9 ore fa:Cariati, scuole verso la riapertura: pronti i plessi Faggiano e Vittorio Emanuele
10 ore fa:Rossano si prepara alla notte della poesia: il 30 agosto la premiazione del Concorso “Achiropita”
8 ore fa:TaranTarsia parte dalle identità: due serate tra minoranze, migrazioni e diritti
10 ore fa:Facciolla, il Consiglio di Stato gli dà ragione: bocciato il no del CSM
11 ore fa:Torna il Cammino delle Meraviglie: il 30 agosto alla scoperta della Valle del Coriglianeto
9 ore fa:Dopo oltre trent’anni torna il Premio giornalistico-letterario “Gaetano Natale”
9 ore fa:La Vignetta dell'Eco
8 ore fa:Il lavoro non può diventare ricatto: da Vakarici una sfida contro il caporalato
6 ore fa:Rottamazione dei tributi, Stasi accusa la Regione: «Persi milioni che potevano alleggerire famiglie e imprese»
7 ore fa:“La Transmondanza” a Campana: quando partire significa costruire ponti

Sibari, partiti i lavori di demolizione e ricostruzione dei palazzi confiscati all'ex boss della Sibaritide

1 minuti di lettura

CASSANO JONIO -  Sono partiti in questi giorni i lavori che trasformeranno gli ultimi due edifici acquisiti al patrimonio del Comune di Cassano Jonio dai beni dell'ex boss campano che, verso la fine degli anni Ottanta, esportò la Nuova Camorra Organizzata nella Sibaritide, in diciotto appartamenti che saranno affidati, a seguito di regolare bando di assegnazione, a famiglie in difficoltà e che non possono permettersi una casa.

Per la riqualificazione dei due palazzi, l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Gianni Papasso, aveva partecipato ad un bando della Regione Calabria vincendolo e, grazie al lavoro fatto in questa direzione, era stato ottenuto un finanziamento pari a 2 milioni e 600 mila euro con i quali verranno demoliti e ricostruiti anche questi edifici per trasformarli in altri alloggi sociali per darli a chi ha bisogno.

«Il nostro obiettivo – ha raccontato ieri il sindaco Papasso quando si è recato sui cantieri per verificare l'avvio dell'intervento – è quello di trasformare tutti i palazzi confiscati ai clan in immobili da destinare a edilizia pubblica o in edifici riutilizzabili per scopi sociali. Lo abbiamo fatto con i primi tre edifici recuperati a Cirillo, lo stiamo facendo con questi due e con la Villa Forastefano che abbiamo destinato ad un progetto "Dopo di noi"».

«Molti ci chiedono – ha fatto notare il primo cittadino di Cassano – perché demoliamo per poi ricostruire. La risposta sta nel fatto che i tecnici si sono resi conto che il cemento armato è di pessima fattura e, essendo palazzi costruiti moltissimi anni fa, per adeguarli dal punto di vista sismico alle ultime normative, sarebbero serviti molti più fondi».

Per l'amministrazione comunale cassanese è un'opera sociale di grande importanza e rilevanza soprattutto per andare in contro alle esigenze delle fasce più in difficoltà della popolazione. «Anche da questo punto di vista – ha chiuso il sindaco socialista – siamo un comune all'avanguardia: l'obiettivo è utilizzare immobili sequestrati alla mafia per realizzare opere sociali di straordinaria rilevanza ed importanza. Stiamo lavorando in modo orizzontale su tutto il territorio: Cassano, Sibari, Lauropoli, Doria e tutte le altre aree sono un cantiere in trasformazione».

Luigia Marra
Autore: Luigia Marra

Mi sono diplomata al Liceo Classico San Nilo di Rossano, conseguo la laurea in Lettere e Beni Culturali e successivamente la magistrale in Filologia Moderna presso Università della Calabria. Amo ascoltare ed osservare attentamente la realtà di tutti i giorni. Molto caotica e confusionaria, ma ricca di storie, avvenimenti e notizie che meritano di essere raccontate.