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Corigliano-Rossano, violenza giovanile in aumento: l’allarme della pedagogista Renzo

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CORIGLIANO-ROSSANO – A Corigliano-Rossano crescono gli episodi di violenza che coinvolgono minori. La pedagogista Teresa Pia Renzo collega il fenomeno all’assenza di responsabilità educative e giuridiche, con ricadute dirette sulla sicurezza e sulla convivenza sociale.

«L’aumento degli episodi di violenza giovanile che stanno segnando anche il nostro territorio non è un’emergenza improvvisa, ma il risultato di una scelta precisa: togliere ai comportamenti ogni conseguenza reale. Quando un sistema educativo e giuridico rinuncia a chiedere responsabilità, genera impunità. E quando l’impunità diventa normalità, la violenza diventa metodo. È su questo cortocircuito che oggi si misura il fallimento dello Stato e della società adulta».

A intervenire è la pedagogista Teresa Pia Renzo, che inserisce l’aumento di episodi violenti che coinvolgono minori – sempre più frequenti anche nel nostro contesto territoriale – dentro un quadro più ampio, riacceso a livello europeo dalla scelta della Svezia di abbassare l’età della responsabilità penale da 15 a 13 anni. Una decisione che riporta al centro una domanda che in Italia continua a essere elusa: chi risponde davvero dei comportamenti gravi messi in atto dai minori?

Secondo la pedagogista che da oltre venti anni si occupa della crescita sin dall’età dell’infanzia, il messaggio che oggi passa ai ragazzi è chiaro e pericoloso: «si può agire senza temere conseguenze. In Italia il minore non risponde penalmente e, nella maggior parte dei casi, non risponde nessuno. Questo vuoto normativo ed educativo diventa un incentivo implicito alla trasgressione e alla violenza».

«Non solo. Attribuire ogni atto violento al disagio sociale – aggiunge - è una scorciatoia che deresponsabilizza tutti. Il disagio esiste quando lo Stato promette integrazione e poi non offre strumenti, regole e prospettive. Ma non può diventare la giustificazione automatica per comportamenti estremi messi in atto da ragazzi pienamente inseriti nei contesti scolastici e sociali».

«Se un minore non può rispondere penalmente, la responsabilità quindi deve ricadere in modo chiaro su chi ne è garante. È la famiglia – dice la professionista – che ne deve rispondere. Non come punizione, ma come assunzione di ruolo educativo. Un genitore che difende a prescindere, che nega l’errore, che trasforma il figlio in un intoccabile, contribuisce a costruire adulti senza limiti».

«Il dialogo, così, diventa uno strumento educativo opportuno, anzi obbligatorio soprattutto se accompagnato da confini certi. Spiegare, richiamare, educare è necessario. Ma senza conseguenze, il dialogo diventa un rumore di fondo che perde valore formativo e smette di incidere sui comportamenti».

«Strumenti come i metal detector possono avere un valore preventivo immediato, ma rappresentano soprattutto l’ammissione di un fallimento più profondo: educativo, familiare e legislativo. Quando la sicurezza viene affidata alla tecnologia – precisa ancora la pedagogista - significa che la responsabilità educativa è già venuta meno».

«I modelli europei dimostrano che regole chiare e responsabilità definite funzionano da deterrente. Non per criminalizzare i minori, ma per ricostruire una cultura della responsabilità che oggi appare dissolta. Senza questo passaggio – sottolinea - ogni intervento resterà emergenziale e inefficace».

«La responsabilità – ricorda Teresa Pia Renzo - non nasce a 18 anni ma si costruisce nel tempo, attraverso regole, coerenza e conseguenze. Senza limiti non c’è educazione, senza responsabilità non c’è convivenza. Continuare a negarlo significa accettare che la violenza – conclude - diventi parte strutturale del nostro presente».
 

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.