Emergenza Altomonte, Borrelli scrive alla Regione: «Subito lo Stato di Calamità»
Danni ingenti a strade e campagne dopo 48 ore di piogge intense. L’ex consigliere comunale scrive alla Regione e alla Protezione Civile: «Necessari ristori e interventi immediati»
ALTOMONTE - Da oltre 48 ore il comune di Altomonte e le aree limitrofe sono interessati da una violenta ondata di maltempo che sta mettendo in seria difficoltà strade, campagne e abitazioni. Le precipitazioni, costanti e intense, oscillano tra i 10 e i 20 millimetri orari, aggravando una situazione già fragile e facendo emergere, ancora una volta, tutte le criticità di un territorio vulnerabile.
La conta dei danni è in continuo aggiornamento, ma ciò che più indigna cittadini e operatori locali non è soltanto la forza degli eventi atmosferici, quanto la cronica assenza di manutenzione ordinaria. Canali di scolo ostruiti, versanti non protetti e infrastrutture trascurate rappresentano una miscela pericolosa che, ad ogni pioggia intensa, si traduce in emergenza.
È evidente come le cause dei dissesti attuali affondino le radici in anni di incuria. Le risorse economiche sembrano emergere con puntualità solo per interventi straordinari, spesso accompagnati da annunci e passerelle politiche, mentre i fondi destinati alla cura quotidiana del territorio risultano sistematicamente insufficienti o del tutto assenti. Una gestione che privilegia l’emergenza alla prevenzione, con conseguenze ormai sotto gli occhi di tutti.
I dati ISPRA: Calabria in codice rosso
La situazione di Altomonte non rappresenta un caso isolato, ma si inserisce in un quadro regionale allarmante. Secondo i dati ufficiali dell’ISPRA, la Calabria è tra le regioni italiane con il più alto rischio idrogeologico: oltre il 90% dei comuni calabresi presenta aree soggette a frane o alluvioni.
Le criticità non riguardano esclusivamente le zone costiere, ma colpiscono in modo particolare l’entroterra, dove una rete stradale secondaria fragile e una complessa orografia richiederebbero un monitoraggio costante e interventi programmati, che ad oggi risultano largamente insufficienti.
Emblematico è il caso di un punto critico lungo il corso di un fiume, dove tronchi d’albero e detriti – già documentati nell’ottobre 2025 – continuano a ostruire l’alveo. Ogni anno, l’esondazione in quel tratto sommerge l’unico collegamento vitale per diverse contrade rurali: una passerella in cemento, priva di protezioni, utilizzata quotidianamente da centinaia di residenti e da numerose attività agricole.
Su questo nodo si consuma il consueto “scaricabarile” tra enti competenti. Tra vincoli burocratici, competenze del Demanio e responsabilità condivise tra Comune e Provincia, nessuno interviene in modo risolutivo, lasciando i cittadini ostaggio dell’inerzia istituzionale.
Emergenza Altomonte: Borrelli chiede lo Stato di Calamità
Di fronte allo scenario di devastazione che si è aggravato nella giornata del 6 febbraio 2026, è intervenuto ufficialmente Vincenzo Borrelli, già consigliere comunale, che ha inviato una richiesta urgente all’Assessore Regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, al Commissario Prefettizio di Altomonte e alla Protezione Civile, chiedendo la dichiarazione dello Stato di Calamità Naturale.
«Le immagini che arrivano dalle nostre campagne e dalle nostre strade sono strazianti – dichiara Borrelli –. Il territorio di Altomonte è stato interessato da molteplici situazioni disastrose: strade interrotte, aziende agricole completamente allagate. Non possiamo permettere che il peso di questa catastrofe ricada interamente sulle spalle dei nostri produttori e dei cittadini».
Nella nota trasmessa agli uffici competenti, Borrelli sollecita: la dichiarazione dello Stato di Calamità Naturale per sbloccare i ristori del Fondo di Solidarietà e le procedure AgriCat; interventi di somma urgenza per il ripristino della viabilità cittadina e rurale, compromessa da fango e detriti e una presenza costante della Regione sul territorio per il censimento puntuale dei danni.
«Altomonte è una terra che vive di agricoltura: se crolla il settore agricolo, crolla l’intera comunità – conclude Borrelli –. È il momento che le istituzioni dimostrino vicinanza con i fatti e non solo con le parole».
È sempre più urgente un cambio di paradigma nella narrazione e nell’azione politica. Alla logica dei favori e degli interventi spot deve subentrare una vera programmazione. La prevenzione e la manutenzione ordinaria non possono essere subordinate agli interessi di parte, ma devono rispondere esclusivamente alla tutela della pubblica incolumità e dell’interesse collettivo, indipendentemente dal colore politico di chi amministra.