1 ora fa:La Diga di Tarsia non contiene più la piena: il Crati corre veloce verso la Piana di Sibari
5 ore fa:Calabria, sanità privata e RSA in agitazione: contratti fermi da 8 e 13 anni, rischio sui servizi ai fragili
13 minuti fa:VOLLEY - Cantagalli carica i rossoneri della Sprovieri Corigliano: «Vogliamo continuare a fare bene»
3 ore fa:Aperte ufficialmente le iscrizioni all'Unical: quasi 6mila posti disponibili
4 ore fa:Corigliano-Rossano, tre giorni sul fumetto con Marco Steiner e Giovanni Robustelli: incontri nelle scuole e alla Cittadella
3 ore fa:Ore decisive per il Crati, si attende la piena: «Qui rischiamo un disastro epocale» | VIDEO
43 minuti fa:Morano Calabro protagonista alla BIT Milano: promozione del borgo e relazioni con operatori internazionali
6 ore fa:Scuola Madonna della Catena, Bosco attacca in Consiglio: “Senza uscita di sicurezza da 6 anni, pronto a chiederne la chiusura”
5 ore fa:Referendum sulla giustizia, a Corigliano-Rossano incontro pubblico sulle ragioni del NO
2 ore fa:Cropalati punta sulla musica d’autore: Franco Ricciardi primo grande nome di R…ESTATE

Il mito delle Air Jordan inventato da un calabrese: la storia di Sonny Vaccaro

2 minuti di lettura

CATANZARO - «L’uomo dalla scarpa d’oro», come lo definisce Emanuela Audisio su Repubblica, è originario della Calabria, e per la precisione di Falerna, in provincia di Catanzaro. Sonny Vaccaro è l’imprenditore che ha puntato tutto su Michael Jordan. Lo ha messo sotto contratto quando non era ancora un’icona globale del basket Nba e con le Air lo ha reso un mito e anche un valore miliardario in dollari.

Alla storia di Vaccaro, che è nato 83 anni fa a Trafford in Pennsylvania ma ha radici calabresi, è ispirato il personaggio interpretato da Matt Damon nel film “Air” che racconta proprio la storia di quell’idea rivelatasi (eufemismo) fortunata. È la prima volta che il suo ruolo finisce sul grande schermo ma pare inevitabile che l’onore vada a chi ha generato una vera e propria rivoluzione commerciale.

Vaccaro racconta a Repubblica come convinse Jordan. «Era l’84, Giochi di Los Angeles, chiesi a Michael chi nella vita contasse di più per lui. Mi aspettavo dicesse il mio coach, i compagni di squadra. Invece rispose: i miei. Così trovai il numero di casa, non era ancora tempo di cellulari, mi rispose la madre, Deloris, e parlammo a lungo. Michael aveva 21 anni, giocava per North Carolina, la sua come la mia era una famiglia di lavoratori, papà era operaio metallurgico a Pittsburgh. Con Jordan non scattò nessun colpo di fulmine, era riottoso, non sapeva chi fossimo, preferiva Adidas che faceva tute belle. All’azienda diedi un consiglio: abbiamo un budget di due milioni e mezzo di dollari, non spalmiamolo su una serie di giovani, diamolo tutto al ragazzo. Bè non è che fossero molto convinti, ma insistetti. Anzi feci di più: mi giocai lo stipendio». A Jordan spettava anche il 25 per cento su ogni scarpa venduta. 

Vaccaro prova a mettere in prospettiva il ruolo di Jordan, non soltanto per il basket. «Con le Air Jordan abbiamo cambiato il mondo —dice – sono ormai icone presenti nei musei, alle aste dei collezionisti, ai piedi di quindicenni che non hanno mai visto Jordan giocare dal vivo. Michael è stato un change maker, ha aperto le porte a un commercio che non esisteva, ha permesso a tanti giocatori neri di firmare i loro prodotti, di poter essere anche partner e soci. È stato un innovatore. Il primo e l’ultimo della sua specie. Steph Curry e LeBron James seguono le sue orme, ma non ci sarà più nulla di simile, come se stessimo parlando della prima Ferrari. Il suo contribuito all’umanità è più grande di quello di Bill Gates. In campo è stato meraviglioso, ma la cosa più importante l’ha fatta fuori, creando un mercato dove in tanti fanno soldi, anche se l’idea originale non era questa. Nessuno pensava che il marketing sarebbe diventato la parte più importante e brillante della sua abilità. Il brand Jordan ormai è famoso come Nike, anche se tanti non lo ammettono. E se nel mondo dici Air nessuno pensa al cielo o all’aria, ma al marchio. Gli auguro lunga vita, ma quando lui e noi non ci saremo più, la sua scarpa gli sopravviverà. Sarà sempre viva». 

(fonte Corriere della Calabria)

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.