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Nidi fantasma nelle case: l'altra infanzia di Corigliano-Rossano

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CORIGLIANO-ROSSANO – In un contesto sociale nazionale e generale in cui la presenza degli Asili nido resta in deficit rispetto alla richiesta, c’è chi fa quel che può. Ci sono, ad esempio, tante famiglie con entrambi i genitori occupati che modificano le loro abitudini e adeguano gli orari di lavoro per stare con i figli oppure scelgono di arruolare una tata che si occupa dei piccoli rimanendo con loro a casa. Poi, però, ci sono tanti altri genitori-lavoratori, soprattutto braccianti agricoli, che un orario di lavoro flessibile proprio non ce l’hanno e non hanno nemmeno i soldi per potersi permettere una babysitter (che non guadagna meno di 600/700 euro al mese). Quindi, che si fa?

Sul territorio e anche a Corigliano-Rossano pare si sia diffusa una importante rete di assistenza illegale che fornisce servizi educativi a bambini figli di famiglie di immigrati. Le attività si svolgerebbero in case che si trasformerebbero ogni mattina in asili nido non autorizzati. Con case che accoglierebbero ciascuna, in media, dai 15 ai 20 bambini per abitazione.

È una delle tante denunce emerse ai margini della manifestazione popolare di domenica scorsa a Schiavonea. Si tratterebbe, sempre secondo quanto sentito tra la gente, di servizi privi di autorizzazioni formali e svolti illegalmente in abitazioni private. Le famiglie pagherebbero delle quote mensili irrisorie che verrebbero percepite dalle “levatrici” senza alcuna forma di regolarizzazione. Un sistema parallelo, insomma, che - se confermato - solleverebbe interrogativi importanti sotto il profilo normativo, fiscale e soprattutto della sicurezza dei minori coinvolti

A frequentare queste presunte strutture, dicevamo, sarebbero bambini stranieri, figli di immigrati regolari presenti sul territorio. Famiglie che, seppur inserite nel tessuto lavorativo locale, incontrano notevoli difficoltà nel conciliare gli orari di lavoro con quelli dei servizi educativi pubblici.

Il punto centrale della questione sembrerebbe non essere soltanto l’eventuale illegalità del servizio offerto, ma le ragioni che spingerebbero queste famiglie a ricorrervi. Molti genitori, infatti, lavorano nel comparto agricolo, in particolare nelle aziende del Metapontino, con turni che iniziano all’alba e prevedono lunghi spostamenti. In assenza di una rete parentale di supporto, e con scuole pubbliche che non sempre garantiscono la flessibilità oraria necessaria, queste famiglie si troverebbero costrette a cercare soluzioni alternative.

È in questo vuoto che nascono e prosperano tali realtà. Un fenomeno che richiama un principio noto secondo il quale l’illegalità tende a proliferare nei luoghi in cui lo Stato arretra o in cui i servizi pubblici non riescono a rispondere in modo adeguato ai bisogni concreti dei cittadini. Senza giustificare eventuali violazioni di legge, è necessario interrogarsi sulle condizioni sociali che le rendono possibili.

Gli asili nido, poi, rappresentano un presidio fondamentale per le famiglie che lavorano. Sono, sì, luoghi di custodia ma anche spazi educativi essenziali per lo sviluppo cognitivo e relazionale dei bambini nei primi anni di vita. Garantire servizi regolari, sicuri e accessibili significa sostenere l’occupazione, favorire l’integrazione e prevenire situazioni di marginalità.

La questione solleva interrogativi che si legano intimamente a quelli affrontati in occasione delle manifestazioni sull’integrazione e sulla sicurezza dei giorni scorsi, tenutesi proprio a Schiavonea. Tuttavia, al di là dell’accertamento dei fatti, il tema impone anche una riflessione più ampia sulle politiche sociali locali e sulla capacità delle istituzioni di intercettare i bisogni reali di una comunità che cambia.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.