Antichi insediamenti monastici italo-greci: a Castrovillari un incontro pubblico sulle scoperte nel Parco del Pollino
Sabato 7 febbraio, nella Sala Consiliare, la presentazione delle ricerche archeologiche che stanno riportando alla luce un patrimonio straordinario tra Lungro, Acquaformosa, Firmo e Saracena
CASTROVILLARI – Un patrimonio archeologico di eccezionale valore, ancora in gran parte sconosciuto, sta emergendo lungo il versante orientale del Parco Nazionale del Pollino, nei territori di Lungro, Acquaformosa, Firmo e Saracena. Si tratta di evidenze che fanno ipotizzare la presenza di antichi insediamenti monastici italo-greci, risalenti a un periodo precedente all’arrivo delle popolazioni greco-albanesi, aprendo nuovi scenari di studio sulla storia religiosa e insediativa dell’area.
Le recenti scoperte saranno al centro di un incontro pubblico in programma sabato 7 febbraio 2026, alle ore 17.30, presso la Sala Consiliare di Castrovillari. L’iniziativa è promossa dalle associazioni Solidarietà e Partecipazione, Club Alpino Italiano – Sezione di Castrovillari e Gruppo Archeologico del Pollino, con il patrocinio dell’Eparchia di Lungro, del Parco Nazionale del Pollino e dell’Università della Calabria.
Le ricerche, condotte da Vincenzo Maria Mattanò e Pierre Frega, sono il frutto di oltre quindici anni di ricognizioni archeologiche di superficie e hanno portato alla documentazione di un sistema insediativo di dimensioni sorprendenti: circa trecento grotte e spelonche e oltre mille ruderi, tra celle monastiche, cappelle, chiese, cenobi, monasteri, fortilizi, postazioni ascetiche e tombe.
Un insieme articolato di testimonianze tardo-antiche e medievali, strettamente integrato con il paesaggio naturale, la vegetazione e una fitta rete di sentieri storici, oggi potenzialmente valorizzabili anche in chiave di turismo sostenibile e fruizione consapevole del territorio.
Accanto al rilievo storico e scientifico, il progetto evidenzia importanti ricadute ambientali, culturali e turistiche. Il Parco Nazionale del Pollino, riconoscendone l’elevato valore, ha già manifestato il proprio interesse istituzionale verso un patrimonio che unisce tutela del territorio, ricerca scientifica e sviluppo sostenibile.
L’incontro si concluderà con un dibattito pubblico, offrendo alla comunità e agli studiosi l’occasione di confrontarsi su una scoperta che potrebbe rappresentare una svolta nella conoscenza storica e nella valorizzazione culturale dell’area del Pollino.