla gestione del consenso immediato. Il risultato è un sistema sospeso, incapace di completare processi già avviati, di valorizzare investimenti effettuati e, soprattutto, di garantire standard adeguati di sicurezza clinica. In definitiva, il vero deficit non è infrastrutturale. È decisionale. Se la programmazione sanitaria continuerà a essere subordinata a logiche estranee alla propria natura, la normalità resterà un orizzonte irraggiungibile. Fino a quando la tessera elettorale conterà più della cartella clinica, la sanità jonica resterà un malato terminale. E - in questo contesto - il diritto alla salute rappresenterà un principio formalmente riconosciuto, ma sostanzialmente vulnerato».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.