1 ora fa:Energia e crisi globale: ecco perché le comunità energetiche diventano strategiche
17 ore fa:Origine prodotti, Amendolara sfida norme UE: stop all’etichetta “italiano” per materie prime estere
18 minuti fa:Verso Bosnia-Italia: Gattuso e il racconto del padre: «Rino è passione vera»
16 ore fa:Calopezzati, Amodeo commissario di Noi Moderati: Fratelli d’Italia rilancia l’unità del centrodestra
17 ore fa:Freeze su La7, talento da Amendolara nel corto con Valentina Romani e Celeste Dalla Porta
4 ore fa:La magia di una nascita in casa negli anni ’50
16 ore fa:Co-Ro, crolli in un palazzo nobiliare abbandonato: scatta l'evacuazione nel rione San Michele
18 ore fa:Turismo esperienziale, l’Unione dei Comuni dell’Alto Ionio guarda al futuro dei borghi
15 ore fa:Cassano e il bando sulle spiagge: scontro politico tra accuse e replica del sindaco
18 ore fa:SP120 nel caos, Altomonte senza segnaletica: la denuncia scuote la Provincia

Luca Muglia (Garante detenuti) ha fatto visita alla Rems di Santa Sofia d'Epiro

2 minuti di lettura

SANTA SOFIA D'EPIRO - Nel contesto del monitoraggio dei luoghi di privazione della libertà personale il Garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, Luca Muglia, ha visitato nei giorni scorsi la Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza di Santa Sofia d’Epiro, unitamente al Garante della Provincia di Cosenza, Francesco Cosentini.

All’incontro erano presenti il Direttore sanitario della Rems, Patrizia Nicotera, il Coordinatore delle strutture sociosanitarie della Cooperativa sociale “Il Delfino” e referente dell’ente gestore, Gianfranco Tosti, l’educatrice e Coordinatore dell’equipe, Giovanna Mele, la psicologa Maria Canadè, l’assistente sociale Federica Calabrese, l’infermiere Franco Pellegrino, l’educatrice Ilaria Ceramella, gli Oss Antonello Nigro e Janeth Garcia.

La residenza ha raggiunto la capienza massima di 20 posti. «Durante la visita – ha dichiarato il Garante Muglia – abbiamo avuto occasione di intrattenerci e colloquiare con i responsabili della struttura al fine di intercettare le carenze e i bisogni, riscontrando un clima positivo tra le professionalità operanti e un approccio interdisciplinare e sinergico. Nell’incontro sono emerse varie criticità, alcune delle quali già segnalate dalla Rems. Non a caso il referente dell’ente gestore, di concerto con il Direttore sanitario, ha rinnovato di recente la richiesta di adeguamenti tecnico-strutturali alle autorità preposte».

«Personalmente – ha precisato il Garante regionale – reputo indispensabili alcuni interventi. Occorre potenziare l’organico, dotandolo di un tecnico della riabilitazione psichiatrica e garantire la disponibilità di una camera di decompressione (cosiddetta “de-escalation”), atteso che quella esistente è occupata dal ventesimo paziente. La sala in questione, da realizzare in ottemperanza alla normativa vigente, lungi dall’essere utilizzata ai fini della contenzione fisica è in grado di tutelare il paziente che pone in essere comportamenti auto od etero aggressivi. Invero, attualmente, laddove le strategie di negoziazione non sortiscano effetti positivi, in assenza di una camera di decompressione da utilizzare per il tempo minimo della crisi, il personale si vede costretto ad attivare la procedura per il trattamento sanitario obbligatorio del paziente».

«Tale evenienza, a dir poco invasiva, andrebbe scongiurata e praticata solo come extrema ratio. Necessita, altresì, implementare - continua - i programmi riabilitativi e formativi, individuali e di gruppo, finalizzati all’acquisizione o al recupero delle abilità sociali e attrezzare l’area esterna per le attività ricreative ed i colloqui con i familiari. Occorre immaginare, infine, modifiche importanti alle barriere esterne, capaci di ridurre gli effetti negativi dell’impatto emotivo. Nei prossimi giorni attenzionerò le questioni indicate agli organismi sanitari regionali e alle autorità istituzionali competenti».

«L’internamento nelle Rems – ha concluso il Garante regionale – riveste carattere transitorio ed eccezionale, applicabile solo nei casi in cui sono acquisiti elementi dai quali risulti che è la sola misura idonea ad assicurare cure adeguate ed a fare fronte alla pericolosità sociale dell'infermo o seminfermo di mente. Ciò premesso, si tratta di conciliare le esigenze di sicurezza con il diritto alla cura ed al reinserimento sociale dei pazienti psichiatrici autori di reato, rammentando che secondo l’Organizzazione mondiale della sanità la salute mentale è un diritto umano fondamentale».

Luigia Marra
Autore: Luigia Marra

Mi sono diplomata al Liceo Classico San Nilo di Rossano, conseguo la laurea in Lettere e Beni Culturali e successivamente la magistrale in Filologia Moderna presso Università della Calabria. Amo ascoltare ed osservare attentamente la realtà di tutti i giorni. Molto caotica e confusionaria, ma ricca di storie, avvenimenti e notizie che meritano di essere raccontate.